Le conversazioni del duo Iadarola-Delli Carri. La consigliera sugli investigatori: “Ti hanno fatto la bastardata. Vivono in un altro mondo”

Le intercettazioni contenute nelle carte sull’arresto del bombarolo Antonio Rameta, uomo “a disposizione dei clan” condannato per gli attentati al pub “Poseidon” e al centro “Il Sorriso di Stefano”

Una Liliana Iadarola sprezzante delle istituzioni. La consigliera comunale di maggioranza, ex Lega oggi in Fratelli d’Italia (sospesa in queste ore dal partito), venne ampiamente intercettata in auto con il suo compagno, il pregiudicato foggiano Fabio Delli Carri, arrestato nel 2014 per il “racket delle mozzarelle”. Come già emerso, l’uomo mostrava preoccupazione per il possibile potenziamento del sistema di videosorveglianza previsto in una bozza dell’Assessorato alla Legalità.

Delli Carri: “Che cos’è, che cos’è, che cos’è che prevede?”

Iadarola: “Potenziamento del sistema”

Delli Carri: “Di videosorveglianza?”

Iadarola: “Sorveglianza, e si amore mio”

Delli Carri: “Non puoi scrivere no?”

Iadarola: Hai voglia… come deterrente di azioni criminose, intensificazione della collaborazione tra forze dell’ordine e polizia locale, sulla base di accordi, protocolli in tema di sicurezza urbana” (continua a leggere la bozza).

L’intercettazione pubblicata da Repubblica Bari si aggiunge a quelle contenute nel decreto di fermo di Antonio Rameta, bombarolo albanese condannato a 6 anni di galera per gli attentati al pub “Poseidon” e al centro diurno “Il Sorriso di Stefano”. Nelle carte giudiziarie, infatti, spuntano altre conversazioni del duo Iadarola-Delli Carri riferite alle indagini della squadra mobile sulle bombe in città. Delli Carri fu infatti “l’uomo brizzolato” che accompagnò a casa Rameta dopo che quest’ultimo aveva piazzato l’ordigno al “Poseidon”. I due pregiudicati si erano conosciuti nel carcere di Foggia nel 2014.

Delli Carri, dopo essere stato sentito da una magistrata della Procura di Foggia, incontrò la compagna per aggiornarla su quanto accaduto. “La conversazione – si legge – avveniva all’interno dell’autovettura in suo uso e monitorata”. La coppia commentava il lavoro degli inquirenti i quali venivano indicati come “prevenuti” che “vivono un’altra realtà”.

Delli Carri: “Io gli ho detto… purtroppo la parola di dio mi impone il silenzio suona le campane… fai del bene… ma non suonare le campane”

Iadarola: “Loro possono chiedere a chi vogliono”

Delli Carri: “Però, se voi avete qualche dubbio… perché io gli dicevo faccio la beneficenza alla chiesa… ridevano”

Iadarola: “Veramente…”

Delli Carri: “Ehh”

Iadarola: “Hanno una brutta opinione sbagliata errata”

Delli Carri: “C’è… io dicevo questi sono stupiti… vedete che non è un parroco e due sono più parroci… noi facciamo la spesa a più parrocchie non sono chiacchiere…..ehhh…”

Iadarola: “Tu chiamati le persone e chiedete chi è Fabio Delli Carri”…

Delli Carri: “Non ci credono… insomma Liliana non puoi essere neanche generoso…”

Iadarola: “No… perché partono prevenuti, capito Fabio”

Delli Carri: “Lei è partita la dottoressa ma la beneficenza”

Iadarola: “Ma quanti anni ha?”

Delli Carri: “No… è giovane…”

Iadarola: “Ma lei lo sa che ti ha fatto la bastardata?”

Delli Carri: “Si… certo che si è ricordata… l’ha detto lei…”

Liliana: “Ahhh”.

Delli Carri: “Ehh…..poi non lo so…se su qualcosa si è voluta ricredere… però non lo poteva mica dichiarare… ovviamente, loro hanno sempre ragione… ha fatto… ma uno la beneficenza la fa in chiesa… la fa nei luoghi opportuni”

Iadarola: “Che abbiamo lo stesso modo di vivere…”

Delli Carri: “Ce non l’ho capito”

Iadarola: “Vedi che c’è la gente povera che da casa… c’è la gente che non può mangiare”

Delli Carri: “Comunque veramente vivono un’altra realtà

Iadarola: “Tu così dovevi dire… con tutto il rispetto, voi vivete in un altro mondo… perché voi… fate le feste… le belle feste… a casa vostra… e c’è gente in strada… che non può mangiare… che non la trovi in chiesa… le trovi in strada… fatti un giro per Foggia…. io così gli avrei detto… senza che vi offendete eh… che ci sta pure che non conoscete quella realtà comunque abita a Foggia”

Delli Carri riferì, inoltre, che gli investigatori gli volevano far perdere del tempo. E che in caso fosse stato sottoposto ad un verbale di individuazione fotografica relativo a Rameta, lui avrebbe risposto in maniera negativa in quanto “non voleva essere coinvolto” in un eventuale processo. “Iadarola Liliana – continuano i magistrati – gli suggeriva di riferire agli inquirenti che la persona aveva cambiato fisionomia, con fine chiaro dunque di ostacolare il prosieguo delle indagini”. In un’altra intercettazione, ancora Iadarola: “Con tanti delinquenti che stanno a Foggia con le cose gravi… stanno perdendo tempo dietro a te… è proprio una persecuzione“. “Mi stanno facendo i dispetti Liliana”. Iadarola: “Si, i dispetti“.

In altra conversazione, la consigliera comunale sembra alterarsi, forse dopo aver saputo che gli inquirenti avevano chiesto anche di lei durante l’interrogatorio.

Iadarola: “Poi non capisco una cosa? Come si permettono di minacciare a me

Delli Carri: “Eeee!”

Iadarola: “Quello che poi mi dico, come vi permettete ueh! Stupidoni

Delli Carri: “E perché io sto da solo là”

Iadarola: “Eeeeh”

Delli Carri: “E stanno con un aggeggio per vedere se io registro qualcosa, se io hai capito…”

Iadarola: “Ah, ah, ah, ah”

Delli Carri: “Perché hai capito? Io non posso registrare, hai capito?”

Iadarola: “Ma vaffanculo”

Delli Carri: “Però loro si”

Iadarola: “Cioè ma io quando gli dirò, dirò ma come vi permettete, di minacciare, di minacciarmi per interposta persona…”

Delli Carri: “Tanto gli ho mandato il messaggio e l’ho cancellato…”

Iadarola: “Vediamo”

Poi i magistrati antimafia spiegano: “Delli Carri riferiva testualmente a Iadarola Liliana ‘tanto gli ho mandato il messaggio e l’ho cancellato’. Con questa frase, Delli Carri affermava di aver inviato un messaggio telefonico presumibilmente a qualcuno a cui riferire quanto accaduto negli Uffici di Polizia, messaggio con alta probabilità finalizzato ad avvertire il soggetto indicato con il nome ‘Antonio’ che era stato individuato dagli inquirenti”.

Ed infatti, dal telefono cellulare sequestrato a Delli Carri risultavano due messaggi eliminati, il primo giunto da tale N.L.R. ed eliminato dallo stesso e l’altro inviato da Delli Carri i cui destinatari risultavano N.L.R. e A.C., due soggetti ritenuti vicini a personaggi della batteria Sinesi-Francavilla ed entrambi assidui frequentatori di Delli Carri. Una foto dei tre mentre fanno il saluto romano (la “mafia nera” – LEGGI QUI) è stata pubblicata dagli investigatori nel decreto di fermo. (In alto, nella foto, Iadarola e Delli Carri)

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