Senza colpevoli il maxi furto al caveau di Unicredit nel centro di Foggia. Chiesta archiviazione

Non è stato possibile raccogliere prove concrete. Verso la stessa sorte il processo per il colpo al Banco di Napoli. L’amarezza del legale dei cassettisti per una giustizia che gira a vuoto o non gira affatto

Nella notte del 16 febbraio del 2015 “i soliti ignoti” riuscirono incredibilmente a svaligiare il caveau della Unicredit di corso Vittorio Emanuele a Foggia. Moltissime furono le cassette di sicurezza aperte e svaligiate, con un danno incalcolabile per i malcapitati clienti, che si illudevano di avere al sicuro i propri beni e preziosi. A distanza di oltre quattro anni e mezzo la Procura di Foggia è stata costretta ad alzare bandiera bianca, perchè gli autori sono rimasti ignoti. Il pm Gambardella, infatti, ha chiesto l’archiviazione.

L’ennesimo furto ad un caveau in città resta ancora una volta senza nessun colpevole. L’avvocato Michele Sodrio: “Come difensore di diversi cassettisti mi aspettavo questa triste conclusione e devo dare atto al pm ed agli investigatori di avere messo in campo un grande sforzo, ma quando non si riesce a raccogliere prove concrete è giusto chiedere l’archiviazione, tant’è che non credo faremo opposizione, anche se mi riservo una decisione definitiva dopo avere studiato l’enorme mole di documenti”. Però anche quando gli investigatori riescono a portare a processo gli autori di reati come questi, tutto finisce nelle sabbie mobili della giustizia.

Michele Sodrio

È quello che è accaduto per l’altro maxi furto del marzo 2012 al caveau del Banco di Napoli di Piazza Puglia a Foggia. “Anche lì difendo diversi cassettisti – ha detto Sodrio a l’Immediato -, che hanno visto andare in fumo risparmi di una vita e preziosi di famiglia. La Polizia di Stato e la Procura di Foggia (pubblici ministeri Petrilli e Di Giovanni, ndr) fecero un lavoro eccezionale, che portò anche a numerose misure cautelari. Il processo però va avanti da anni senza che si veda mai la fine e nel frattempo tutti gli imputati sono tornati liberi. Il processo è ricominciato da zero per la terza volta, a causa del continuo cambio di qualche giudice del collegio. Un tunnel senza fine e la prescrizione, ormai, è prossima. Un lavoro d’indagine di altissimo livello destinato ad andare in fumo”. Almeno nel frattempo numerosi clienti sono stati risarciti in via stragiudiziale dal Banco di Napoli, resta però l’amarezza di una giustizia che gira a vuoto o non gira affatto.