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Home - “Fate schifo! Tu sei un animale, sei sporco”. Insulti e umiliazioni nei campi agricoli del Foggiano. Le carte di “Schermo”

“Fate schifo! Tu sei un animale, sei sporco”. Insulti e umiliazioni nei campi agricoli del Foggiano. Le carte di “Schermo”

Di Francesco Pesante
23 Giugno 2021
in Inchieste
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Nuovi particolari sull’operazione anticaporalato “Schermo” di carabinieri e procura. Nell’ordinanza cautelare di 62 pagine, la gip Roberta Di Maria ha ricostruito il lavoro degli investigatori incentrato in modo particolare sulle intercettazioni. L’inchiesta ha svelato un sistema artificioso messo in piedi attraverso una società “schermo” di Orta Nova, la Suditaly che si occupava del reclutamento dei migranti. Il presunto caporale, il 33enne senegalese Abou Danssokho detto “Nicola”, si recava nei ghetti di Borgo Mezzanone e Rignano per pescare la manodopera necessaria per la raccolta del pomodoro. I lavoratori venivano poi condotti nei fondi agricoli a bordo di mezzi di fortuna e senza Dpi. Come emerso in conferenza stampa, imprenditori e caporali proibivano persino la pausa pranzo, anzi erano pronti a punire i migranti con decurtazioni dalla paga in caso di errori durante il lavoro di raccolta. Per queste vicende sono finiti in carcere Nicola Marucci, Danilo Cataldo e Abou Danssokho. Domiciliari, invece, per Donato Placentino, Angela Siena, Luigi Lattanzio e Paolo Treviso.

L’intermediario Marucci così urlava ai braccianti “Sotto al cassone, ficca le mani, ficca le mani! Ma porca puttana! Chissà perché non li vedete mai? E ce ne sono ancora due! Vedi?”. “Segno evidente – si legge nelle carte dell’inchiesta – che non solo recluta i braccianti per conto terzi ma li sorveglia durante il lavoro. Poco dopo veniva captata in ambientale una conversazione del Marucci con i braccianti stranieri nel corso della quale il Marucci li minacciava di decurtare 0,50 centesimi a cassone per essersi sporcato le mani. In una conversazione di qualche minuto dopo con tale Ali, il Marucci si esprimeva con toni ancora più violenti e offensivi, infatti, dopo aver chiesto all’uomo se aveva già svuotato i cassoni e dopo aver ricevuto risposta affermativa affermava: ‘Ma sei un animale sei! Tanto non li riempi neanche fino a stasera tu’, proseguendo ‘Eh, perché sei moscio, sei sporco, lavori male… vedi che Pippo sta lì per colpa tua!’; infine informava il suo interlocutore che avrebbe tolto 50 centesimi a cassone in quanto non era soddisfatto del loro lavoro (‘perché fate schifo! Terra, piante, plastica, oh! Troppo schifosi allora vi devo togliere 50 centesimi a cassone’)”.

Foto archivio

In un’altra circostanza, gli investigatori constatarono che in un campo “vi erano due autotreni e un trattore adibito a muletto utilizzato per caricare i bins (cassoni, ndr) dei pomodori sui camion. I militari constatavano che nonostante fosse presente il muletto, la manodopera saliva sui rimorchi e scaricava i cassoni esponendosi a rischio. I braccianti venivano condotti al campo – riporta ancora l’ordinanza – con mezzi di fortuna e lavoravano senza dispositivi di protezione individuale”.

Marucci si mostrava incurante dei controlli subiti, anzi rilanciava: “Eh, ho avuto l’Ispettorato, si sono portati via 20 persone… Hanno sequestrato 2 macchine… e tutti sono scappati”. Poi a tale Lamin chiedeva: “Eh, che vuoi fare, riesci a mettere insieme una squadra almeno per fare un camion, che ce l’ho nella terra?”, “senza preoccuparsi – scrivono gli inquirenti – che fossero assunti o meno e della sussistenza dei requisiti in materia di sicurezza. Subito dopo Marucci informava Treviso che stava provando a mettere insieme ‘un po’ di persone’ per terminare almeno un camion (‘Mo me ne sono andato che sono andato ad incontrare un altro capo nero eeeh e sto cercando di mettere insieme un po’ di persone almeno per fare quel camion…’). Il Treviso, mostrando totale disinteresse per il controllo appena terminato, continuava a insistere per portare a termine il lavoro”.

Oltre agli arresti, l’operazione “Schermo” ha portato al controllo giudiziario delle società “Suditaly” di Orta Nova, “Cooperativa Agrincoronata Società Cooperativa Agricola arl”, “Società Cooperativa Agricola La Terra Silvestro Fiore”, “Cooperativa Agricola ‘La Piramide’ Soc.Coop.Agr. arl” e l’azienda agricola “Cascione Giovanna”. Nominata come amministratore giudiziario la dottoressa Daniela Scarpiello, con studio a Foggia, “la quale – si legge nell’ordinanza – riferirà al giudice per le indagini preliminare circa l’andamento della gestione delle dette aziende con cadenza trimestrale”.

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Tags: caporalatoFoggiaOperazione Schermo
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