Il glossario della mafia nigeriana, centinaia di termini e slang dialettali dietro gli affari illeciti dei clan

Accattonaggio davanti ai supermercati, pizzo sulle elemosine e soprattutto sfruttamento della prostituzione: tutto nascosto dietro un linguaggio criptico svelato dagli investigatori

La squadra mobile ha ricreato il vocabolario della mafia nigeriana. Circa 400 parole per sintetizzare l’operazione “Drill” messa a segno ieri da DDA e polizia di Bari. 32 i nigeriani arrestati che avevano il Cara di Bari come quartier generale degli affari illeciti, con un occhio anche al territorio foggiano.

Gli indagati sono tutti accusati di aver fatto parte, insieme a numerose altre persone non identificate, di due distinte associazioni a delinquere di stampo mafioso, di natura cultista, operanti nella provincia di Bari quali cellule autonome delle fratellanze internazionali denominate ‘Supreme Vikings Confraternity – Arobaga’ e ‘Supreme Eiye Confraternity’, che hanno agito per lungo tempo allo scopo di ottenere il predominio sul territorio barese e di gestire i propri affari illeciti.

Accattonaggio davanti ai supermercati, pizzo sulle elemosine e soprattutto sfruttamento della prostituzione: questi i reati più gravi contestati ai due clan colpiti dal blitz. Decisiva la traduzione del linguaggio usato dagli indagati. Slang dialettali dell’inglese coloniale, con “vocaboli pregni di un simbolismo pressoché incomprensibile”. Per tradurre questo linguaggio definito “ermetico”, “criptico, allusivo e quasi sempre metaforico”, gli investigatori hanno redatto, con il supporto di esperti, un glossario con centinaia di termini che corrispondono ai monosillabi e alle cifre ricorrenti nelle conversazioni tra i sodali nigeriani, ricavati prevalentemente dai dialetti ‘esan’ e ‘benin’. Nel glossario, per esempio, al numero “48” corrisponde il termine “bastardo”, “ap” è “casa”, “bam” è la “prova di forza per le donne”.

Mafia Nigeriana, glossario della polizia