Mafia a Mattinata, tutti gli interessi sul porto. Una sola famiglia al comando

Un paese stretto nella morsa della malavita. Questo emerge dalle informative inviate alla Prefettura e che potrebbero portare allo scioglimento del consiglio comunale di Mattinata per mafia. Il rischio che “la farfalla del Gargano” possa seguire a ruota Monte Sant’Angelo, è reale. Mentre la Commissione d’accesso agli atti continua a lavorare sulla rete di parentele e appalti, spuntano altri filoni di rilievo in tutta questa faccenda. Merito anche delle denunce pubbliche firmate dagli assessori dimissionari dell’attuale sindaco. Uno dei temi più caldi, oggetto delle informative alla Prefettura, riguarda senza dubbio gli interessi nel porto di Mattinata, occupato unitamente da una sola famiglia, i Silvestri, vicini, a loro volta, ad Antonio Quitadamo, storico boss locale detto “baffino”. Una sorella dei Silvestri è suocera di Quitadamo.

Il porto ha da sempre un’importanza strategica per i traffici illeciti in quanto più volte utilizzato per il trasporto della droga via mare. Più di un confidente ha dichiarato di aver avuto anche offerte da 20mila euro per “un viaggio”, ovvero per portare lo stupefacente da costa a costa.

La scomparsa di Armiento

Francesco Armiento

Il porto è ritornato prepotentemente alle cronache già lo scorso anno dopo la scomparsa di Francesco Armiento. Fu il padre del giovane a rivelare ai carabinieri che il figlio sparì qualche ora dopo l’incendio delle macchine del capo clan Francesco Pio Gentile e di Leonardo Silvestri, questi ultimi due in conflitto da tempo. Armiento lavorava nel parcheggio dei “baffino” e si occupava anche del pascolo per conto di quella famiglia. Ritenuto vicino a Gentile, potrebbe aver pagato a caro prezzo proprio quel legame affettivo. Dopo la sua scomparsa furono perquisite attività e abitazioni dei Silvestri, da tempo dominatori assoluti dell’area portuale.

I Silvestri e il controllo del porto

Leonardo Silvestri è a capo della famiglia che da anni controlla il porto di Mattinata. Nel 2007 venne ucciso il figlio 17enne ma secondo i ben informati era lui l’obiettivo dei killer. Oltre a Leonardo ci sono i fratelli Matteo e Luigi, tutti con problemi con la giustizia per abusi demaniali, furti, minacce, lesioni, estorsioni, e il primo anche per tentato omicidio. Circa cinque anni fa, Matteo Silvestri, detto “il collaudo”, venne pizzicato perché la sua spiaggia nei pressi di “Pane e Pomodoro” occupava quattro terzi dello spazio invece che un terzo. L’area fu sequestrata. Risultano anche tributi non pagati al Comune per oltre 100mila euro.

“Il collaudo” risulta legato a Francesco Ciuffreda detto “Pasqualotto”, anche per via dell’impegno politico. I due, assieme a Luigi Silvestri, oltre naturalmente ad un gruppo ben nutrito di loro sodali, sono tesserati Pd, lo stesso Pd che vede come segretario la sorella di Francesco Scirpoli, plurindagato per reati gravissimi, emergente di un clan manfredoniano.

C’è poi il noleggiatore di barche Francesco Silvestri (nipote di Leonardo) che per molti anni ha utilizzato lo spazio libero del porto e possiede persino una casa edificata su alcuni scavi archeologici. L’abitazione, oggetto di ordinanza di demolizione solo nel 2016, grazie alla nuova dirigenza dei carabinieri, è ancora lì perché il Comune rimane silente. 

Il faro e l’appalto per il parcheggio

Tornando a Leonardo Silvestri, impossibile non citare l’occupazione del faro e la gestione di un’altra spiaggia posta proprio ai piedi della struttura. Sempre su beni demaniali, l’uomo apriva anche un ristorante, con evidenti abusi edilizi, tra terrazzi e quant’altro costruiti su suolo demaniale. Oggi il nuovo ristorante, pur rimanendo di “proprietà” di Leonardo, ha una diversa gestione svincolata dal primo, “Le verande” che ha preso il posto del “Baywatch”. 

Il fratello di Leonardo, Luigi Silvestri, da sempre gestisce un parcheggio comunale sul porto. La gara d’appalto è vinta ogni anno, anche da prestanome, unicamente dai Silvestri.

Come scritto in articoli precedenti, non mancano i rapporti con la politica locale. Un nipote del boss è stato consigliere di maggioranza nella passata amministrazione di Lucio Roberto Prencipe. Il politico è legato alla famiglia in quanto sposo di una Silvestri. E anche lui non si è fatto scappare una bella abitazione in contrada Angiola oggetto di contestazioni edilizie.

Sempre per quanto riguarda il porto, sono ormai all’ordine del giorno le denunce in merito a minacce ed estorsioni a chi si avvia ad attività di pesca. I potenziali pescatori, infatti, vengono puntualmente dissuasi dall’occupare spazi di mare. In alcuni casi hanno anche subito il furto delle reti e delle proprie imbarcazioni. L’estate scorsa, sempre in materia di furti, fu arrestato Francesco Silvestri, pluripregiudicato, nipote di Leonardo, beccato mentre tirava in terra dei gommoni appena rubati da altri in Vieste.

Insomma, quello del porto, stando alle denunce presentate in questi anni, è uno dei filoni principali di tutta l’inchiesta. Un altro, però, potrebbe avere sviluppi clamorosi a breve termine e riguarda gli incarichi legali. Ce ne occuperemo prossimamente.