Il nome di Giulio Scapato nell’ordinanza sulla “Società” ma Foggia continua a votarlo

Il nome dell’ex assessore compare su pagine non proprio edificanti per Foggia, come quelle dell’Ordinanza Cautelare sull’operazione Corona.

961 voti nella lista “Lavoro e Libertà”. Giulio Scapato è sempre un nome caldo nelle tornate elettorali del Comune di Foggia. Lo è stato anche alle ultime amministrative piazzandosi secondo nella sua lista, dietro Luigi Buonarota il più suffragato in città con 1510 preferenze. Ma è su Scapato che vogliamo focalizzare la nostra attenzione.

Avvocato, ex assessore al personale, logistica e innovazione tecnologica al Comune di Foggia, Scapato ha alle sue spalle una lunga carriera nel mondo della politica cittadina. Il suo nome però, compare anche su pagine non proprio edificanti per Foggia. Come quelle dell’Ordinanza Cautelare sull’operazione Corona dello scorso anno contro i clan della “Società”. Durante il lungo lavoro d’indagine e 672 pagine di ricostruzioni, legami e intercettazioni, spunta anche il nome del noto avvocato. In un’intercettazione tra Carlo Borreca e Giuseppe Zucchini (alias “Pinuccio”), il primo appartenente al clan Sinesi/Francavilla e il secondo elemento trasversale e di raccordo tra le diverse batterie criminose, si fa riferimento all’ex assessore. Scapato (che però non risulta tra gli indagati) fu contattato nel lontano 2008 affinchè trovasse un’occupazione a Elisabetta Sinesi, sorella di Francesco e figlia del boss Roberto, quest’ultimo elemento apicale della “Società”.

Nella conversazione, Zucchini riferiva a Borreca dell’ipotesi di piazzare Elisabetta Sinesi a lavorare al Bowling di Foggia. Secondo gli inquirenti appare logico desumere che Zucchini abbia avuto il riscontro dall’allora assessore interessato a trovare un lavoro alla donna. La Sinesi però, prima di accettare, avrebbe dovuto sentire il parere del suo convivente Antonello Francavilla (arrestato pochi mesi fa nell’Operazione Gotha, Leggi).

Successivamente, dopo aver monitorato le attività di Francavilla, giunse conferma in ordine alla vicenda relativa all’impiego di Elisabetta Sinesi. Un fatto per il quale emerse che il principale attore fu Zucchini che, a sua volta coinvolse Scapato e l’adepto Borreca, quest’ultimo utilizzato proprio da Zucchini per portare “l’ambasciata” alle persone direttamente interessate alla vicenda.

Secondo il giudice del Tribunale di Bari, è chiaro l’interessamento dell’avvocato Scapato affinchè anche Elisabetta Sinesi ottenesse un posto di lavoro. Infatti, Leonarda Francavilla riferì che della questione se ne stava occupando direttamente il marito Mario Lanza: “Mo Mario ha parlato con quello… per Elisa (Sinesi, ndr). Ha detto: ‘Dammi un po’ di tempo ed entra pure lei’”.

È quindi documentato che, attraverso le informazioni captate dalla moglie, il noto boss Mario Lanza abbia prestato la sua opera per assicurare alla convivente di suo cognato (Antonello Francavilla), una sistemazione lavorativa necessaria per quel nucleo familiare. Una mossa utile soprattutto a garantire maggiore tranquillità allo stesso Antonello Francavilla.

Il posto di lavoro ottenuto dalla Sinesi è dunque frutto del coinvolgimento di amministratori locali, su input dei vertici della “Società Foggiana”. Sei anni dopo, l’amministratore locale in questione porta a casa qualcosa come 961 voti.

LE PAGINE DELL’ORDINANZA



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