Il grido di don Ciotti: “Siate orgogliosi di essere foggiani, la prossima volta voglio trovare il cartello ‘città demafiosizzata’”

Oltre 10mila persone al corteo antimafia partito in viale Candelaro e terminato sull’isola pedonale. Grande trascinatore il leader di Libera. “Non c’è futuro se non uniamo le nostre forze”

La carica di don Luigi Ciotti per reagire e ripartire. Il leader di Libera ha parlato sul palco al termine del corteo antimafia organizzato a Foggia dopo la recente escalation criminale. Un fiume umano da viale Candelaro all’isola pedonale. Circa 20mila persone (dato reso noto dalla Questura), con bandiere e striscioni per dire basta ai soprusi e alla corruzione.

“Qui c’è tanta gente di grande valore. Voglio sottolineare le positività che questa terra possiede – ha detto Ciotti –. Non possiamo stare zitti di fronte alla sofferenza ma soprattutto non possiamo stare inermi. Serve coraggio nell’avere più coraggio. Tutti, nessuno escluso!”

E ancora: “Amici, ci servono azioni chiare e parole autentiche. Misurate, inequivocabili. Parole per dire no alla violenza in tutte le sue espressioni. Ascoltare i parenti delle vittime ci scava dentro. La mafia più pericolosa è la nostra lentezza, la burocrazia, il parlare a vuoto, il nostro promettere e non fare. La mafia pericolosa è la mafia delle parole. E quante ne abbiamo sentite. Promesse, proclami”.

Per don Ciotti “è necessario un cambio di rotta. Non c’è futuro se non uniamo le nostre forze. Questa non è una manifestazione ma una mobilitazione. Ognuno deve metterci la faccia e dire da che parte stare“.

"FOGGIA LIBERA FOGGIA", MARCIA ANTIMAFIA CON DON CIOTTI

#FOGGIALIBERAFOGGIA🔴 Parla don Luigi Ciotti 🗣🎥

Posted by L'Immediato on Friday, January 10, 2020

Strigliata ai tanti sindaci presenti: “Sono contento di vedervi tutti qui ma la politica deve fare la sua parte. Altrimenti mi vedrete sempre lontano”, ha detto il sacerdote rivolgendosi ai primi cittadini assiepati sotto al palco di via Lanza.

E alla piazza un’esortazione: “Siate orgogliosi di essere foggiani. Qui si sente uno spirito nuovo. E voglio dare il mio affetto alla Magistratura. La lotta alla mafia c’è. Risposte ce ne sono state ma non si può pensare sempre di delegare. La sfiducia non può prevalere sulla speranza. Dobbiamo disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione”.

In chiusura un auspicio: “Mi piacerebbe venire a Foggia la prossima volta e trovare all’ingresso il cartello ‘città demafiosizzata’“.



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