Torna anche quest’anno a Cerignola la Pastasciutta antifascista, l’iniziativa che unisce memoria storica, impegno civile e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’appuntamento è fissato per la sera del 23 luglio negli spazi di Terra Aut, il bene confiscato alla mafia gestito dalla cooperativa sociale Altereco.
L’evento si ispira alla storica pastasciutta offerta dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943 nella piazza di Campegine, in provincia di Reggio Emilia, per celebrare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini, divenuta negli anni un simbolo di libertà, antifascismo e partecipazione popolare.
Una rete di associazioni per promuovere memoria e partecipazione
L’iniziativa è organizzata dalla cooperativa Altereco con il coinvolgimento di una vasta rete di partner istituzionali e associativi: il Comune di Cerignola, l’Istituto Cervi, la Rete Pastasciutte Antifasciste, il Consorzio Rete Oltre, Anpi, Cgil, Spi Cgil, Cittadinanzattiva, Pro Loco e Legacoop, oltre ai numerosi volontari impegnati nell’organizzazione.
Nel corso della serata sarà proposto anche il monologo teatrale “La dignità. Lettera di Giuseppe Di Vittorio”, scritto, diretto e interpretato da Marcello Colopi, dedicato alla figura del sindacalista cerignolano e al tema del riscatto sociale attraverso il lavoro e la dignità.
Pasta prodotta sui terreni confiscati alla criminalità
Protagonisti della serata saranno anche i prodotti coltivati proprio sui terreni confiscati alla criminalità organizzata.
«Il menù offerto sarà realizzato con i prodotti coltivati sui nostri campi», ha spiegato il presidente della cooperativa Vincenzo Pugliese, ricordando che oggi a Terra Aut lavorano otto persone provenienti da situazioni di svantaggio.
«La memoria non è una ricorrenza passiva, ma un piatto da condividere e una terra da coltivare liberi. La vera giustizia sociale si conquista ogni giorno, insieme, a testa alta», ha aggiunto Pugliese, sottolineando il valore sociale dell’iniziativa.
La manifestazione rappresenta ormai uno degli appuntamenti simbolo dell’estate cerignolana, capace di coniugare il ricordo della lotta contro il fascismo con il riutilizzo sociale dei beni confiscati e la promozione della cultura della legalità.











