Affidamenti senza gara allo Zooprofilattico di Foggia, Corte dei conti: “Danno erariale da 3,5 milioni di euro”

Un danno erariale da 3,5 milioni di euro. È quanto imputa la Corte dei conti pugliese all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia. Secondo i magistrati contabili, tutto parte dall’affidamento fatto dalla Regione Puglia per la gestione dei servizi di anagrafe e movimentazione animali di allevamento e di gestione dell’osservatorio epidemiologico veterinario regionale.

L’Izsfg, in quanto in possesso dei requisiti professionali specifici per il loro svolgimento, “negli anni dal 2006 al 2014 – scrivono nella relazione della Corte dei conti -, provvedeva ad affidarli, a sua volta, in via diretta e senza alcuna gara, al Centro Servizi Pitagora, limitandosi a girare a quest’ultimo le somme ricevute dalla Regione, e concordate proprio sulla base di quanto richiesto dal ridetto Centro, salvo trattenerne una parte (5%) per non meglio precisate spese generali”.

La Procura ha contestato, in primo luogo, che i servizi avrebberodovuto essere svolti in proprio dall’Izs cui la Regione li aveva affidati; peraltro, in tal modo, si sarebbe evitato sicuramente proprio quel costo di “intermediazione” pari al 5%. E’ stato anche contestato che l’affidamento al Centro Servizi Pitagora era avvenuto in violazione dei principi della concorrenza che, se attuati, avrebbero comportato un sicuro risparmio dispesa, nonché il reiterato mantenimento del rapporto tra l’Istituto zooprofilattico ed il Centro Pitagora, nonostante la scadenza della convenzione ed in assenza di qualsiasi atto legittimante o di qualsivoglia autorizzazioneda parte della Regione (soggetto nel cui interesse i servizi dovevano essere prestati).

A tal proposito, si è anche sottolineato quanto affermato dall’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) in una recente deliberazione, nella quale, nel riassumere gli elementi fondamentali dell’istituto della proroga e del rinnovo, è stato evidenziato che “infatti la proroga, per l’ordinamento, già prima dell’introduzione del nuovo Codice dei Contratti (d.lgs. 50/2016), trova la propria ragion d’essere nel requisito dell’eccezionalità potendosi ricorrere a una proroga del rapporto in essere “nei soli limitali ed eccezionali casi in cui (per ragioni obiettivamente non dipendenti dall’Amministrazione) vi sia l’effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente” (cfr. C.d.S. Sez. V 11/5/2009, n. 2882). “Peraltro – concludono dalla Corte dei conti -, è stato evidenziato come, tutt’ora, l’IZS svolga i servizi in questione ‘in proprio’ con un notevolissimo risparmio di spesa rispetto a quando li aveva affidati al Centro Pitagora”.

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