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Home - TeleVisti n. 22

TeleVisti n. 22

Di Gennaro Pesante
13 Ottobre 2014
in Rubriche, TeleVisti
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Quanto cinema nei serial Usa! Questa serie tv, come amano affermare negli Usa, è più cinema che tv. D’altra parte il cinema americano sta sposando completamente il mondo della tv attraverso le serie più diverse e non solo poliziesche. Gli esperimenti si succedono, e non sempre arriva il capolavoro. Però quando hai nel cast calibri come Matthew McConaughey e Woody Harrelson parti con un certo vantaggio. “True Detective” ha una particolarità: nella seconda stagione cambiano i due protagonisti, che saranno sostituiti da Colin Farrell e Vince Vaughn. La vicenda è una sorta di “Cold Case” più sofisticato e dall’impianto decisamente più sontuoso, come lo sono la fotografia e praticamente ogni singolo dettaglio. Si racconta la storia di due detective attraverso il caso di un killer che si credeva archiviato nel 1995, e che invece torna a galla nel 2012. La serie, targata HBO ovvero la stessa rete che ha prodotto “The Newsroom”, “Veep” e “Sex and the City”, ha già vinto più di un premio e la seconda stagione è già in lavorazione. Sky Atlantic, “True Detective”

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Crozza trasformista ricorda il grande Noschese. Ha fatto ridere generazioni intere e ancora oggi ogni tanto fa capolino dal piccolo schermo, specie quando la Rai infarcisce i palinsesti (estivi soprattutto) con i materiali delle Teche. Lui, Alighiero Noschese, grandissimo e indimenticato imitatore viene rivisto da qualche critico giustamente nel miglior Maurizio Crozza. Specie nell’arte del travestimento che il comico genovese ha riportato con gran successo alla ribalta televisiva italiana. Noschese non si limitava a imitare, lui diventava letteralmente il personaggio oggetto della sua imitazione. E lo stesso fa Crozza: il “suo” Renzi è ineguagliabile e somiglia sempre di più all’originale. Il che non è affatto rassicurante! E gli ascolti lo premiano. “Crozza nel paese delle meraviglie” è praticamente uno dei programmi di maggior successo de La7: tocca i due milioni di telespettatori e quasi il 7% di share, e tutto questo in prima serata. Strano che Cairo non si renda conto che tutto quel proliferare di talk-show politici sulla stessa rete non abbia più tanto senso. Contento lui! La7, “Crozza nel paese delle meraviglie”

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Meglio la pubblicità. Quella vera. Era stata presentata come l’idea del secolo. La riedizione di Carosello avrebbe dovuto sbancare l’Auditel e fare strage di share, ma già al lancio – primavera/estate 2013 – non aveva entusiasmato più di tanto. Niente a che fare con l’originale: Carosello, in onda dal 1957 al ’77, era varietà televisivo allo stato puro. Frequentato da attori del cinema e della tv, ovviamente arcinoti come Totò, Ugo Tognazzi, Celentano, Vianello e Mondaini, veniva anche citato nei films. Era un prodotto popolare e amato dal pubblico che sovrastava l’oggetto stesso della pubblicità. Si trattava di sketch che rivisti oggi dovrebbero far impallidire (dalla vergogna) qualunque autore televisivo. Nella versione “reloaded” non c’è un guizzo, un’idea, una sceneggiatura che si possa apprezzare o che lasci il segno. E non ci sono nemmeno grossi “nomi”. Qui il prodotto in vendita è, in effetti, il vero protagonista e allo spettatore non viene lasciato spazio nemmeno per un sorriso. Sarà anche a causa del fatto che “Carosello reloaded” è curato da Rai Pubblicità (la ex Sipra), ovvero dalla concessionaria pubblicitaria del servizio pubblico, e non da una struttura di rete dove, magari, qualche creativo vero ancora si trova. Rai1, “Carosello reloaded”

Tags: CaroselloCrozza nel paese delle meraviglieLa7Maurizio CrozzaRai1Sky AtlanticTrue Detective
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