Mafia a Manfredonia, si va verso lo scioglimento. Il killer Caterino sapeva delle indagini sul Comune: “Mo glielo devo dire a Salvatore (il vicesindaco Zingariello)”

L’unico indiziato per la strage di San Marco in Lamis era ormai braccato dagli investigatori. In un’intercettazione captata nel corso delle indagini tirò in ballo i suoi rapporti con il numero due di Palazzo San Domenico

Mafia a Manfredonia, si va verso lo scioglimento. In attesa di conoscere l’esito del lavoro della Commissione d’accesso agli atti, previsto per il prossimo 8 luglio, alcune conferme arrivano da un’intercettazione a dir poco fondamentale. A parlare è Giovanni Caterino, al momento l’unico indiziato (l’altro, Saverio Tucci, è stato ucciso ad Amsterdam ad ottobre 2017, ndr) per la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017, quando un commando armato ammazzò il boss Mario Luciano Romito, il cognato Matteo De Palma e i contadini Aurelio e Luigi Luciani.

Giovanni Caterino, classe ’80 di Manfredonia, ritenuto dagli investigatori vicino al clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, quel giorno avrebbe fatto da basista e proprio oggi, in Corte d’Assise a Foggia, è stato chiamato per la prima udienza del processo. L’uomo, stando ad un’intercettazione, tempo addietro venne a conoscenza delle indagini sull’amministrazione di Manfredonia e in una conversazione captata dagli inquirenti disse: “In faccia ai carabinieri… in faccia a me… io poi hai capito io ho accelerato un poco hai capito? Perché loro siccome accelerano… accelero pure io… ho detto io qua non mi fido neanche più di voi… io di voi non mi fido… ha detto noi lo sappiamo… ha detto non ti preoccupare… stanno le indagini pure sul sindaco… Zingariello (ndr. Zingariello Salvatore assessore Lavori Pubblici del Comune di Manfredonia)… mo glielo devo dire a Salvatore… la DDA (ndr. Direzione Distrettuale Antimafia) porta un’indagine sopra… sopra il sindaco… non so per quale motivo…”

È bene ricordare quando l’assessore e vicesindaco Salvatore Zingariello, coadiuvato dal proprio legale Schiavone, negò la sua vicinanza a Caterino attraverso una lettera inviata alla nostra redazione. Ma l’intercettazione proverebbe il contrario, rafforzando i sospetti di magistratura e forze dell’ordine sulle presunte infiltrazioni criminali nell’ente comunale di Manfredonia che ora è a forte rischio scioglimento per mafia. 

LEGGI: Mafia a Manfredonia. Lidi balneari, Lsu, appalti e Polizia Locale, l’ombra del clan su mezza città: trema la politica

Seguici su Facebook, clicca qui -> http://www.facebook.com/immediatonet



In questo articolo: