Morte di Lanza nel carcere di Foggia, svolta l’autopsia. “Bussolotto” era solo in cella e avrebbe utilizzato un lenzuolo

Esame autoptico nell’ospedale di San Severo, ma i consulenti hanno preso 60 giorni di tempo per depositare le conclusioni

Com’è morto Alessandro Lanza? Oggi il pm Iannotta ha affidato l’incarico per l’autopsia ad un medico legale e ad uno tossicologico. L’esame si è svolto nel pomeriggio di oggi nella sala settoria dell’ospedale di San Severo, presente anche un medico legale nominato dalla famiglia del defunto. I consulenti hanno preso 60 giorni di tempo per il deposito dell’elaborato con le conclusioni. L’obiettivo è fare piena luce sulle cause del decesso di sabato scorso del 43enne pregiudicato detto “Bussolotto”, esponente di spicco della batteria della “Società Foggiana”, Sinesi-Francavilla. Stando a quanto trapelato finora, Lanza era solo in cella al momento della morte e si sarebbe suicidato impiccandosi con un lenzuolo.

Intanto, ieri si è tenuta l’ennesima udienza del processo d’appello “Piazza Pulita” sulle infiltrazioni della mafia nell’Amica, la società che gestiva i rifiuti a Foggia. Lanza era imputato insieme al fratello Mario, entrambi accusati di aver costretto l’azienda a pagare loro lo stipendio nonostante fossero assenteisti. La sentenza è slittata a giugno 2022.

La scheda

Alessandro Lanza alias “Bussolotto” era stato arrestato circa una dozzina di giorni fa per un residuo pena di 3 anni e 6 mesi nell’ambito del blitz antimafia “Corona”, importante operazione del 2013 contro le batterie della malavita foggiana. Ma i suoi legali stavano già lavorando per chiedere una fungibilità della pena, così da ottenere uno sconto sul definitivo. In buona sostanza, a Lanza sarebbe rimasto circa un anno di reclusione, senza però considerare “Piazza Pulita” ancora in corso. In questo procedimento era stato condannato a 7 anni insieme al fratello Mario, ma poi la Cassazione aveva annullato la sentenza disponendo un nuovo processo d’appello. Lanza fu coinvolto anche nell’operazione “Blauer” accusato di aver favorito la latitanza di Franco Li Bergolis, boss montanaro storicamente alleato con i Sinesi-Francavilla, ma in quella circostanza “Bussolotto” venne assolto.

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