Foggia, la crisi senza fine di Via Arpi. In vendita anche il loggiato del Palazzo De Vita-De Luca

Il centro storico è un “Vendesi” a cielo aperto. Con botteghe chiuse e alloggi sfitti. Da qualche settimana il cartello immobiliare campeggia anche sul più bel palazzo della città. Qualcuno pensa di nuovo alla pedonalizzazione come possibile rilancio

A come Arbore e come Arpi. Via Arpi a Foggia. Qualche giorno fa Renzo Arbore intervistato su Repubblica regionale da Antonella Gaeta, ex presidente dell’Apulia Film Commission, ha citato Via Arpi, assegnandole la sua personale A dell’alfabeto, come suo luogo dell’anima insieme alla mitica Taverna del Gufo. “È dove da carbonari, facevamo il primo jazz con gli amici che sono rimasti nel mio cuore. Tra loro, Franco Tolemei, morto suonando la tromba. In questi contesti ho imparato che la musica è libertà”, ha detto.

Lo storico Palazzo De Vita-De Luca

Oggi la Via che taglia la città e che ne è il fulcro storico indiscusso è un “Vendesi” a cielo aperto. Con botteghe chiuse e alloggi sfitti. Chiunque voglia rilanciare la città, per le prossime amministrative 2019, non può che cominciare dal suo centro storico.

Da qualche settimana il cartello immobiliare campeggia anche su quello che indubbiamente può considerarsi il più bel palazzo di Foggia, Palazzo De Vita-De Luca, noto anche come Palazzo Celentano. In vendita è l’appartamento del famoso loggiato, illuminato magistralmente di recente all’ultimo Libando anche dalla ligh art di Romano Baratta. 7 vani più loggia, più terrazzo più grotta e box. Tutto ad un prezzo che, secondo i desideri della venditrice e proprietaria, non dovrebbe scendere sotto 1,5 milioni di euro per un immobile storico e di enorme pregio architettonico. Ma i valori attuali di Via Arpi non consentono compravendite a cifre simili.

Emblematica è la chiusura di San Tommaso, la chiesa simbolo di Foggia, ancora in attesa di un finanziamento complessivo che ne possa garantire il restauro e la riapertura.

Il Polo Umanistico dell’Unifg, le due Fondazioni culturali, Monti Uniti e Apulia Felix, il Circolo La Merlettaia, il Museo civico, il Conservatorio, la vicina Associazione Ipogei, lo chiccoso Mena Restaurant, la riapertura della Cattedrale e numerose feste e iniziative notturne, non sono bastati in questi anni a rallentare il degrado e l’abbandono. Negli ultimi anni non è stata messa in campo nessuna delle azioni, calendarizzate dal Distretto del Commercio.

L’artista e pittore Gaetano Andreana, titolare di Art Line, negozio di colori e cornici all’angolo di Via Ricciardi, a l’Immediato parla di una “lenta morte” di Via Arpi, cominciata con la chiusura del mercato Arpi in epoca Agostinacchio. La nuova piazza con la stazione dimezzò l’afflusso in Via Arpi, ulteriormente ridotto oggi con la semi chiusura del supermarket Giuva. “Non sono mai stato favorevole alla pedonalizzazione perché questa è anzitutto una via di transito, ma forse oggi servirebbe un rinnovato arredo urbano, con un nuovo manto stradale, che permetta ai commercianti di mettere le vetrine esterne, sul modello di Pescara. Pedonalizzandola in questo modo Via Arpi si ravviverebbe. La Fondazione Monti Uniti dovrebbe aprire nei vecchi uffici una biblioteca dove poter fruire del suo patrimonio librario. Via Arpi va rianimata, è il cuore di Foggia. Prima Via Arpi era Via Arpi, ora è una via qualunque, così è morta. Oltre 50 negozi sono sfitti, i proprietari vorrebbero pure vendere, ma a che prezzo? Le quotazioni parlano di 1100 euro a metro quadrato, ma nessuno paga questi prezzi. Benito il macellaio per un locale di 80 metri quadrati chiede 80mila euro, ma anche a 65mila venderebbe. È in vendita anche il loggiato del palazzo storico, ma quello è una rogna servono altrettanti soldi per ristrutturarlo”.

Gaetano Andreana di Art Line

Via Arpi è da sempre una strada in cui convivono le classi popolari e l’alta borghesia foggiana. I Nicastro, i Muserra, i Borghesan. Negli anni gli appartamenti sono stati fittati a studentesse e studenti coreani del Conservatorio. Non mancano i ragazzi migranti, che occupano i bassi delle vie limitrofe. In Via Le Maestre tanti hanno deciso di investire. Da Claudio Grenzi all’ex Rettore Giuliano Volpe, ultimo in ordine di tempo il professionista Gerardo Ravidà che ha acquistato un immobile all’asta. “Molti comprano, ma sempre a prezzi stracciati, sembra che comprino le case rurali. I fitti ormai sono bassissimi, bastano 400 euro per un locale”.

Accanto ad attività storiche come la Tappezzeria Piserchia o il biciclettaio Fabio o il mobiliere de Lillo o Confitex e le gioiellerie Tonino Pastore e Ciletti 1985 sono sorti nuovi negozi, come la panetteria l’Angolo del Fornaio, che con l’apertura delle scuole, è frequentatissima.

 

Chiusa da anni invece la magica Grotta Incantata, officina di tanti laboratori e creatività. Il giovane commerciante Antonio di #Selfie Shop e Lab ha in Via Arpi la sua attività da 4 anni. Ha scelto il centro storico per i bassi fitti, qui paga solo 500 euro, mentre altrove dovrebbe sborsare circa 2mila euro per gli stessi metri. “Sono contro la pedonalizzazione, hanno già provato a chiudere la via senza successo. È una via centrale e non possono pedonalizzarla per motivi di viabilità, noi abbiamo la nostra clientela, che ci segue”, osserva convinto.

L’orafo e orologiaio Carlo Salemme dice sì invece ad una isola pedonale, purché totalmente rivisitata. “Da anni ci diciamo sempre le stesse cose, viviamo nel degrado. Basta vedere i cassonetti. Ci hanno raccontato che alcuni turisti tedeschi erano venuti a Foggia in questi giorni per visitare gli ipogei e alcune altre chiese, presenti in alcune mappe, ma hanno trovato tutto chiuso. Abbiamo un patrimonio artistico che molte persone conoscono più di noi e vorrebbero vedere, ma i turisti non vengono neppure accolti, eppure a pochi chilometri da qui i centri storici sono la vetrina delle città”, il suo commento amaro.

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