Riuniti Foggia, il dg: “Non ci sono parcheggi di serie A e serie B. In futuro dovranno pagarlo anche gli utenti”

Pasqualone detta la road map e prova a gestire con il pugno duro i primi mal di pancia del personale. Il chiodo fisso resta quello di “rimettere ordine nella macchina amministrativa”

Prima risolvere le “serie criticità amministrative riscontrate”. Poi l’avvio del piano di sviluppo del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Il commissario straordinario, Giuseppe Pasqualone, detta la road map e prova a gestire con il pugno duro i primi mal di pancia del personale. A cominciare dalla polemica sulla gestione dei parcheggi.

“Non abbiamo parcheggi di serie A e di serie B – dice a l’Immediato -, è una visione distorta che sta facendo circolare qualcuno. Stiamo provando a gestire il caos all’interno dell’ospedale, con accessi non controllati e flussi non più sostenibili nel blocco centrale. In altre aziende sanitarie pugliesi ci sono regole molto più restrittive e non ci sono nemmeno posti auto riservati ai dipendenti. Noi abbiamo diviso le aree, garantendo tutti con i 1600 posti auto disponili. Certo bisogna sempre assicurare la disponibilità rispetto alle diverse fasce orarie del personale, questo comporta una diversa ripartizione degli spazi”.

Poi continua: “Se poi qualcuno non vuole fare nemmeno due passi a piedi, è un altro discorso. Personalmente ho girato tutto l’ospedale a piedi e non ho avuto alcun tipo di difficoltà. Forse qualcuno preferiva caos e disordine…”. Peraltro, sottolinea, “c’è anche una questione di sicurezza da garantire, per questo abbiamo assicurato la presenza della vigilanza agli accessi, oltre a questioni logistiche oggettive: non possiamo ostruire le arterie dedicate alle urgenze e alle categorie protette”. In futuro, ammette, “potremo avere la necessità di far pagare il parcheggio agli utenti”.

Gli infermieri da “eroi” a precari

Sulla questione degli infermieri che si aspettano la stabilizzazione, dopo i sacrifici in corsia durante le ondate peggiori della pandemia Covid, precisa: “Tutti sono stati assunti in epoca Covid, e dal mio punto di vista è stata una occasione di lavoro. Ma ora la valutazione è di natura prettamente giuridica e non spetta certo al manager del Policlinico. Bisogna considerare che c’è un concorsone in corso e bisognerà stabilire chi abbia il diritto di precedenza tra i vincitori (e a scorrimento gli idonei in graduatoria) e chi ha maturato esperienza durante la pandemia. Io li terrei tutti, ma non dipende da me”, chiosa.

La macchina amministrativa

Il chiodo fisso, al momento, resta quello di “rimettere ordine nella macchina amministrativa”, con interventi mirati nella tecnostruttura. “Stiamo facendo approfondimenti su tutte le procedure e gli atti, alcuni dei quali verranno revocati – ammette -. È un’analisi a tappeto che sto portando avanti con il direttore amministrativo. Potremmo aver bisogno anche di supporto esterno, perché ci sono una serie di carenze importanti”.

Il primo passo sarà quello della scelta del nuovo capo del Patrimonio, una figura strategica: “Ci auguriamo di trovare qualcuno esperto e perbene – dice -, poi cambieremo tutto l’assetto organizzativo con la riorganizzazione dipartimentale”. Parole importanti, che lasciano intuire la volontà ridisegnare tutta la filiera delle decisioni e della gestione della complessità: un cambio di passo sostanziale nelle modalità di guida del Policlinico, travolto da una indagine giudiziaria sugli appalti.

Cantieri, Deu e Pronto soccorso

“Solo così potremmo svoltare, chiudendo i tanti cantieri avviati  – prosegue citando i casi del monoblocco, dei laboratori e dei plessi minori -, risistemando procedure che non sembrano proprio ottimali. Ci sono le 8 nuove sale operatorie da far partire rapidamente, ma anche qui abbiamo trovato problemi…”. Anche la “partita del Deu va chiusa presto”: “Sul Pronto soccorso stiamo aspettando l’autorizzazione all’esercizio del dipartimento di Prevenzione dell’Asl, che dovrebbe arrivare entro la fine del mese”. Pasqualone dice la sua anche sulla gestione pubblico-privato dell’area operatoria del nuovo ospedale, questione parecchio dibattuta in Consiglio regionale fino alla relazione dell’ex direttore generale Vitangelo Dattoli. “Dopo un approfondimento posso dire che gli atti sono stati conformemente predisposti, ma io non avrei fatto questa procedura – ammette -. Avrei proposto una iniziativa pubblica con avviso pubblico, chiedendo al privato di presentare un progetto, secondo le nostre indicazioni, che successivamente sarebbe andato in gara con un approccio comparativo. Tuttavia, arrivati a questo punto, sarebbe sconveniente un passo indietro, pertanto l’auspicio è che questa procedura si conclude in tempi rapidi”.

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