Ombra del dissesto su Manfredonia. Corte Conti: “Mancato rispetto piano di rientro 2° semestre 2017”

“Mancato rispetto del piano di rientro con riferimento al secondo semestre 2017″. Per questo la Corte dei Conti ha invitato il Comune di Manfredonia “ad avviare e a realizzare con la massima rapidità le misure correttive previste nel piano di rientro e ogni altra misura necessaria”.

Questo emerge da una deliberazione del 22 febbraio 2018 della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Puglia (presidente Agostino Chiappiniello). La sezione regionale pugliese della Corte dei Conti “ha chiesto al Comune di Manfredonia, ai sensi e con gli effetti previsti dall’art.6, co.2, del D.Lgs. n.149/2011 (il cosiddetto “dissesto guidato”), l’approvazione di un piano di rientro triennale (esercizi 2017-2019)” con “obbligo di monitoraggio semestrale da inviare a questa Sezione entro il 31 gennaio e il 31 luglio di ciascun anno, che preveda l’integrale pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili esistenti e dei debiti che acquisteranno tali caratteristiche durante la durata del piano e, inoltre, la completa restituzione della anticipazione di tesoreria ottenuta e la ricostituzione dei fondi vincolati eventualmente utilizzati”. Con la deliberazione consiliare n.29 del 26 giugno 2017, il Comune di Manfredonia ha, tra l’altro, approvato il piano di rientro richiesto dalla Corte dei Conti.

Ora, la Corte dei Conti ha accertato “la congruità del piano triennale di rientro, approvato e presentato dal Comune di Manfredonia a seguito della deliberazione n.57/PRSP/2017, quale prima misura correttiva necessaria” per “evitare che si realizzi la condizione di dissesto finanziario”, rinviando “la verifica degli effetti delle misure correttive, già adottate o da adottare nel corso del triennio considerato, al previsto monitoraggio semestrale“. La Corte ha ordinato “al Comune e ai Revisori dell’ente”, senza necessità di alcuna richiesta da parte della Corte dei Conti, “entro la fine del mese successivo a ciascun semestre, di trasmettere ogni dato ed elemento utile per la verifica del rispetto degli obiettivi intermedi e finale previsti dal piano triennale di rientro approvato”.

Il tutto precisando che “l’accertamento del mancato raggiungimento degli obiettivi finali previsti nel piano di rientro determinerebbe la trasmissione degli atti al Prefetto e alla competente Commissione permanente”. Da qui l’attività di monitoraggio e vigilanza a cura dei Revisori dell’ente, con successiva comunicazione. Ora, la Corte dei Conti, “pur valutando positivamente il piano di rientro”, ritenendo “alquanto ottimistiche alcune previsioni dello stesso, per incrementare le possibilità di realizzazione del risanamento finanziario necessario nei tempi previsti”, ha invitato comunque l’Amministrazione “ad avviare tempestivamente le misure correttive previste nel piano di rientro solo come eventuali ed ulteriori”. “La previsione di tali misure aggiuntive è stata, infatti, decisiva in sede di valutazione di congruità del piano di rientro in argomento”.

La Corte dei Conti ha ritenuto “molto ottimistico l’obiettivo indicato per la fine dell’esercizio 2017, consistente nella riduzione del complessivo deficit di cassa da euro 11.010.592,49 ad euro 9.264.200,16, pur costituendo lo stesso, cronologicamente, il primo obiettivo parziale da raggiungere e solo una parte minima dell’obiettivo complessivo”. Tale valutazione “sembrava già allora confermata sia dal venir meno, per ammissione dello stesso Comune (memorie del 13 settembre 2017, pag.6), dell’entrata di euro 230.562,00 quale entrata una tantum per concessione del servizio pubblico del gas, sia dalla totale assenza di riscossioni, al momento della pronuncia (21 settembre 2017), dei conguagli relativi alle aree del 2° piano di zona (il Comune di Manfredonia aveva allora avviato l’attività di ricognizione ma non aveva avviato l’attività di recupero dei crediti) e ai “fitti poderi Siponto” (era stata accertata solo una parte del credito e non era stata avviata l’attività di riscossione)”.

In altre parole, osserva la Corte dei Conti, “al 21 settembre 2017, il Comune di Manfredonia, nulla aveva riscosso a fronte di una previsione di riscossioni, entro la fine dell’esercizio 2017, di euro 787.569,20 (nessuna informazione era stata trasmessa in merito alle minori spese previste per euro 958.823,13)”. La Corte dei Conti, nella stessa occasione, ha evidenziato che “il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti per il II semestre 2017 (I semestre del piano di rientro), oltre a costituire un primo inadempimento del piano di rientro e a minare fortemente la credibilità dello stesso, renderebbe inevitabilmente ancora più ostico il già difficile obiettivo di risanamento complessivo previsto”. Ora, “il Comune di Manfredonia ha trasmesso il primo monitoraggio semestrale con lettera n.4021 del 31 gennaio 2018”.

“Il Collegio dei Revisori, in un primo momento, con nota n.6 del 31 gennaio 2018, comunicava di non aver potuto espletare, nei tempi assegnati da questo Collegio, gli adempimenti di competenza relativi al monitoraggio a causa della mancata trasmissione, da parte del Comune, nonostante reiterati solleciti, della necessaria documentazione”. “Successivamente è pervenuta (prot. n.457 del 19 febbraio 2018) una relazione dello stesso Collegio, con data 16 febbraio 2018, formulata anche in base alla documentazione allo stesso tardivamente fornita dal Comune di Manfredonia il 2 e l’8 febbraio 2018”. “La suddetta relazione ha fornito diverse informazioni ed elementi di valutazione utili ai fini del presente monitoraggio in relazione allo stato della liquidità dell’ente, alla tempestività dei pagamenti, alle criticità riguardanti la società partecipata ASE alla quale è affidato il servizio rifiuti, ai debiti fuori bilancio, alla gestione del servizio di riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali affidato all’altra società partecipata Gestione Tributi”. “Il Collegio dei Revisori ha precisato, in conclusione, che ha ritenuto di formulare una propria relazione non condividendo pienamente quella redatta dal Comune e ha dichiarato che l’obiettivo previsto dal piano di rientro alla data del 31/12/2017 non è stato raggiunto”.