LibriAmo, la rassegna affronta la politica con “Le parole rubate” di Simone Oggionni e Roberto Gramiccia

L’incontro con l’autore è in programma venerdì 16 novembre, ore 17.30, presso l’Auditorium dell’Assunta – Trinitapoli

Terzo appuntamento per “LibriAmo”: dopo le parole della scuola è la volta delle parole della politica. La rassegna del Centro di lettura GlobeGlotter di Trinitapoli organizza per venerdì 16 novembre, alle 17.30, all’Auditorium dell’Assunta un incontro con Simone Oggionni autore, insieme a Roberto Gramiccia, del libro “Le parole rubate. Contro Dizionario per la sinistra” (pubblicato da Mimesis Edizioni).

Un volume che non poteva non essere affrontato durante la 19^ edizione di LibriAmo, il cui titolo è “Prima le parole”, che mira a far ritrovare ai lettori i significati perduti, rubati e svalutati di parole un tempo sinonimo di civiltà e progresso. Il senso comune dominante si impone attraverso l’uso delle parole. Il neoliberismo ha vinto impadronendosi delle parole della sinistra e cambiandone il significato. È una colpa storica della sinistra averglielo permesso. Questo dizionario intende recuperare il senso di alcune di queste parole, per contribuire a ricostruire l’ossatura di un linguaggio contro-egemonico condiviso. In questo senso aspira a essere un agile ma efficace strumento offensivo nella battaglia delle idee contro il pensiero unico.

“Non è solo la Storia a fare le parole. Sono anche le parole a fare la Storia”, scrivono Oggionni e Gramiccia nell’introduzione al libro “Le parole rubate”. Antifascismo, classe, capitalismo, internazionalismo, rivoluzione, sfruttamento, ma anche amore, arte, bellezza, fragilità, memoria, salute. In totale sono 40 i termini analizzati nel libro – attraverso una ricostruzione storica e rispetto all’elaborazione che hanno conosciuto nel corso della modernità – dai due autori che vogliono riappropriarsi del vocabolario politico-culturale della sinistra.

Anche perché: “oggi sul parlare, lo scrivere e il leggere stanno prendendo il sopravvento il vedere, il digitare e l’ascoltare”,  come sottolinea Alberto Olivetti nella prefazione. “E visto che tutto il resto lo abbiamo perduto bisogna iniziare da quel che non ci può essere tolto: le parole”, suggeriscono Gramiccia e Oggionni, due intellettuali appartenenti a generazioni diverse. Attenzione però, l’allarme deve essere massimo perché “la distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione”, scriveva Tullio De Mauro cui i lavoro di Gramiccia e Oggionni è dedicato.

Roberto Gramiccia, scrittore, medico e critico d’arte, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato La medicina è malata (1999); La regola del disordine (2004); La Nuova Scuola Romana (2005); Fragili eroi (2009); Slot art machine (2012); La strage degli innocenti (2013); Vita di un matematico napoletano (2015); Arte e potere. Il mondo salverà la bellezza (2015); Elogio della fragilità (2016). Ha curato con Simone Oggionni La ginestra. Contributi per una nuova Sinistra (2016).

Simone Oggionni (Treviglio, 1984) è tra i fondatori di Articolo Uno – Mdp e della lista Liberi e Uguali, dopo avere fatto parte da indipendente della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà e avere svolto il ruolo di portavoce nazionale dei Giovani Comunisti. Cura un blog per l’Huffington Post. Ha pubblicato con Paolo Ercolani Manifesto per la Sinistra e l’Umanesimo sociale (2015) e curato con Roberto Gramiccia La ginestra. Contributi per una nuova Sinistra (2016). L’incontro è ad ingresso libero. La cittadinanza e la stampa sono invitate a partecipare.