Il foggiano Manta Group fornitore di Leonardo. Dopo l’Aerospace&Defence Meeting di Torino punta tutto sulla sostenibilità

Michele Frisoli: “Per noi si è trattato di un accrescimento dell’awareness aziendale, per la brand identity essere annoverati dall’azienda tra i suoi fornitori è un riconoscimento molto importante”

La valorizzazione del settore aerospaziale pugliese, in crescita del 32% sui mercati esteri, è approdato a Torino per la più importante borsa d’affari di settore in Italia, l’Aerospace & Defence Meeting 2019, tenutosi il 26 al 27 novembre al padiglione Oval del centro congressi Lingotto del capoluogo piemontese.

Organizzata con cadenza biennale, la manifestazione è una business convention rivolta alle imprese di ogni dimensione, che favorisce l’incontro tra fornitori e committenti in diversi comparti tra i quali la componentistica elettronico-meccanica, i servizi di design e ingegnerizzazione, i materiali compositi, i tessili tecnici, i trattamenti superficiali, le telecomunicazioni.

Tra le novità principali figurano un avanzato sistema di Leonardo che permette ad aerei, elicotteri e velivoli senza equipaggio di svolgere operazioni di intelligence, sorveglianza, ricerca e soccorso, i moduli realizzati da Thales Alenia Space per la Stazione Spaziale Internazionale e i progetti di esplorazione ExoMars, BepiColombo ed Euclid, la stampa 3D di Avio Aero per diminuire drasticamente la quantità di scarti e soprattutto permettere l’utilizzo di leghe metalliche non esistenti prima d’ora, i prodotti di attuazione ad alta tecnologia per controlli di volo primari e secondari di Collins Aerospace, il sistema Skymetry di Altec con la nuova tecnologia che consente prima la completa pianificazione del volo aereo, compresa la calibrazione dei sensori.

All’evento torinese ha partecipato anche una delegazione di piccole e medie imprese pugliesi ospitate nella collettiva dell’Ice Agenzia, in particolare Giannuzzi di Cavallino (Le); Hb Technology di Grottaglie (Ta); Manta Group di Foggia (Fg); Novotech di Manduria (Ta); Paparella & C. di Ruvo di Puglia (Ba) e Sitael di Mola di Bari (Ba).

L’ad di Manta Group, con sede in zona Asi nel capoluogo dauno, Michele Frisoli, è molto soddisfatto di aver partecipato all’evento torinese.

“Gli spazi fieristici sono sempre momenti di scambi importanti, per capire le tecnologie del domani e le strategie future, per comprendere meglio in che direzione investire. Si tratta della fiera italiana biennale più autorevole del settore, hanno partecipato subfornitori di Leonardo, Finmeccanica e altri grossi players. Per noi si è trattato di un accrescimento dell’awareness aziendale, per la brand identity essere annoverati da Leonardo tra i suoi fornitori è un riconoscimento molto importante”, spiega l’imprenditore a l’Immediato, che produce per il colosso aerospaziale componenti alari, componenti di elicotteri, parti di code.

Il Gruppo Manta, che conta 90 dipendenti, è specializzato nel settore dell’aerospazio nella progettazione, produzione ed assemblaggio di componenti strutturali e non strutturali, vantando più di 25 anni di esperienza in lavorazioni altamente qualificate quali progettazione ed industrializzazione prodotti, bonding, lavorazioni a controllo numerico, controlli NDI, verniciatura, controllo dimensionale, tooling e assemblaggio.

Da Torino il gruppo è tornato a Foggia con l’idea di investire ancora di più nella sostenibilità come best practice aziendale.

“La Puglia è un territorio complicato, abbiamo tantissima capacità dimostrate negli anni, c’è capabality, siamo in un momento di rilancio dell’ecosistema, ma il mercato è un po’ più severo, chiede efficienza e integrazione, tante aziende hanno vissuto momenti complicati, hanno ridotto il loro volume di affari, mantenere in Puglia uno stato di prodotti efficiente non è facile”.

Il Manta Group ha collaborato anche con Vito Pertosa della Sitael, ma in Puglia è Leonardo a farla da padrone.

“Per noi la sostenibilità è un concetto a tutto tondo, si tratta di minimizzare l’uso di energia, abbiamo installato mezzo megawatt di pannelli. Stiamo facendo investimenti per ridurre l’uso di acqua, che già usiamo poco nel nostro ciclo produttivo, perché utilizziamo gas ed elettricità, ma anche su quella che utilizziamo vogliamo effettuare delle riduzioni, installando vasche di dilavamento di acque meteoriche, in modo da avere un impatto ambientale più basso. Sul sito produttivo stiamo cercando una sostenibilità a lungo termine per rispondere al mercato con un carico di lavoro sostenibile”, continua Frisoli.

L’allungamento della pista del Gino Lisa e i grossi investimenti internazionali dell’Amendola vi vedono coinvolti come gruppo? Frisoli è netto. “Siamo dei grandissimi sponsor della crescita territoriale, per noi il Gino Lisa è un elemento decisivo, perché potrà a rafforzare l’asset aeronautico anche se a valle di un territorio, l’aeroporto può avere una ricaduta positiva, anche se è solo uno scalo della Protezione civile, potrà essere uno snodo logistico aeronautico. Ci sono opportunità sia come service e sia per il rilancio e l’attrazione di nuove energie. Per Amendola, noi siamo più spettatori, lì è la parte militare, che domina, quello scalo dovrebbe essere più vivo nelle dinamiche territoriali, è una eccellenza, ma pochi la conoscono. Ci sono delle cose che vanno cose preservate e secretate, ma lo sviluppo di talenti del territorio può passare anche da lì, con la giusta protezione. C’è una competenza diffusa che andrebbe fatta conoscere all’esterno”.





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