La preziosa stele daunia di Apulia Felix esposta all’Archeofilmfestival di Vieste. Prosegue tour del reperto

Lastre di pietra decorate, con vivaci raffigurazioni che presentano, come in un ‘film’, scene di vita quotidiana, di guerra, di caccia, di commerci, di riti religiosi, documentando anche l’abbigliamento maschile e femminile delle aristocrazie daunie

Prosegue il tour nei vari musei di Capitanata della stele daunia recentemente acquistata in un’asta a Londra dalla Fondazione Apulia Felix attraverso una operazione di crowfunding. La stele, in occasione dell’Archeofilmfestival, sarà esposta a Vieste nel Museo Archeologico. Sarà presentata al pubblico sabato 13 luglio, durante il festival, alla presenza del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, dell’assessore alla Cultura, Graziamaria Starace, di Italo Maria Muntoni della Sovrintendenza e del presidente della Fondazione Apulia Felix, Giuliano Volpe. La stele daunia, datata al VII-VI secolo a.C., con decorazioni, tra cui un corteo di persone, elementi decorativi della veste, elementi geometrici vari.

Le stele daunie, lastre di pietra decorate, con vivaci raffigurazioni che presentano, come in un ‘film’, scene di vita quotidiana, di guerra, di caccia, di commerci, di riti religiosi, documentando anche l’abbigliamento maschile e femminile delle aristocrazie daunie, sono tra i manufatti più caratteristici della civiltà della Daunia. La prima fu scoperta agli inizi del Novecento, ma fu soprattutto negli anni Sessanta, grazie all’archeologo Silvio Ferri, professore a Pisa, che questa classe di oggetti fu valorizzata. Ferri riuscì a mettere insieme un gruppo di 1.200 pezzi, in gran parte conservati al Museo di Manfredonia. A partire dagli anni Sessanta le stele cominciarono a essere trafugate e a finire nei percorsi del commercio illegale, alimentando collezioni private, italiane e straniere, e anche esposizioni museali all’estero. È verosimilmente che in questo stesso contesto la stele messa in vendita a Londra sia giunta in Germania e poi in Inghilterra.

La stele della Fondazione Apulia felix, riportata in Daunia, è diventata così l’ambasciatrice della lotta allo scavo clandestino e al commercio illegale di reperti archeologici.