Don Uva, Emiliano nega interesse della Regione: “Ricostruzioni fantasiose”

Michele Emiliano
Michele Emiliano

Nel giorno dell’incontro a Roma tra la Universo Salute e i sindacati, il governatore della Puglia Michele Emiliano dichiara a l’Immediato che non c’è nessun interesse diretto della Regione sul Don Uva. Parla di “ricostruzioni fantasiose” riferendosi alle notizie trapelate in questi giorni secondo le quali ci sarebbe un piano per gestire in house le due strutture di Bisceglie e Foggia. In realtà, l’ipotesi piuttosto datata della gestione diretta venne palesata da 17 consiglieri regionali e rilanciata dal piddino barlettano Ruggiero Mennea. Ma già ad ottobre del 2015 l’ex sindaco di Bari la definì una operazione “tecnicamente impossibile”.

Con una nota di qualche giorno fa, le segreterie dei sindacati confederali hanno diramato un comunicato piuttosto deciso nello stigmatizzare la vendita dell’ente ai privati. Una presa di posizione che non è piaciuta affatto agli imprenditori Paolo Telesforo e Michele D’Alba, la cui offerta è stata ritenuta congrua e migliore rispetto agli altri competitor, così come risultato dal lavoro svolto dal commissario straordinario Bartolo Cozzoli approvato dal ministero dello Sviluppo economico. Del resto, stando alle informazioni attualmente disponibili, l’alternativa alla cessione al gruppo privato sarebbe il fallimento dell’ente entrato in crisi dopo l’accumulo di una debitoria monstre (500 milioni di euro) in soli dieci anni.

L’obiettivo degli imprenditori foggiani, a questo punto, sarebbe quello di tagliare le sacche di spreco, aumentare produttività e ricavi per riportare in equilibrio i conti. “Noi abbiamo deciso di investire e di metterci la faccia – ha commentato Paolo Telesforo -, ma è evidente che se arrivasse il cavaliere bianco con un’offerta migliore, o la stessa Regione Puglia, non potremmo che prenderne atto. Dal canto nostro, abbiamo le idee chiare. Ci sono tre strutture che non riescono a raggiungere il tetto di spesa, questo significa che non lavorano al meglio: è questo già il primo obiettivo fondamentale da raggiungere”. Complessivamente, le risorse investite dalla Regione e non utilizzate si aggirano sui 10 milioni di euro (3 solo a Foggia). La situazione più critica si configurerebbe proprio Bisceglie. Ottimizzare queste risorse potrebbe già essere una leva importante per il rilancio.

I sindacati, finora, non hanno fatto riferimento a questioni specifiche. Il segretario della Uil Fpl, Luigi Giorgione, ha dichiarato che: “Fermo restando la nota positiva dell’aspetto territoriale dell’interesse, sono contrario a rilasciare dichiarazioni prima dell’incontro tra le parti. Qualcuno lo ha fatto, ma può capitare quando le relazioni sindacali si snodano su tre strutture diverse con tre organizzazioni sindacali diverse. Magari a Foggia potrebbe andar bene il discorso privato e altrove no, al momento non possiamo saperlo. Sono valutazioni che vanno rimandate all’incontro tra le parti, dopo la valutazione del piano industriale”. Fatto sta che alla vigilia dell’incontro romano – seppur interlocutorio perché si attende il 12 gennaio, termine per far valere l’opzione di prelazione della cooperativa di Potenza – il clima è già stato infuocato da una serie di comunicati stampa firmati dalle organizzazioni sindacali. Non proprio un’alba felice per il nuovo corso di un’ente strategico per il sistema sanitario regionale, ridotto in stato comatoso dalla cattiva gestione degli ultimi anni messa in evidenza dalla magistratura.