Curarsi durante i periodi di vacanza, la Puglia punta sul turismo sanitario

L’emendamento alla legge di bilancio prevede una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2019 di 500 mila euro

“Il Made in Puglia come attrattore non solo per le sue bellezze artistiche-culturali, ma anche per le sue eccellenze sanitarie. È quanto prevede un emendamento che ho presentato in favore del cosiddetto turismo sanitario. Un settore in grande espansione in Europa, che dalle nostre parti è ancora poco conosciuto e praticato. Eppure abbiamo tutti i numeri per richiamare l’attenzione di quanti scelgono la Puglia, e in particolare la Capitanata, per le loro vacanze o periodi di relax”. A dichiararlo è il capogruppo dei Popolari in via Capruzzi, Napoleone Cera.

“L’emendamento prevede una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2019 di 500 mila euro. La medesima dotazione finanziaria è anche assegnata per ciascuno degli esercizi finanziari 2020 e 2021. Il turismo sanitario offre l’opportunità di unire servizi sanitari di eccellenza con la vacanza. Non si tratta di viaggi della speranza, ma di una opportunità per i pazienti che decidono di scegliere la struttura dove curarsi, guardando ai servizi offerti, in modo da coniugare le più avanzate tecnologie mediche con il benessere e il relax”.

“La possibilità di venire in Puglia a curarsi, fruendo delle numerose eccellenze sanitarie della nostra regione, porterebbe nuovo ossigeno all’economia pugliese, alimentando nuove opportunità di destagionalizzazione dell’offerta turistica e favorendo una inversione di tendenza che, attualmente, penalizza la sanità regionale.  L’emendamento pone la Puglia in linea con l’Europa e risponde in pieno alla cosiddetta ‘Schengen sanitaria’ che ha aperto le porte ai cittadini dei 28 paesi dell’Unione di curarsi in altri stati dell’Ue.  Un recente studio dell’Osservatorio OCPS-SDA Bocconi ha evidenziato che in Europa i ricavi generati dal turismo sanitario ammontano a 12 miliardi di euro, e l’Italia detiene una quota del 17%, pari a circa 2 miliardi di euro, che potrebbero raddoppiare se si implementasse l’offerta sanitaria con i servizi turistici. Dunque – conclude -, eccellenze sanitarie al fianco delle eccellenze paesaggistiche, capaci di generare nuove offerte di servizi a tutto vantaggio dell’economia regionale”.