I civici puntano sulla voglia di riscatto. “E non saremo lista civetta di nessuno”

di ANTONELLA SOCCIO

Appuntamento domani dalle 16 al Parco dei Principi Hotel Congress & SPA di Bari per il “Forum del civismo pugliese”, al quale parteciperanno i consigliere regionali Alfonso Pisicchio, Antonio Nunziante, Sabino Zinni, Paolo Pellegrino, Peppe Turco, Leo Di Gioia. La convention barese, che succede alla prova di forza tutta foggiana di Capitanata Civica di Rosario Cusmai&co in Fiera, sarà aperta a tutte le realtà civiche regionali interessate. “La voglia di riscatto che si diffonde nel nostro Paese, la frustrazione dei cittadini nei confronti delle istituzioni, la scarsa partecipazione alle urne, la caduta del consenso ai partiti, sono state colmate dalla presenza di liste civiche che hanno raccolto il bisogno di una nuova politica per gli italiani”, si legge nella sinossi dell’incontro, che mira ad arginare la fuga del ceto politico e dell’elettorato verso coloro che appaiono oggi, dopo la consultazione siciliana e stando ai sondaggi, i maggiori attrattori di consenso, ossia il centrodestra berlusconiano e il M5S. 

Il civismo pugliese, alleato di governo di Michele Emiliano in Regione Puglia, si autorappresenta come quello spazio che “trasforma l’energia partecipativa della cittadinanza in qualcosa di diverso rispetto all’antipolitica”. I civici punteranno a “strappare” attraverso Emiliano delle candidature blindate nel Pd in qualche collegio o si alleeranno su basi regionali?

Il dibattito è apertissimo anche alla luce della manifestazione romana di Campo Progressista di Giuliano Pisapia, che pure assomma pezzi di centrismo pugliese come il Centro Democratico. Mentre è in corso la riunione della Direzione nazionale del Pd sulle alleanze, per ora confinate ai soli Radicali di Emma Bonino, che in Capitanata possono contare sul dirigente nazionale delle Acli Antonio Russo, responsabile Immigrazione, Campo Progressista, come sottolinea anche l’ex consigliere regionale Pino Lonigro, potrebbe trovare le ragioni dello stare insieme, costruendo quel listone unico di sinistra, capeggiato dal ticket parlamentare Pietro Grasso/Laura Boldrini, stimato al 10% dei consensi.

Il Partito Democratico, che nel 2013 ha perso tantissimo in termini percentuali e assoluti rispetto al 2008, ha potuto approfittare del premio di maggioranza del Porcellum, che questa volta mancherà. Con quel premio slittarono alla Camera candidati come Colomba Mongiello, collocata solo in dodicesima posizione nel 2013 nel listino bloccato. Non si deve dimenticare la performance di Forza Italia nel 2013 e il flop della lista del professor Monti, dove era candidato proprio l’assessore regionale Leo Di Gioia. È ragionevole quindi prevedere che il Pd perderà molti seggi, se non recupererà appeal nella vasta prateria di sottogoverno che Emiliano ha saputo portare a sé.

Oggi Alfonso Pisicchio ha presenziato in Arca Capitanata per illustrare i risultati ottenuti dal management, l’Immediato ha colto l’occasione per porre qualche domanda sul forum di domani. Che senso ha l’evento del civismo pugliese? Netta la risposta. “Noi abbiamo voluto questa manifestazione per fare un ragionamento di confronto e di idee per capire che cosa rappresenta il civismo, il confronto non nasce contro qualcuno, ma nasce dal fatto che gran parte delle amministrazioni locali pugliesi è guidata da liste civiche, circa il 70% degli Enti con oltre 2500 amministratori locali. È una realtà e se questa realtà ha un senso noi vogliamo darglielo per dialogare con chi oggi è il protagonista della politica nei partiti. Noi non rinneghiamo il confronto con i partiti”. C’è spazio nel Pd per delle candidature civiche alle prossime Politiche?  “Noi intanto stiamo ragionando in Puglia, non ci stiamo ponendo il quesito delle Politiche perché se ci sarà una richiesta in tal senso la verificheremo, ma non è questo l’obiettivo nostro. Noi non vogliamo fare la lista civetta di nessuno, vogliamo fare un ragionamento concreto sul territorio. Rispetto a questo quadro, se ci saranno le condizioni per un rapporto leale e collaborativo, noi saremo pronti a ragionarvi”.

Tre anni insieme ad Emiliano, il civismo è ormai consolidato. Qual è stata la sua migliore prassi? “Il civismo già rappresenta in sé una buona prassi, perché presuppone una maggiore partecipazione e condivisione di quello che si realizza nei territori. Il civismo è il luogo di discussione reale, i cittadini oggi non avendo la possibilità di trovare momenti di democrazia interna nei partiti si rivolgono a chi in questo momento può rappresentare il territorio”.