Sinistra? Forse il vero leader è Maurizio Landini, quello incazzato però…

Forse ci siamo. Forse. Il vero leader di cui ha bisogno la sinistra italiana è Maurizio Landini. Da nord a sud le immagini degli scontri di Roma sono le stesse.

Forse ci siamo. Forse. Il vero leader di cui ha bisogno la sinistra italiana è Maurizio Landini. Da nord a sud le immagini degli scontri di Roma sono le stesse. Da una parte gli operai di Terni, stanchi, offesi, sfruttati e soprattutto poveri. Dall’altra lo stato. Con la “s” minuscola. Prima quello tedesco, che attraverso l’ultimo dei segretari dell’ambasciata, ha accolto una delegazione di operai e sindacalisti per poi limitarsi a protocollare l’incontro. Come si fa con la posta ordinaria. Come una qualsiasi raccomandata o bolletta del gas. Poi quello italiano, rappresentato come al solito da caschi e manganelli. Ma quella è una storia che decine e decine di filmati (su tutti la testimonianza della trasmissione Gazebo) hanno già raccontato.

Il vero protagonista di Roma è stato lui: il sindacalista della Fiom-Cgil, Maurizio Landini. Non so da quanti anni non si vedeva in piazza un leader politico di sinistra credibile come lui. Uno di quelli che a guardarlo ti vien voglia di dargli ragione. A prescindere. Ti vien voglia di appartenere alle sue lotte e alle sue idee. Landini ha sempre detto di voler fare solo il sindacalista, ma se un po’ di sinistra è rimasta in Italia oggi la rappresenta lui.

Certo non il contrabbandiere di fumo Renzi o quello di parole Vendola. Landini mercoledì era incazzato. Incazzato come deve essere un uomo che rappresenta centinaia di operai violentati nelle interiora. Stava dalla parte di uomini che oggi non hanno più nessuno che sta lì a proteggerli. Uomini appoggiati ad una sinistra viscida che si è persa negli stessi giochi di potere che combatteva. Oggi è rimasto Landini. Il Landini incazzato però. Perché esiste anche un altro Landini. Un Landini aggraziato che non ci piace. Quello no. Quello non serve. Le pacche sulle spalle con Renzi, durante il colloquio post scontri romani, non gli hanno fatto fare una bella figura. Non dopo le urla in piazza. Se per entrare bisogna scambiarsi favori resti a fare il sindacalista. Renzi lo ha convocato, lo ha accolto e gli ha venduto il suo pacchetto di fumo (ossia: la colpa è del buon Angelino). E lui un po’ se l’è bevuta. Poi hanno parlato di Jobs Act. Niente, rimane uguale. Secondo pacchetto di fumo. Alla fine si sono fatti anche due risate con Delrio.

Eh no. Il ‘bischerismo’ di Renzi prima o poi lo seppellirà, come ha fatto col suo maestro Berlusconi, ma Landini ne rimanga fuori, perché dopo le manganellate ridacchiare con quello che in piazza era il nemico non sta bene. Lasci ridere loro. Rimanga semplicemente libero. Rimanga in strada. Rimanga la speranza degli operai e della sinistra italiana.