La viceministro Castelli a Foggia, molti sindaci snobbano incontro. “Abbiamo ponti di 70 anni fa, c’è sete di infrastrutture”

Visita nel capoluogo dauno della pentastellata. Nicola Gatta incalza: “Necessario un sistema viario degno. La Capitanata ha 3mila chilometri di strade”

Partire dalle priorità. È questa la richiesta che il presidente della Provincia Nicola Gatta ha avanzato al viceministro dell’Economia Laura Castelli, accompagnata da tutti i parlamentari pentastellati. Pochi i sindaci presenti all’incontro dai Monti Dauni, Gargano quasi assente, fatta eccezione per Costanzo Cascavilla di San Nicandro, solo Antonio Tutolo di un Comune grande come Lucera.
Il presidente Gatta ha ribadito la necessità di infrastrutture. “Questa provincia ha sete di infrastrutture: sul Gino Lisa dobbiamo mettere la parola fine. Il balletto tra Regione e Governo deve finire. Abbiamo bisogno di un sistema viario degno. La Capitanata ha 3mila chilometri di strade. Una delle più grandi province d’Italia ha ponti costruiti 70 anni fa. Servono infrastrutture che possano portare occupazione: abbiamo bisogno di investimenti importanti. Quello che noto sono le sperequazioni che esistono e non possono non essere denunciate”, ha detto Gatta nel suo discorso, prima dell’incontro a porte chiuse coi sindaci.

Duro l’attacco ad Anas, che ha ricevuto 29 miliardi rispetto al miliardo e mezzo dato alla Provincia. “È una sperequazione che va colmata. I ponti non esistono solo al Nord, sul Po. 50 milioni per 5 anni al Nord e 0 euro al Sud. Non possiamo accettare sperequazioni. È un bel segnale prevedere i 250 milioni per le Province. Il sistema iniquo va combattuto, dobbiamo guardare ai fabbisogni standard in base ai residenti, alle scuole. Queste devono essere le tematiche del Sud”.
A tali richieste il viceministro ha risposto ricordando che le Province sono enti che hanno condotto il cambiamento adottando le Stazioni Uniche Appaltanti.
È in discussione a Roma la riforma del Tuel. “Tutte cose che riguardano le vostre vite, i tempi sono veloci, giugno è il tempo che ci siamo segnati per la riforma. Sulla Autonomia, al di là del tema ideologico, ci sono i costi standard, che vanno individuati. Siamo molto lucidi e non vogliamo entrare nell’ideologia”, l’annuncio di Castelli.



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