Confindustria Foggia, al timone resta Rotice. Ecco i motivi della sua riconferma

Incontro di fine anno col presidente e la sua squadra. Pronto il piano del 2019 che sarà l’anno di un progetto nazionale di razionalizzazione delle sedi territoriali

Il presidente di Confindustria Foggia Gianni Rotice ha presentato il suo anno di lavoro insieme alla sua squadra. Con le presidenti di Ance e Piccola Industria Annj Ramundo e Maria Pia Liguori ha dettagliato il percorso che lo porterà alla guida dell’associazione fino al 31 dicembre del 2019. Il mandato Confindustriale dura un anno e non può essere rinnovato, ma i primi 16 mesi di lavoro di Rotice in Via Valentini Vista Franco sono stati un commissariamento di fatto, pertanto può proseguire in prorogatio.

Il 2019 sarà anche l’anno di un progetto nazionale di razionalizzazione delle sedi territoriali: è infatti richiesto un processo di aggregazione spinto per territori e settori industriali. Tutto è ancora in divenire. E Rotice con la sua squadra governerà in questo percorso.

“Il mandato di questa Presidenza ha avuto inizio il 3 settembre 2014, all’indomani di uno dei periodi più bui e discussi dell’Associazione degli Industriali di Capitanata, così come allora si denominava”, ha detto Rotice nel suo intervento.

Il suo è stato, ha sottolineato, “un mandato di vera e propria ricostruzione, avviata con il Commissariamento deliberato da Confindustria Nazionale per i gravi comportamenti registrati nei mesi precedenti relativi al rinnovo dei vertici associativi territoriali, nonché per gravi e persistenti inadempienze contributive”.

“Con la mia squadra abbiamo quindi dato corso e progressivamente realizzato un profondo ed indispensabile processo di risanamento e rilancio morale, economico e finanziario dell’Associazione, improntato al rispetto della democrazia interna, all’osservanza delle regole, al coinvolgimento degli iscritti, alla meritocrazia per i diversi ruoli associativi, alla contestuale attenzione per le esigenze delle grandi aziende come delle piccole e medie. Un processo difficile, una sorta di via obbligata poiché, diversamente, la provincia di Foggia avrebbe perso la propria rappresentanza, indebolendo di fatto lo stesso sistema confindustriale in ambito nazionale e regionale. Una ricostruzione ed un rinnovamento che hanno riguardato anche la stessa struttura associativa, chiamata ad accompagnare un lavoro politico ed operativo particolarmente gravoso, assicurando alle imprese associate migliori servizi e maggiore assistenza, in ossequio agli impegni assunti in sede di elezione”.

Sottoscrizione del Protocollo di Legalità, riconoscimento del rating di legalità, inserimento nelle “white list” e le iniziative legate al Settantennale della fondazione di Confindustria Foggia nel 2015. Questi i primi passi della sua governance, che ha condotto, ha evidenziato, all’aumento delle aziende iscritte, con un saldo attivo di 80 unità e all’ingresso di nuovi grandi gruppi nella compagine associativa.

Si sono registrati anche l’aumento e l’implementazione delle sezioni associative: oltre alle rappresentanze territoriali di Ance, Piccola Industria e Giovani Imprenditori, sono presenti i settori Agroalimentare, Ambiente, Energia, Lapidei, Metalmeccanica, Terziario, Terziario Avanzato e Comunicazione, Sanità, Trasporti, Turismo, Vitivinicolo.

Rotice ha ringraziato tutta la sua squadra: Annj Ramundo di ANCE per il lavoro con le Stazioni appaltanti, Alessandro Masiello dell’Agroalimentare per il supporto all’internazionalizzazione anche con azioni di incoming con numerosi buyers provenienti da Europa e resto del mondo; Paola Parisi del settore Ambiente che promosso investimenti in tema di recupero e riciclaggio rifiuti per l’economia circolare; Giancarlo Dimauro del segmento Energia, Vincenzo Chirò dei Marmi per l’importante protocollo d’intesa con il Comune di San Severo per l’utilizzo della pietra di Apricena nelle opere pubbliche nell’Alto Tavoliere e la fondamentale battaglia con la Regione sulla determinazione dei costi di estrazione; il settore Metalmeccanica del dimissionario Michele Pasqua, che si è ravveduto per la sua lettera di protesta;  l’autorevole Paolo Telesforo della Sanità per il salto di qualità dei servizi della sanità privata; Pio de Girolamo del Terziario in prima fila con l’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico Meridionale per il riconoscimento da parte del Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole delle postazioni preposte allo sdoganamento degli alimenti anche di origine animale, al Porto di Manfredonia; sono altresì stati potenziati i servizi portuali; Euclide Della Vista del Terziario Avanzato e Comunicazione per l’industria 4.0 e la collaborazione con la Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale; Giuseppe Vinella di Trasporti e Logistica, Mariella Nobiletti per il Turismo, Giuseppe Moriello per Vitivinicola che sta lavorando all’approvazione del nuovo Testo Unico sul Vino e la sollecitazione dei relativi decreti di attuazione e infine Donatello Grassi dei Giovani Imprenditori e Maria Pia Liguori per la Piccola Industria, che ha promosso numerose iniziative di Alternanza Scuola Lavoro.

Nell’anno trascorso la presidenza Rotice ha lavorato a correggere l’impostazione iniziale del Patto per la Puglia, nella vertenza e nella successiva istituzione della Cabina di Regia presso la Provincia di Foggia.

Ha collaborato fattivamente al processo di istituzione delle Zone Economiche Speciali della Puglia, con il riconoscimento dei benefici normativi previsti a 446 ettari di zone industriali della provincia di Foggia. A tal proposito in un recente incontro in Asi tutti i Comuni seduti al tavolo hanno deciso di spalmare ancora meglio gli ettari con particolare attenzione all’interporto di Cerignola, a San Severo, alla zona industriale di Ascoli Satriano e al Subappennino.

Il 2019 non sarà un fine mandato per Rotice, la progettualità nazionale chiede che più territoriali condividano i servizi, per un sistema organizzato in macro aree. Un progetto sperimentale, inteso per località e segmenti. Foggia potrebbe aggregarsi alla Bat o al Molise, opzione più caldeggiata dal momento che porterebbe Foggia nella gestione di grossi appalti autostradali e acquedottistici, con la Diga di Piano dei Limiti. Rotice ha paragonato questo processo alla riforma della portualità. Ieri è stato già firmato un protocollo per la fusione delle territoriali di Bari e Taranto, con l’Ilva a fare il ruolo cardine dell’industria pugliese. “Non bisogna perdere l’identità del territorio”.

Per le Zes invece esistono varie richieste da parte di imprenditori privati, soprattutto nei settori energetici ed ambientali. “Le aziende chiedono condizioni di vantaggio, meno burocrazia e più sicurezza. Va il plauso alle forze dell’ordine che ci consentono di dare un messaggio di legalità favorevole a chi vuole investire da noi”.

Rotice rivendica i risultati anche sul piano della riconoscibilità, Confindustria non è più isolata, ha specificato.

“Dopo anni difficili, Confindustria Foggia tornerà entro il 2018 ad esser rappresentata nella Giunta della Camera di Commercio di Foggia. Nel frattempo è stata confermata la Vice Presidenza nel Distretto Agroalimentare Regionale, affidata a  Leonardo Boschetti.  Confindustria, inoltre, diversamente dal passato più recente, è oggi presente o rappresentata anche in altri importanti contesti: il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Foggia ed il Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Adriatico Meridionale (con il Presidente Gianni Rotice); la Presidenza della Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale , espressione dei sistemi confindustriali e  camerali di Puglia e Basilicata, guidata dal Presidente Onorario di Confindustria Foggia, Eliseo Zanasi; l’Azienda Speciale ASE del Comune di Manfredonia, presieduta da Franco Barbone; Assofer, con Nazario de Girolamo alla Vice Presidenza,  ed altre organizzazioni settoriali nazionali. E’ stata quindi ripristinata una partecipazione attiva e realmente rappresentativa degli interessi associativi nell’ambito del Consiglio di Amministrazione del Consorzio ASI di Foggia, con Leonardo Boschetti”.

Nel 2019 sarà rafforzato anche il ruolo del centro studi guidato da Micky de Finis, che sta selezionando 33 nuovi studiosi con cui collaborare.

 

 

 



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