“Intelligenza artificiale, convenienza costi e tempi rapidi di attivazione”, ecco perché le sale operatorie del Deu sono state affidate al privato

La relazione del direttore generale Vitangelo Dattoli dopo le polemiche in Consiglio regionale

Intelligenza artificiale, tempi rapidi per l’attivazione, convenienza di costo e riduzione del rischio di infezioni ospedaliere. Sono i pilastri dell’operazione di partnership pubblico-privato per la gestione delle sale operatorie del Deu, il nuovo plesso del Policlinico “Riuniti” di Foggia. In una relazione di 13 pagine, dopo le accuse mosse in Consiglio regionale dal centrodestra, il direttore generale Vitangelo Dattoli ha spiegato le ragioni dell’operazione. L’Rti Althea Italia Spa e Steritalia Spa, assistita dal noto studio legale Leone&Associati, aveva avanzato la proposta, accolta positivamente da viale Pinto, comunicandola nei seguenti termini: “L’amministrazione ha sottolineato la convenienza economica e sociale dell’operazione, legata alla mancata previsione di un contributo pubblico a fronte di un investimento privato molto importante e all’opportunità di ottenere eccellenti tecnologie per un migliore servizio sanitario rivolto agli utenti e di garantire tempistiche brevi per la realizzazione dei lavori, la messa in funzione delle apparecchiature e dei correlati servizi. Si tratta di una delle più importanti ed innovative operazioni di partenariato pubblico-privato, ad iniziativa privata, di servizi in sanità in Italia, che vede, ai fini dell’efficientamento delle strutture e della gestione, l’applicazione di tecnologie e know-how di punta e di servizi d’intelligenza artificiale”.

La relazione consegnata alla Regione

L’Immediato ha potuto visionare il documento consegnato alla Regione Puglia. In 13 pagine è stato analizzato il progetto di partenariato pubblico privato, comparandolo con l’altra strada possibile: quella delle singole gare d’appalto per la gestione delle sale operatorie del nuovo blocco dell’emergenza-urgenza. All’interno, ci saranno tecnologie di ultima generazione (2 tac, risonanza magnetica 3 tesla, impianti radiologici multidisciplinari, altre apparecchiature radiologiche, pensili e attrezzature per la terapia intensiva, terapia intensiva cardiologica, e altro), per un investimento complessivo di oltre 15 milioni di euro.

Il progetto di partenariato nasce dall’esigenza di coprire il vulnus di finanziamenti per tutta una serie di interventi che erano stralciati dall’appalto (ormai del 2009) per la realizzazione del nuovo ospedale. Con le economie di gara, è stato realizzato il reparto di emodinamica comprensivo di agiografi dedicati. Mentre sono rimasti fuori: il reparto operatorio (dotato di sala ibrida con attrezzature di avanguardia dedicato prioritariamente al settore cadio-toraco-vascolare), per cui serve un investimento di oltre 18 milioni di euro, e la centrale di sterilizzazione (a servizio non solo del reparto operatorio Deu, ma dell’intero Policlinico) con un costo progettuale di quasi 3 milioni di euro. La prima proposta da un privato è arrivata nel 2017, con l’iniziativa dell’azienda Ngc. Quest’ultima, tuttavia, ha rinunciato poco dopo, nel 2018. Allora, il dg Dattoli ha riaperto l’avviso pubblico perché assumeva ancora “maggiore evidenza la necessità di procedere con le stesse modalità per via dell’evidente assenza di finanziamenti straordinari ed essendo più cogente la necessità di tempi rapidi per la realizzazione dell’opera”.

È in questo momento che si presenta l’Ati guidata dall’Althea, alla quale è stato affidato il progetto. “Senza finanziamenti straordinari, i tempi per la realizzazione dell’opera sarebbero stati di 2-3 anni – scrive Dattoli nella relazione -, tra tempi di disponibilità effettiva delle risorse e procedure di gara. Tali tempi sono apparsi inconciliabili evidentemente con il tentativo di rendere il più possibile contestuale il funzionamento di tutte le parti del plesso DEU fissate come da cronoprogramma per il 2021 anche per rispondere alle aspettative della Capitanata e della Puglia, frequentemente esposte in tutte le sedi”.

I vantaggi per l’azienda sono stati così riassunti: “Il Riuniti non ha dovuto sostenere nessun costo per la redazione del progetto di fattibilità tecnico Economico, che è stato sostenuto integralmente dall’operatore economico proponente; la proposta, una volta ritenuta di Pubblico Interesse, sarà messa a gara e sarà aggiudicata all’Offerente che avrà presentato la migliore offerta sia in termini di qualità della proposta tecnica che in termini di prezzo offerto per tutti i servizi richiesti; l’Amministrazione portando avanti un progetto integrato avrà un risparmio legato ai minor costi amministrativi della gestione di più procedure distinte”. Dal punto di vista organizzativo, invece, scrive Dattoli: “Il partenariato garantisce la certezza del risultato in termini di erogazione del servizio, in quanto fissati i tempi di attivazione del contratto, in questo caso sono pari ad 8 mesi (da migliorare in sede di offerta di gara), eventuali ritardi saranno estremamente penalizzanti per l’offerente in quanto avrà una riduzione del canone, per tutto il periodo del ritardo pari al 100%, senza possibilità di recupero dei canoni persi. Si tratta di un intervento pubblico, con finanziamenti privati remunerati con contratti di manutenzione delle stesse attrezzature post garanzia e con le forniture dei consumi delle stesse sale operatorie che sarebbero comunque a carico di questa amministrazione”.

“In assenza di questo accordo pubblico privato – viene precisato nella relazione – le stesse procedure di finanziamento dell’opera, manutenzione e fornitura di beni sarebbero state oggetto di procedure di gara di cui le caratteristiche del prezzo a base d’asta di riferimento e altri aspetti tipici di una gara sono stati contemplati per norma nella stessa procedura. Nel progetto sono inoltre contenuti elementi innovativi legati all’aumenti dell’efficienza e trasparenza dei dispositivi di sala operatoria, utili anche per motivi medico legali, e innovative procedure di controllo delle infezioni ospedaliere. Tali dispositivi oramai considerati gold standard in reparti operatori soprattutto di elevata specialità come quelli del settore cardio-toraco-vascolare (e cardiochirurgico nella specie) sarebbero stati comunque oggetto di ulteriori finanziamenti per le oramai ineludibile acquisizione di tale standard. L’organizzazione, le risorse umane, la responsabilità legale è di esclusiva competenza aziendale, non essendo configurato, per nessun motivo, contiguità e compenetrazione anzi è amplificato il ruolo di controllo e monitoraggio del regolare funzionamento dei servizi manutentivi e delle forniture del PPP”.

“Operazione conveniente, al privato utile del 3,4%”

“La descrizione della genesi del processo – conclude Dattoli -, maturato anche per l’assenza di finanziamenti specifici invocabili decisionale per l’utilizzo del PPP ai fini del completamento del DEU è apparso: rigoroso per il rispetto delle procedure e disposizioni in materia; opportuno per le caratteristiche dell’appalto che consente la contestuale realizzazione di opere e installazioni di tecnologie senza ulteriori ritardi quantificabili in anni per il completamento dell’opera in relazione ai tempi necessari per le procedure di gara sia per la progettazione che per l’affidamento lavori; conveniente per la strutturazione dei costi comparabili comunque con quelli che l’amministrazione dovrà sopportare per il regolare funzionamento delle opere e delle installazioni oggetto del PPP. È reso ancora più conveniente con l’introduzione di meccanismi di valutazione, grazie ad un puntuale e obbligatorio monitoraggio, evitando i rischi di vuoto per pieno (acquisizione di dispositivi monouso superiori al necessario) e di mancato allineamento dei prezzi di mercato. Si evidenzia inoltre che è apparso congruo e confacente alla convenienza pubblica della procedura, la stima dell’utile previsto per la parte privata che è determinabile al 3,4% dell’intero ammontare (poco più di 5 milioni di euro, NdR) . Infatti il particolare meccanismo del partenariato mette in evidenza i margini di utile definendoli costi di gestione e parte integrante del PEF (Piano Economico Finanziario) oggetto della proposta del potenziale partner privato e peraltro oggetto di valutazione competitiva da parte di concorrenti nell’ambito della stessa gara pubblica celebrata, ricordiamo, su ambito europeo. Infine, è innovativo per l’utilizzo del know-how progettuale del privato progettista”.





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