È guerra totale tra i Notarangelo e gli uomini di Raduano: Vieste come il Far West

Una guerra senza esclusione di colpi che ha finito per coinvolgere persino i bambini, per fortuna senza tragiche conseguenze. Codice rosso per la situazione del Gargano – e per Vieste in particolare – dopo l’attentato a Girolamo Perna, pregiudicato, tra i fedelissimi del giovane boss Marco Raduano, detto “faccia d’angelo”, scomparso dalla circolazione da settimane ovvero dopo la scarcerazione. La mafia garganica (mai riconosciuta dai giudici) ha alzato il tiro mettendo a repentaglio persino due bambini, figli di Perna, a bordo dell’auto assieme al proprio papà e alla madre. Una sparatoria da film con lo stesso Perna che ha estratto la pistola rispondendo al fuoco. Scene da Far West, insomma.

Perna, 26 anni, ricevette un avvertimento già a fine settembre 2016, quando rimase ferito a gamba e gluteo da due colpi d’arma da fuoco. Ma il nome di Perna comparve anche nel processo ai “Tre Moschettieri” (Angelo, Giuseppe e Luigi Notarangelo) riguardante le estorsioni al ristorante “Pane e pomodoro” e al villaggio “Merino”. 

Già, i Notarangelo, clan storico di Vieste che un tempo vedeva tra le proprie fila proprio Girolamo Perna. Almeno fino all’uccisione di Angelo “cintaridd” Notarangelo, morto ammazzato nel gennaio del 2015. Ebbe inizio da quella morte la guerra tra gli uomini di Raduano, braccio destro di “cintaridd” fino a quel momento e la Notarangelo’s family.

Negli ultimi mesi sono finiti al cimitero Vincenzo e Giampiero Vescera, entrambi vicini a Raduano e Onofrio Notarangelo, fratello di “cintaridd”. Su quest’ultima morte i maggiori sospetti si sono subito concentrati su “faccia d’angelo”, l’astro nascente della mala garganica, forse irritato dalla scoperta che il boss Angelo Notarangelo aveva accumulato beni per milioni di euro (sequestrati dalla Procura, ma non confiscati dai giudici) tenuti nascosti ai complici. 

Tutto piuttosto giovane il gruppo degli “scissionisti” guidato da Raduano. Un elemento confermato dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia che sulle “giovani leve del crimine” ha focalizzato l’attenzione. La mala garganica, pur non avendo la stessa risonanza mediatica di quella napoletana, è sempre più efferata. Secondo un recente studio pubblicato dalla nostra testata, esiste un vero e proprio codice negli omicidi di mafia consumati negli ultimi anni tra Vieste, Monte Sant’Angelo e Mattinata. Sempre più giovani coloro al centro degli episodi di sangue.

Ultima uccisione resta quella a scapito di Onofrio Notarangelo, fratello di “cintaridd”. Secondo gli investigatori, la morte del 46enne avvenuta la sera del 27 gennaio scorso, andrebbe ad inquadrarsi nella spaccatura interna al clan. Sarebbe bastata la stretta parentela con il boss per portare Onofrio Notarangelo alla morte o la vittima voleva prendere il posto del fratello? Domande senza alcuna risposta ma l’agguato a Perna di ieri sera era quasi sicuramente una risposta a quell’uccisione. I carabinieri indagano.