Nubifragio in Capitanata, Confagricoltura: “Avviare stato di calamità”. E De Leonardis chiede fondi per Monti Dauni

Confagricoltura Foggia evidenzia la situazione di estrema gravità in cui versano moltissime imprese agricole a seguito del maltempo e delle alluvioni di questi giorni. Agli allagamenti derivanti dalle ripetute e copiose precipitazioni, si aggiunge l’esondazione del torrente Cervaro e i canali Carapelle, Ponte Rotto, S. Giusta, S.Paolo e Vulgano ed altri, con interruzioni anche della viabilità e delle comunicazioni ferroviarie.

“Intere zone sono in emergenza – scrivono da Confagricoltura -, il maltempo ha provocato notevoli danni sia alle coltivazioni in campo (semina grano duro, uva, olivi, ortaggi) che alle strutture aziendali. Siamo impegnati a monitorare i territori interessati ai fenomeni cercando di quantificare i danni alle coltivazioni che, tuttavia, già da una prima analisi si annunciamo sicuramente ingenti, chiedendo immediati sopralluoghi da parte delle Istituzioni preposte per poter richiedere lo stato di calamitàConsigliamo a tutti coloro che hanno subito danni ingenti, di fare la segnalazione all’Ispettorato, per avviare immediatamente la procedura”. 

De Leonardis chiede risorse

Sul maltempo si è espresso anche Giannicola De Leonardis, consigliere regionale del Gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare.
“Tra il 14 ed il 15, e tra il 19 e 20 ottobre, molti comuni del Subappennino dauno (Troia, Castelluccio, Biccari, Faeto, Celle, Roseto, Alberona quelli più colpiti) sono stati purtroppo interessati da pioggia alluvionale particolarmente intensa e insistente. Le scuole sono state chiuse, e diversi paesi sono rimasti letteralmente bloccati per l’impraticabilità delle strade provinciali (in alcuni casi, le uniche strade di percorrenza del 118). La Troia – Foggia, la Troia – Lucera, la Biccari – Castelluccio, la Biccari – Roseto, la Biccari – Montearatro, la Biccari – Lucera sono a tutt’oggi pericolosissime in diversi tratti. Notevoli i disagi anche per le zone rurali, per la viabilità anch’essa compromessa, con numerose campagne e aziende isolate. Di fronte a questa ennesima, drammatica emergenza,  le amministrazioni comunali stanno approntando i primi, sommari interventi con mezzi propri, assolutamente inadeguati e insufficienti. Per citare solo un caso specifico, dal 14 il Comune di Biccari attraverso ditte locali sta cercando di provvedere alla rimozione di fango e pietre, alla riparazione di reti idriche danneggiate, alla pulizia di canali ed alvei, al ripristino della viabilità rurale per case isolate, con una spesa stimata in almeno 50 mila euro: tuttavia sono numerosi i siti in cui non è stato possibile ancora intervenire (la strada Biccari – Lago, finanziata con il PSR Misura 125 ed attualmente in fase di cantierizzazione, è stata letteralmente spazzata via nella parte non ancora completata). 
Diventa più che mai necessario, allora, affrontare e superare la fase dell’emergenza attraverso l’auspicabile stanziamento di adeguate risorse da parte della Regione Puglia, approntare un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio, la pulizia dei canali, la sistemazione delle strade e delle cunette ed il potenziamento delle strutture di protezione civile comunale, provinciale e regionale, uscendo dal rimpallo di responsabilità e deleghe assegnate e mancate tra Regione e Provincia. Ancora, aprire una verifica seria sulle politiche in materia di dissesto idrogeologico finora operate sul territorio, sugli interventi attuati nel recente passato e sui risultati concreti derivanti: una verifica più che mai doverosa, alla luce della sempre più limitata disponibilità di risorse a disposizione, e del puntuale ripetersi di eventi che riportano il Subappennino ogni volta sempre e solo al punto di partenza, nonostante i milioni di euro investiti”.