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Home - 18enne fatta a pezzi e chiusa in valigie, caso risolto da tenente colonnello di Monte Sant’Angelo

18enne fatta a pezzi e chiusa in valigie, caso risolto da tenente colonnello di Monte Sant’Angelo

Di Redazione
1 Febbraio 2018
in Cronaca
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E’ stato trattenuto dai carabinieri tutta la notte l’uomo, nigeriano, individuato ieri sera a Macerata per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana scomparsa il 29 gennaio, il cui corpo smembrato è stato trovato chiuso in due trolley nelle campagne di Pollenza. In nottata gli investigatori hanno effettuato varie perquisizioni, una in un condominio in via Spalato, dove probabilmente abita l’uomo e dove sono stati sentiti alcuni inquilini: ad un appartamento sono stati apposti i sigilli e vi saranno effettuati ulteriori rilievi. È originario di Monte Sant’Angelo Michele Roberti, il tenente colonnello che ha chiuso il caso.

Perquisita anche un’altra abitazione in via dei Velini, dove vivono due giovani stranieri, anche loro interrogati a lungo. Oggi la madre di Pamela dovrà procedere al riconoscimento formale del corpo della ragazza, che era ospite da vari mesi della comunità di recupero Pars di Corridonia “come ex tossicodipendente” hanno fatto sapere in nottata alcuni operatori, spiegando che il suo “non era tra i casi peggiori” e che la giovane prendeva anche lezioni di musica. Lunedì si era allontanata volontariamente dalla comunità, pare dopo un contrasto con qualcuno dello staff, tirandosi dietro un grosso trolley, che dovrebbe essere uno dei due in cui è stato trovato il suo corpo fatto a pezzi. Di lei, che si trovava in una situazione di fragilità, si sono perse le tracce: “ha incontrato l’uomo nero” dicono in comunità. E’ però rispuntata nelle immagini (sembra registrate il 30 gennaio) di un sistema di videosorveglianza nei pressi di una farmacia, sempre in via Spalato, seguita insistentemente dall’uomo che poi è stato rintracciato: si tratta di un trentenne già noto alle forze di polizia per problemi di droga.

Orrore a Macerata per l’omicidio della 18enne romana, uccisa e fatta a pezzi: il suo corpo smembrato è stato trovato in due trolley abbandonati nelle campagne di Pollenza, nel Maceratese. E’ stata identificata in base agli accertamenti dei carabinieri e della prima ispezione medico-legale: Pamela, ospite da alcune settimane della comunità di recupero ‘Pars’ di Corridonia, se ne era allontanata volontariamente il 29 gennaio, senza telefono e senza documenti, ma portando con sé un grande trolley rosso e blu, forse proprio uno di quelli in cui sono state trovate parti del cadavere. Il corpo smembrato, senza vestiti, era perfettamente pulito e non presentava tracce di sangue.

Tra i sospetti c’è un nigeriano, già noto alle forze di polizia, ma in regola con il permesso di soggiorno. I sospetti sono caduti anche su di lui dopo che le immagini di una sistema di sorveglianza all’esterno di una farmacia a Macerata lo hanno immortalato mentre segue la ragazza. Avrebbe ammesso di averla notata, ma ha negato ogni responsabilità, tirando, anzi, in ballo altre persone.

“Spero tanto che non sia lei”, ha detto la madre della vittima dopo il ritrovamento del cadavere, attribuito alla figlia. “Non ho alcuna idea del perché si sia allontanata dalla comunità – ha spiegato – e di quel che è accaduto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come ha fatto. Ora ci stiamo preparando per andare nelle Marche, ma qualcosa in più ci hanno detto che si saprà solo più tardi”. Era stata la stessa madre a denunciare la scomparsa ai carabinieri della stazione di San Giovanni, a Roma.

Alta un metro e 65, occhi e capelli castani, Pamela già in precedenza aveva provato a scappare da un’altra struttura che la ospitava.

I carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Macerata stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le fasi successive all’allontanamento della giovane dalla comunità. Importante anche capire in quali frangenti siano state abbandonate le valigie con il corpo a Pollenza. Gli investigatori, coordinati dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, hanno acquisito i filmati girati dalle telecamere di videosorveglianza di aziende della zona.

In corso accertamenti anche sulle amicizie e frequentazioni romane della ragazza che aveva frequentato una scuola per estetiste. Del suo caso si è occupata la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Nella scheda dedicata a Pamela si legge che “sta attraversando un momento di grande fragilità e potrebbe aver bisogno di aiuto”. Forse in questo fase di difficoltà si è rivolta o ha incontrato le persone sbagliate. Un omicidio efferato e spietato che non sembra collocarsi nello scenario del delitto d’impeto e che ricorda, piuttosto, il famoso caso di Elizabeth Short, la ‘Dalia nera’, uccisa, fatta a pezzi e abbandonata in un prato a Los Angeles nel 1947. Un omicidio che potrebbe avere richiesto l’azione di più persone.

Ansa

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Tags: carabiniericronacaMichele RobertiPamela Mastropietro
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