Casa Sollievo, ombre su licenziamento anestesista. Dure accuse da Di Fonso

Massimiliano Di Fonso

“Licenziata senza una motivazione vera e fattibile”. Sono durissime le accuse del sindacalista Usppi, Massimiliano Di Fonso che stavolta prende di mira Casa Sollievo della Sofferenza. Il segretario confederale del sindacato, in una nota scrive: “La dottoressa P.L. anestesista in servizio presso Casa Sollievo presso il reparto “Anestesia e Rianimazione” è stata licenziata in tronco dopo dodici anni di servizio, senza una motivazione vera e valida dal capo del personale, Raffaele Ciuffreda.

Secondo Di Fonso, Ciuffreda, capo delle risorse umane di Casa Sollievo, ha provveduto a contestare e sospendere la dottoressa P.L a seguito di una segnalazione del dottor De Bonis su indicazione del direttore sanitario, quest’ultimo impreparato su quanto accaduto, a detta del sindacalista.

“Ciò che si contesta all’anestesista è privo di fondamento – dice ancora Di Fonso e soprattutto di motivazione vera per arrivare ad un licenziamento coatto e persecutorio visti i numerosi richiami fatti alla stessa dottoressa nel corso degli anni. Dopo essere stata ascoltata da Ciuffreda, che non ha accolto le sue giustificazioni, lo stesso ha provveduto con Pec e Raccomandata a licenziare l’anestesista in tronco, in tutta fretta senza neanche prendere in considerazione le giustificazioni adottate. Non vorremmo pensare che il licenziamento sia stato fatto per far spazio ad un medico cugino di Ciuffreda che è un anestesista e guarda caso prende il posto della dottoressa licenziata. Se così dovesse essere sarebbe davvero grave”.

Di Fonso si chiede “cosa farà adesso Crupi (direttore generale di Casa Sollievo). Richiamerà al lavoro la dottoressa o continuerà a perorare l’iniziativa del suo capo del personale? Di questo caso il sindacato Usppi, oltre a denunciare il tutto nelle sedi competenti, invierà una missiva alla nota trasmissione di Italia Uno, Le IeneGli scandali vanno denunciati – conclude Di Fonso -. D’altronde l’ospedale usufruisce di fondi regionali e di tasse dei contribuenti italiani”.