Telecamere a Foggia, tempi biblici per un appalto: quella delibera di Giunta datata 2018. Mentre qualcuno medita la mozione di sfiducia per Iadarola

L’amministrazione si sta adoperando nel rinvenire altre somme per riparare quelle già esistenti

Risale al 28 giugno del 2018 la prima delibera di giunta dell’amministrazione Landella al suo primo mandato, per l’installazione di 100 telecamere da installare in alcuni punti strategici della città all’interno del centro abitato con 20 rilevatori di targhe posizionati in snodi di viabilità intensa, da gestire in una centrale operativa da ubicare nella sede della Polizia Municipale di Via Manfredi a Foggia.

L’importo a base d’asta dell’appalto, con prezzo chiuso e chiavi in mano, è stato quantificato intorno ai 380mila euro. Un costo abbastanza esiguo, inferiore rispetto al rifacimento di una strada come via Napoli, dove sono occorsi 500mila euro. E di molto inferiore a quanto servito per le piste ciclabili (rientranti in un finanziamento regionale europeo di circa 1,5 milioni di euro), che hanno stravolto il traffico e la sosta.

Insieme alla installazione delle nuove 100 telecamere è stato deciso anche un progetto di revamping delle strumentazioni già esistenti, finalizzato alla costituzione di un sistema di VDS a servizio di tutto il territorio. Nella delibera era allegato il piano delle varie allocazioni, di cui l’Immediato diede già conto 2 anni e mezzo fa.

I quartieri caldi

Nella mappa ci sono tutte le strade e i loro incroci più importanti, incluse le zone e i quartieri caldi, come il Candelaro con le intersezioni con Via Capitanata e il chioschetto del Sacro Cuore. Ben 4 le telecamere previste in Piazza Italia, altre 4 in Corso Roma, 4 a Piazza della Libertà in prossimità di tutti gli incroci semaforici, 6 a viale Primo Maggio e 6 anche a viale Ofanto in prossimità dell’incrocio con le tre corsie. E ancora 4 in viale Ofanto,via Colletta, S.PioX, v.leEuropa con lettore di targhe e altre due sempre viale Europa e a via Miranda. Insomma il piano avrebbe consentito una città completamente sorvegliata, con la possibilità di riprendere ogni movimento ambiguo.

La delibera di Giunta diventa determinazione dirigenziale solo un anno più tardi, quando venivano approvati gli atti di gara costituiti dal capitolato speciale d’appalto per la fornitura e posa in opera di un sistema di videosorveglianza completo di apparati di trasmissione e di supporto, componenti hardware e software tramite utilizzo di punti di ripresa collegati a centrale operativa.

Passa un altro anno, e nel 2020 con determinazione dirigenziale del Servizio Contratti e Appalti, veniva aggiudicata la fornitura e posa in opera delle 100 telecamere per un importo complessivo di 329.921,70 euro comprensivo degli oneri di sicurezza. La gara la vince l’ATI ETT ELETTRO TRANESE snc di Perfetto Giovanni+ EREDI GIUSEPPE Mercuri Spa, con sede legale in Via G. Battista Travisani n. 3° di Trani.

Caso Iadarola

L’appalto è tuttora in stand by, da come si evince da quanto discusso in Commissione Affari generali ed economia in queste ore, commissione da cui si è quest’oggi dimessa da presidente la consigliera Liliana Iadarola, coinvolta nell’affaire telecamere e nelle intercettazioni scomode col compagno pregiudicato Fabio Delli Carri.

L’avvio dei lavori dovrebbe partire solo a fine 2021, come fanno sapere sia il sindaco in una nota sia alcuni consiglieri al nostro giornale, eletti che si stanno adoperando dopo le parole del procuratore capo Ludovico Vaccaro nel rinvenire altre somme per riparare le telecamere esistenti. Leo Iaccarino a tal proposito ha anche proposto ai colleghi di dimezzarsi il gettone di presenza per adempiere allo scopo ed incrementare la somma.

Come si sa, Iadarola si è dimessa dal ruolo di presidente di Commissione, per non dare adito ad interferenze, come ha scritto in una nota. In realtà pezzi di centrodestra, dopo il clamore del caso Iaccarino e per usare lo stesso metro di misura utilizzato per il vigile del fuoco, reclamano una mozione di sfiducia anche per lei. Il regolamento comunale e lo Statuto del Comune di Foggia configurano anche la possibilità di rimuovere un consigliere comunale, quando questi si macchi di atti gravi contro la Costituzione, contro la legge o l’ordine pubblico.