Don Uva, da Bisceglie sindacati contro imprenditori foggiani. La replica: “Memoria corta”

don uva 6

Non si è ancora conclusa la cessione del Don Uva e già arrivano le prime bordate dei sindacati. Con una nota, infatti, alcune sigle di Bisceglie auspicano che  a proseguire l’attività del complesso aziendale di proprietà delle Ancelle della Divina Provvidenza sia un ente privo di finalità di lucro e non una società privata “votata a interessi meramente economici”.
“Al di là delle legittime aspettative di ciascuno – replicano i vertici della Universo Salute -, queste dichiarazioni ci lasciano sgomenti per la loro reale o premeditata ingenuità nonché per la loro inopportunità ai fini pratici stante i trascorsi dell’ente e lo status a quo della procedura. Parrebbe che i sindacati non conoscano la storia dell’Ente, che ignorino le perdite di centinaia di milioni di euro o che nulla sappiano della disastrosa gestione passata nonché delle procedure concorsuali a cui è sottoposto onde la scelta obbligata della cessione dei complessi aziendali; proprio a salvaguardia, in primis, dei posti di lavoro e contestualmente della prosecuzione dei servizi a cui l’ente è preposto”.
“Se nessun ente ecclesiastico o no profit, come auspicato dalle sigle firmatarie del comunicato stampa, ha partecipato alla procedura in questione, ci chiediamo quale alternativa possa configurarsi, oggi, a tutela dell’ente stesso, se non la cessione a soggetti che operano in forma giuridica di impresa ordinaria. Certamente, se non ci fossero state le offerte dei cosiddetti ‘privati’ a dare garanzie di prosecuzione dell’opera voluta da Don Pasquale Uva, con i propri patrimoni e le proprie aziende sane, oggi l’ente sarebbe fallito portando con sé conseguenze avverse rispetto ai 1500 lavoratori ed ai 1700 pazienti che ogni giorno vivono la testimonianza e l’opera del venerabile sacerdote biscegliese. Va inoltre evidenziato che un’azienda che non raggiunga un profitto non è un’azienda efficiente come la stessa storia dell’ente ci racconta. E un’azienda che non è in grado di sostenere i propri costi non offre nessuna garanzia occupazionale e tantomeno di efficienza nell’espletamento della sua attività.  Stupisce, quindi, come senza conoscere il contenuto dell’offerta della scrivente e il relativo piano economico che illustreremo a tempo debito in ogni suo dettaglio, giungano agli organi d’informazione comunicati stampa da parte di sigle sindacali che esprimono giudizi subiettivi rispetto all’ eventuale impresa aggiudicataria”.
Inoltre, l’amministratore delegato Paolo Telesforo e il presidente Michele D’Alba precisano che “Universo Salute srl non è, e mai sarà, alla ricerca di consensi o apprezzamenti di chi che sia e che al momento l’interesse della società è esclusivamente rivolto alla corretta conclusione della fase amministrativa della procedura”. “L’obiettivo seguente, qualora la procedura si concluda con l’aggiudicazione del complesso aziendale del Don Uva a proprio favore – continuano -, sarà quello di lavorare fattivamente per il raggiungimento immediato della sostenibilità economica e finanziaria nonché la piena efficienza di tutti i servizi espletati dalla Congregazione.  Infine – concludono -, con riferimento alla riunione del 5 gennaio la Universo Salute che sarà rappresentata in quella sede dal presidente D’Alba, auspica un confronto obiettivo, disteso e leale con i sindacati nella consapevolezza che l’incontro sarà decisamente condizionato dall’eventuale esercizio del diritto di prelazione riconosciuto a favore della cooperativa di alcuni lavoratori della sede di Potenza. Altresì rammentiamo, così come più volte ribadito dal commissario straordinario Cozzoli, la riserva del medesimo a qualsiasi altra diversa iniziativa o soluzione”.