Vaccini anti Covid a parenti ed amici, aperta inchiesta in Puglia. Verifiche della Procura di Bari su somministrazioni

Vaccini anti Covid non solo agli operatori sanitari e categorie connesse, ma anche mogli, figli, amici e parenti. Dopo le diverse segnalazioni, la Procura di Bari ha avviato accertamenti sulle somministrazioni per verificare se siano state effettuate a persone non in lista, ovvero rientranti nelle categorie individuate nel Piano del ministero della Salute. Ne dà notizia Repubblica.

Oltre al personale sanitario e personale e ospiti delle Rsa, il primo giro di vaccini prevede anche una serie di lavoratori che orbitano attorno agli ospedali: addetti alle pulizie, manutentori, vigilantes, operatori delle mense e delle ditte di lavanolo. Rispetto a tali indicazioni generiche bisogna fare una scrematura, tuttavia: non è detto che tutti i dipendenti delle aziende a servizio della sanità siano a rischio. Così come non è detto che lo siano i titolari delle aziende.

Negli ultimi giorni la Puglia ha dovuto rallentare il ritmo passando da circa 5mila inoculazioni al giorno alle 2.705 di ieri, che hanno portato il totale dei vaccinati a 66.784. Significa che al momento la regione ha utilizzato il 71,6 per cento dei 93.325 vaccini a sua disposizione e che sta conservando un 30 per cento per i richiami. La somministrazione delle seconde dosi è iniziata negli ospedali e nelle Rsa e impone una decelerazione per non lasciare scoperti quelli che aspettano.





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