Immunità ai Senatori? È colpa mia… ma contavo in una vittoria con la Costarica

Mi per…Metta,

Direttore.

Confesso.

Sono stato IO.

Nottetempo, meglio seratempo, che di notte, di solito, dormo.

Fingendo di ammirare San Luigi dei Francesi, mi sono intrufolato dalla entrata laterale.

Del Senato.

Mi per…Metta,

Direttore.

Confesso.

Sono stato IO.

Nottetempo, meglio seratempo, che di notte, di solito, dormo.

Fingendo di ammirare San Luigi dei Francesi, mi sono intrufolato dalla entrata laterale.

Del Senato.

Sono riuscito, non mi chieda come, questione di fortuna con la C, a impadronirmi

del testo costituzionale di riforma del nostro amatissimo Senato.

E a penna, a stampatello, che se no non mi leggo nemmeno io, ho inserito in quel

testo sacramentato dal consenso niente meno che di un detenuto, la previsione

dell’immunità per i futuri Senatori.

Che saranno Consiglieri Regionali e Sindaci di grandi città.

Consapevole del fatto che sono quasi tutti, e quelli che non lo sono, mai

saranno scelti come futuri Senatori, indagati, inquisiti, processati, ho aggiunto

la norma che li tutela.

Da quegli sfrenati dei pubblici ministeri che li inquisiscono anche se si sono

arraffati niente più che un paio di milioncini di euro.

Da quei furibondi Gip che li vogliono arrestare.

Dagli eversori che pretendono di processare coloro che, amministrando,

intascano mazzette, fanno assumere figli, mogli e amanti, si

spartiscono i denari destinati, per il solito, a enormi ed inutili opere

pubbliche o alla realizzazione di grandi eventi, inventati per determinare,

appunto, appalti e mazzette.

Consapevole che senza adeguata garanzia di immunità, costoro avrebbero

rischiato di diventare, per reverenziale timore, degli inammissibili onesti o

peggio persone per bene, ho aggiunto, a penna.

Ho salvato la nostra tradizione di democratiche ruberie.

Ho fatto tutto IO E TUTTO DA SOLO.

Smettetela, dunque, di incazzarVi inutilmente.

Non sono stati i renziani.

Nemmeno i berlusconiani.

Non i deputati e nemmeno gli attuali senatori.

Sono stato IO.

Contavo in una vittoria con la Costarica.

E anche con l’Uruguay.

Fidavo nelle punizioni di Pirlo e nei tiracci di Mario.

Credevo in Prandelli e nei suoi ragazzi.

Così la norma sarebbe passata.

Nessuno avrebbe notato le zampe di gallina aggiunte.

Tutti con il Tricolore in mano avrebbero festeggiato e la norma sarebbe

passata in un tripudio di bandiere e di po po po po’.

Invece.

Sti melensi perdono.

Il cittadino non si droga di pallone e di goals.

E decidono di spaccare il capello e anche qualcos’altro.

Ma io arresterei gli azzurri, venuti meno alla storica funzione di oppio del

nostro popolo.

Un disastro.

Ora rischiamo il Mondiale.

E i nostri senatori rischiano di essere cittadini come gli altri.

Che peccato.

Un piano perfetto, il mio piano, fallito per colpa di Prandelli.

Direttore,

mi per…Metta.

Io ho fatto il possibile.

Andavo a sapere che Marione si mangiava un goal che avrebbe segnato il mio

indimenticato Egidio Calloni?

Può il futuro di un ramo, un po’ secco in verità, del nostro insostituibile

sistema bicamerale,dipendere dallo scarpino di Candreva?

Almeno io ci ho provato.

E quando su cento, ci saranno novantotto richieste di arresto, non venite a

lamentarVi con me.

Io ci avevo provato, pistola di un Chiellini.





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