Comune di Trinitapoli sciolto per mafia, l’ex sindaco cita per danni il Viminale: “Non sono amico dei clan”

L’avvocato Vaira promette battaglia: “Qualcuno dovrà chiedere scusa di quella frase inaudita, spiegando se si sia trattato di errore o menzogna. E dovrà risarcire i danni”

“Chi ha scritto che l’ex sindaco di Trinitapoli, Emanuele Losapio, ha avuto frequentazioni con un capoclan (ucciso nel 2019) dovrà rispondere nelle sedi opportune per aver diffuso una falsità”. L’avvocato Michele Vaira promette battaglia dopo lo scioglimento per mafia del Comune della Bat. Nella relazione si parla di “frequentazioni dell’attuale sindaco con un capoclan ucciso”. Secondo Vaira “l’autorevolezza della fonte non lasciava campo ad ulteriori verifiche, tranne che per un particolare sostanziale: quella dichiarazione predisposta dal Ministero è priva di ogni fondamento. Abbiamo citato per danni il ministero dell’Interno e, individualmente, il ministro Luciana Lamorgese e i tre membri della commissione di indagine per aver leso la rispettabilità di Emanuele Losapio, cagionandogli un danno morale, umano, sociale, professionale e politico senza che ve ne fosse la minima ragione e prova”.

Il legale foggiano sottolinea che “Losapio non ha mai avuto alcuna frequentazione con nessun capoclan di Trinitapoli, senza alcun timore di smentita. Qualcuno dovrà chiedere scusa di quella frase inaudita, spiegando se si sia trattato di errore o menzogna. E dovrà risarcire i danni. Non entriamo nel merito delle argomentazioni della relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di Trinitapoli, ma la gravità di quell’affermazione infondata ci obbliga a tutelare la dignità dell’ex sindaco Losapio, oltre ogni provvedimento amministrativo”. (In alto, Losapio e Vaira; sullo sfondo, il Comune di Trinitapoli)

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