Via Gandhi (Foggia), si pensa a costruire mentre vecchie convenzioni su Via Bari restano incomplete. Il caso della coop ‘Il Poggio Margherita’

L’interesse dei cinque proprietari terrieri per la costruzione nel Comparto 28 in Via Gandhi a Foggia attraverso il piano particolareggiato approvato nel 2014, che consente la realizzazione di alcune opere edilizie in zona F secondo i dettami della legge regionale di Angela Barbanente del 21 maggio 2008, n. 12 dal titolo “Norme urbanistiche finalizzate ad aumentare l’offerta di edilizia residenziale sociale”, come l’Immediato ha ampiamente spiegato nei giorni scorsi, sta scatenando in città numerose ansie soprattutto tra coloro che ancora attendono l’edificazione di alcune abitazioni, dopo aver consegnato delle quote ad una cooperativa. Si trovano in questa condizione i cittadini che si sono affidati alla Coop “Il Poggio Margherita”. Da circa 8 anni, i soci si sono messi nelle mani della coop, senza avere risposte. Gli edili hanno costruito solo 60 appartamenti con soli 28 soci, mentre il resto della convenzione resta incompleta.

Nel novembre del 2017 all’ufficio urbanistico del Comune di Foggia, diretto dall’ingegner Paolo Affatato è pervenuta la nota del legale della società cooperativa “ll Poggio Margherita”, nella quale si legge che dopo “la mancata indicazione, nella parte dispositiva della determina, di tutte le unità immobiliari a cedersi”, la cooperativa si è impegnata a trasferire alla Sole Costruzioni S.r.l. 25 unità immobiliare residenziali, 25 box-auto e 25 posti auto, a totale soddisfazione di quanto, dalla società appaltatrice, maturato.

La cooperativa stipulò con il Comune una convenzione definitiva firmata con atto pubblico per la compianta notaia Alba Mazzeo nel 2011 nel comparto Insula Via Bari. La realizzazione del programma costruttivo da destinare ai soci della cooperativa fu assegnata con subappalto alla Elisa Costruzioni srl ora Sole Costruzione della famiglia Salice. Nel corso del programma però taluni soci non hanno più inteso partecipare né sono stati integrati da altri soci con la presumibile conseguenza della riduzione dell’apporto finanziario di soci non più partecipanti. Mancano all’appello 25 soci su 58 e tale assenza è stata la causa di avvio di procedura giudiziale ancora in corso.

L’atto firmato tra coop e Comune tra le clausole necessarie prevedeva espressamente che l’assegnazione degli alloggi di edilizia agevolata avvenisse a fronte del prezzo precostituito agevolato, nonché esclusivamente in favore dei soggetti aventi i requisiti soggettivi, tutto ciò per raggiungere l’obiettivo legislativo della diffusione della proprietà della casa di abitazione tra i ceti economicamente più deboli. Non dovrebbero essere derogabili le clausole convenzionali riguardanti il prezzo di cessione degli alloggi, ma il trasferimento delle unità immobiliari fa pensare che la ditta possa vendere a prezzo pieno gli appartamenti. Tanto più che ora la stessa società edile è interessata anche da uno dei lotti del Comparto 28.

Cosa accadrà? Si chiedono fonti vicine ai soci rimasti alla nostra testata web. “Intorno a questa coop bisogna cominciare a smuovere le acque per evitare che altra gente venga frodata, truffata, se si sblocca il comparto 28 tutto diventerà critico in Via Bari. I soci hanno timore di perdere tutto e per questo tacciono e ora Salice vuole pure costruire a Comparto 28”.





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