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Home - La panchina e le scarpe rosse delle donne vittime di tratta: “No” alla violenza

La panchina e le scarpe rosse delle donne vittime di tratta: “No” alla violenza

Di Redazione
25 Novembre 2020
in Cultura&Società
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Hanno listato di rosso una panchina ed adagiato un paio di scarpe con il colore simbolo della violenza contro le donne. Lo hanno fatto in un centro della Capitanata occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità in cui vivono a riflettere su questo tema, alle varie forme che questo fenomeno si porta dietro. Violenza fisica, psicologica, verbale. Un’azione – simbolica – nata al termine di un confronto che le donne vittime di tratta oggi accolte nel progetto “La Puglia non tratta – Insieme per le vittime”, hanno avuto con le operatrici della cooperativa sociale Medtraining che in provincia di Foggia è ente gestore dell’iniziativa che punta ad assicurare alle persone vittime di tratta adeguate condizioni di alloggio, vitto, assistenza, protezione ed integrazione socio – lavorativa.

Durante l’incontro hanno parlato del problema, di come può manifestarsi la violenza, ragionato sul valore di questa Giornata ed alla fine hanno deciso di fare qualcosa. Di lasciare un segno che possa andare al di là dell’effetto visivo, ma che in qualche modo possa contribuire seriamente a riflettere sul fenomeno, che loro hanno drammaticamente vissuto sulla loro pelle in quanto vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo. Il progetto “La Puglia non tratta – Insieme per le vittime”, finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è promosso dalla Regione Puglia – Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni ed Antimafia Sociale – in collaborazione con sette enti anti tratta del territorio regionale: le cooperative sociali Medtraining (Foggia), Comunità Oasi2 San Francesco onlus (Trani), Atuttotenda (Maglie-Lecce), CAPS (Bari); le associazioni Giraffah! (Bari), Micaela (Adelfia-Bari), Comunità Papa Giovanni XXIII.

L’attività in provincia di Foggia
Nell’area territoriale della Capitanata – che comprende Monti Dauni, Tavoliere delle Puglie e promontorio del Gargano – l’intervento è realizzato dalla cooperativa sociale Medtraining. Dall’1 marzo 2019 al 31 maggio 2020 gli operatori del progetto, soprattutto attraverso il lavoro dell’unità mobile di strada, hanno effettuato 741 contatti, percorrendo in modo particolare i tratti della SS 16 dell’Alto Tavoliere e del Basso Tavoliere, della SS 89 che porta a Manfredonia, della SS 673 Circonvallazione di Foggia. Le beneficiarie incontrate durante il lavoro dell’unità di strada sono soprattutto donne, provenienti per la maggior parte da Paesi quali Bulgaria, Romania, Nigeria, che rappresentano l’80,6% delle beneficiarie contattate. Ma è stata registrata anche la presenza di donne di nazionalità Ucraina (1,9%), Colombia (1,6%), Albania (1,2%) e persino della Repubblica Dominicana. Oltre all’attività di primo contatto, il progetto prevede una serie di interventi finalizzati ad una presa in carico globale e all’accompagnamento verso un percorso di autonomia e di inserimento socio-lavorativo. Interventi, quindi, che spaziano dall’accoglienza abitativa ai servizi sanitari di base, dal disbrigo delle pratiche amministrative-burocratiche per la regolarizzazione all’integrazione linguistica, fino all’attivazione di tirocini lavorativi.

Tags: “La Puglia non tratta - Insieme per le vittime”panchine rosse
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