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Home - Centri commerciali aperti la domenica, dal GrandApulia pareri discordanti: “È il giorno migliore”. “No, c’è solo calca”

Centri commerciali aperti la domenica, dal GrandApulia pareri discordanti: “È il giorno migliore”. “No, c’è solo calca”

Di Antonella Soccio
11 Settembre 2018
in Inchieste
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Stop la domenica e nei giorni festivi delle aperture agli esercizi e ai centri commerciali, ma non per le città turistiche, con 8 festività all’anno inviolabili e una turnazione che permetta al 25% delle attività, su indicazione e decisione di ciascuna comunità al tavolo del commercio tra associazioni e sindaco, di rimanere aperte. È questa per ora la bozza di legge che il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio intende approvare entro dicembre 2018.

Il provvedimento, che stravolge la deregulation e le liberalizzazioni di Mario Monti, riporta in auge lo schema rigido della singola settimana, bocciando l’idea di una vita senza interruzioni, di una performance automatica e di una operatività incessante 7 giorni su 7 e quasi h24 (tra notti bianche, notti rosa e notti dei saldi).

A scagliarsi contro il ritorno della chiusura dei negozi sono stati al momento solo l’organizzazione nazionale dei centri commerciali e la Federdistribuzione, che associa tutte le catene di GdO, secondo cui le domeniche incidono per il 10% e quindi la serrata di domenica provocherebbe circa 50mila esuberi sugli attuali 450mila occupati (un migliaio solo in Puglia).

Anche in provincia di Foggia, il tema è molto sentito con un centro commerciale, il GrandApulia, che ha scelto di stare aperto sempre dalle 10 alle 22, Ferragosto compreso, chiudendo solo a Natale e Capodanno. Tra i commessi e i dipendenti del centro in zona Asi la misura del leader pentastellato è accolta con entusiasmo, ma non mancano valutazioni più incerte.

Per tutelare i lavoratori, che hanno risposto alle domande de l’Immediato, preserviamo il loro anonimato. “Il GrandApulia lavora soprattutto la domenica e nei giorni festivi, ma è anche vero che noi rivogliamo la nostra domenica per stare con le nostre famiglie”, osserva senza dubbi una addetta ad un piccolo esercizio della galleria.

Due giovani ottici sono soddisfatti. “Siamo d’accordissimo, abbiamo già sperimentato la possibile chiusura in estate, quando le domeniche al centro sono molto più sfollate perché la gente va al mare. D’estate le persone si ridistribuiscono nel corso della settimana. Chi dice che c’è chi lavora e può far la spesa solo la domenica dice sciocchezze. È vero, la domenica si lavora di più, aumenta la pedonabilità del centro, ma quando vuole la gente si sa organizzare, in più spesso la domenica è percepita solo come svago e come passeggiata, la domenica qui si fa solo calca. L’acquisto, almeno da noi, si fa meglio quando c’è meno afflusso. Quelli di Conad si sono già espressi contro. Immagino che tutte le catene si rifaranno sul costo del lavoro, tagliando posti. Il dispetto sarà sul dipendente”.

 

Per molti è chiaro che il mutamento dei tempi di conciliazione vita-lavoro sia stato usato come “ricatto”, con continue rinunce da parte dei lavoratori. Il giorno di spesa della domenica non è mai stato aggiuntivo, ma sostitutivo. Di straordinari neanche l’ombra per la maggior parte dei brand. Non si sono ottenuti posti in più, ma semplicemente un 7 su 7. Lo conferma un commesso del settore abbigliamento, elettore del M5S, ma favorevole alla liberalizzazione del commercio. “I centri come il nostro verrebbero certamente penalizzati, la domenica si lavora molto di più che negli altri giorni. Dal lunedì al venerdì, facciamo poco o nulla, i clienti ormai si sono abituati a fruire il centro nel fine settimana. Io sono per le aperture, anche a Ferragosto abbiamo lavorato. Da anni non sono mai libero la domenica, perché è il giorno migliore per i centri commerciali. Facciamo 4 turni, 4 su 4 quel giorno, per noi è domenica a giro in un altro giorno della settimana. Questa misura sarà utile soprattutto per il piccolo commercio dei centri storici e per certi versi è giusto così”.

In un negozio di telefonia i due addetti non sono unanimi tra loro. Lei: “Ovvio che i clienti siano per le domeniche aperte, mentre per il lavoratore è ovvio che il riposo ci faccia piacere. Sono d’accordo con Di Maio”. Lui: “Io sono contro, il centro lavora soprattutto la domenica. Se chiudiamo la domenica, può chiudere anche il GrandApulia, ma per sempre. L’estate l’abbiamo sperimentato, in certi giorni afosi, tanti si sono rifugiati in centro per far giocare i bambini. Si deve solo rispettare la legge, attenendosi ai contratti. Si paghi lo straordinario al lavoratore di domenica, da noi lo fanno, ma so che altri piccoli marchi non lo fanno. È lì che si deve andare ad incidere, non sulle domeniche”.

“Il mio sì è con riserva – osserva un altro commesso -, non vorrei che ci fosse l’assalto in quelle poche domeniche aperte. Io tornerei al passato, 2 aperte e 2 chiuse in ogni mese”.

Tra i pochi clienti della galleria del lunedì sera, le opinioni sono differenti. “Imporre la chiusura non è una cosa fatta bene, vengo spesso di domenica nei centri commerciali. Sono di Caserta, da noi c’è il Centro Campania, che non credo si possa chiudere così facilmente, dove ci sono brand che fondano la loro stessa permanenza sul mercato sul tempo libero delle persone, dedicato alla visita dei centri commerciali. Mia sorella lavora a Mediaworld ed è vero però che non ha mai una domenica libera”.

Due donne sedute ad un divano di una delle piazze della galleria sono ironiche. “Per noi va bene quello che dice Di Maio, noi facciamo altro la domenica, dopo due ore di giro, ed eravamo fortemente intenzionate a comprare, ce ne andiamo solo con un cannolo e due aragostine”, dicono mostrando il vassoietto della pasticceria di Sarni.

E-commerce

Uno degli argomenti a favore della liberalizzazione e contro il provvedimento del governo gialloverde è il contrasto al commercio online. Online nessuno chiude mai, anche se il corriere non bussa mai la domenica per la consegna del pacco. Si sostiene che la misura del Ministro del Lavoro possa favorire i colossi del web, Amazon su tutti. In Capitanata Jeff Bezos si appoggia ai corrieri tradizionali, Tnt, Dhl express, Gls, Bartolini, Sda e anche Poste Italiane. Per tutti i vettori gli incrementi si notano di mese in mese. La crescita dell’e-commerce è un fenomeno inarrestabile.

“In America rappresenta ormai il 70% dei volumi commerciali, per noi come per gli altri vettori che lavorano sul territorio foggiano sul nostro traffico spedito l’e-commerce e Amazon in particolare insieme a Zalando rappresenta più del 20% e i numeri crescono ogni mese di più. Io però non credo che le due cose, le domeniche ai centri commerciali e il commercio elettronico, siano collegate. L’e-commerce è parallelo. Adesso ad esempio è il periodo dei libri scolastici, ne spediamo tantissimi, il segmento merceologico più forte resta l’elettronica, con la telefonia”, spiega un operativo.

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Tags: centri commercialie-commerceFoggiaGrandApuliaLuigi Di Maio
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