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Home - L’acceso incontro in ascensore Landella-Iaccarino e il linguaggio in codice di Di Donna: “Le tangenti spacciate per parametri”

L’acceso incontro in ascensore Landella-Iaccarino e il linguaggio in codice di Di Donna: “Le tangenti spacciate per parametri”

Di Francesco Pesante
7 Giugno 2021
in Inchieste
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La “tangente Tonti” al vaglio degli inquirenti. Chi l’ha intascata? E di quanti soldi si parla? Il “pentito” della politica foggiana, Leonardo Iaccarino ha raccontato molti dettagli ai magistrati, i pm Roberta Bray ed Enrico Infante, evidenziando tutte le accortezze dell’ex sindaco Franco Landella per non farsi intercettare. Iaccarino, destinatario, stando alla sua ricostruzione, di una bustarella da 2mila euro ricevuta da Landella, ha riferito questo ai magistrati:

“Lui sapeva del fatto che io non godevo di… non avevo soldi, per le varie situazioni che avevo, dice: ‘Questo è facile a farlo cadere, non ci mettiamo niente’. Devo precisare una cosa: pure se passeggiavi con il sindaco ed avevi il telefono in macchina, l’avevi lasciato in macchina, e ti spostavi dalla macchina di 50 metri, lui ogni volta aveva il terrore che faceva… quando parlavi faceva sempre così, con la testa in alto: ‘Oh, oh, uh uh uh’ – ‘Che è?’, lui parla sempre cosi. Mi deve credere, è uno molto attento, non è che il sindaco si fa sfuggire qualcosa però dai suoi gesti capisci che devi abbassare il tono oppure se ti deve dire qualcosa di molto particolare si avvicina all’orecchio e te lo dice nell’orecchio ma mai, anche all’aria aperta, se stessimo pure nello Zaccheria a centrocampo e non c’è nessuno, quello non parla. Se ti deve dire qualcosa, quando si avvicina all’orecchio vuol dire che ti deve dire qualcosa di molto delicato altrimenti non parla, ha il terrore di queste cose qui; figuriamoci se poi dobbiamo parlare con il telefonino. Lui con il telefonino parla del sesso degli Angeli, parla della primavera, le cose che non servono a niente”.

Bray: “Lei sta a piano terra, aspetta che arrivi, arriva Franco Landella e sua moglie insieme, ha detto?”

Iaccarino: “Sì”

Bray: “Dove state andando? Salite insieme in ascensore, a piedi, che fate?”

Iaccarino: “In ascensore. Sale lui con me, però, la moglie doveva stare giù, non so per quale motivo”.

Bray: “È in ascensore che lei fa per restituirgli questi soldi?”

Iaccarino: “Sì”

Bray: “E lui come reagisce?”

Iaccarino: “Mi fa questo segno, lui si irrigidisce e mi fa: ‘Uh, uh’, non parla, sempre per il terrore ancora in ascensore… Io lo spingo così, perché sono un po’ più forte di lui, per fargli capire: ‘Tieni e avast’, lascia stare’.

Bray: “Quindi lui è terrorizzato, non parla però le fa capire dall’espressione del volto che non vuole che lei parli di soldi in quella circostanza?”

Iaccarino: “No, non li voleva proprio, né parlare e né li voleva: ‘Ancora mò è lui che mi vuole incastagnare’, io però sono stato corretto – tra virgolette”.

Bray: “E che fa?”

Iaccarino: “Nel non dover dire a nessuno che sono entrato in ascensore e ho dato questa cosa al sindaco. Chiuso là il ragionamento”

Bray: “Alla fine glieli restituisce questi soldi in ascensore?”

Iaccarino: “Si, si. Glieli metto proprio nella giacca. Lui si irrigidisce, mi fa questi segni qua… non parla, perché lui non parla mai, è molto molto attento e quindi quasi quasi si offende pure di quest’episodio qua”.

Bray: “Questi 2mila euro per cosa le venivano corrisposti?”

Iaccarino: “È inevitabile che sono la prima trance della questione di Tonti.

Bray: “Perche è inevitabile?”

Iaccarino: “Perché era quello di cui io ero venuto a conoscenza, poi di tutto il resto che io non ero a conoscenza non facevo parte della squadra. Lui dice: ‘Iaccarino che cosa sa? Sa di Tonti. Ok, sono io stesso che devo andare da lui e nessuno deve andare al posto mio’. Voglio precisare una cosa, dottoressa, se mi è consentito. Landella sa del fatto che io so, proprio perche c’era questo Capotosto di mezzo che era quello che sapeva da Landella e veniva a riferire a me. Dove Capotosto è stato più volte ammonito da Landella a dire: ‘Oh, con quello non devo stare, con quello no, con questo sì’; no, no, sì'”.

Bray: “Lei era fra i no?”

Iaccarino: “Io ero tra i no, a me era proprio morte sicura”.

Linguaggio in codice per indicare le tangenti

Iaccarino ha spiegato ai magistrati anche il presunto linguaggio in codice utilizzato per le mazzette: “Li chiamavano ‘i parametri’, cioè le tangenti erano o i parametri… i parametri stava a significare ‘per noi’ e parametri era un termine che usava la moglie di Landella, diceva: ‘Devi rispettare i parametri’, perché la prima volta ti diceva il codice qual era: vedi che tangente sta per parametri, quindi tangente non lo dirò mai più, quando parlo di parametri sai che comunque io sto parlando di tangenti”. E ancora: “Quando la moglie di Landella doveva far intendere a qualcuno che doveva versare la tangente, ti diceva… Mò non so se te lo scriveva su un bigliettino o te lo diceva nell’orecchio: ‘Vedi che con te non parlo né di tangenti, né di corruzioni, né di dire…’ adesso chiariamo una volta e per tutte che tangenti uguale parametri”.

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Tags: Di DonnaFoggiaIaccarinoLandella
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