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Home - Morte Donato Monopoli, Corte d’Appello riduce condanne: 7 anni e 2 mesi a Stallone, 4 anni e 11 mesi a Verderosa

Morte Donato Monopoli, Corte d’Appello riduce condanne: 7 anni e 2 mesi a Stallone, 4 anni e 11 mesi a Verderosa

La nuova sentenza arriva dopo il rinvio disposto dalla Cassazione. Confermata la qualificazione del reato come omicidio preterintenzionale: il giovane di Cerignola morì nel 2019 dopo sette mesi di coma in seguito al pestaggio avvenuto in una discoteca di Foggia

Di Redazione
13 Luglio 2026
in Apertura, Cerignola e 5 Reali Siti
Donato Monopoli; in alto, Stallone; sotto, Verderosa

Donato Monopoli; in alto, Stallone; sotto, Verderosa

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La seconda sezione della Corte d’Appello di Bari ha rideterminato le pene nei confronti dei foggiani Francesco Stallone e Michele Verderosa, imputati per la morte di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola deceduto nel 2019 dopo sette mesi di coma conseguenti al violento pestaggio subito la notte del 6 ottobre 2018 nella discoteca “Le Stelle” di Foggia.

Con la nuova decisione, Stallone è stato condannato a sette anni e due mesi di reclusione, mentre Verderosa dovrà scontare quattro anni, undici mesi e venti giorni.

Il nuovo processo dopo il rinvio della Cassazione

Il procedimento era tornato davanti alla Corte d’Appello dopo che, nel febbraio 2025, la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente sentenza emessa il 29 maggio 2024 dalla prima sezione della Corte d’Appello di Bari.

In quell’occasione i due imputati erano stati condannati rispettivamente a dieci e sette anni di reclusione, dopo che l’accusa era stata riqualificata da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.

Nel nuovo giudizio, celebrato davanti alla seconda sezione, il procuratore generale aveva chiesto la conferma di quelle condanne, sostenendo la configurabilità dell’omicidio preterintenzionale.

Le tesi della difesa

Nel corso della discussione, i difensori degli imputati hanno invece sostenuto l’assenza dell’elemento psicologico richiesto per configurare l’omicidio preterintenzionale.

Secondo la difesa, infatti, l’evento morte non sarebbe stato concretamente prevedibile e il decesso sarebbe stato determinato anche da una concausa legata a pregresse problematiche vascolari della vittima, piuttosto che esclusivamente dalle lesioni riportate durante il pestaggio.

Una ricostruzione contestata dalle parti civili, secondo cui tali patologie non sarebbero emerse dagli accertamenti autoptici.

Dall’omicidio volontario alla preterintenzione

In primo grado la Corte d’Assise aveva riconosciuto il reato di omicidio volontario, infliggendo pene ben più severe: quindici anni e sei mesi di reclusione per Stallone e undici anni e quattro mesi per Verderosa.

La Corte d’Appello, nel 2024, aveva però derubricato il fatto in omicidio preterintenzionale, riducendo sensibilmente le condanne. Una decisione poi annullata dalla Cassazione limitatamente al trattamento sanzionatorio e oggetto del nuovo giudizio conclusosi con l’ulteriore rideterminazione delle pene.

Il pestaggio in discoteca

La vicenda risale alla notte del 6 ottobre 2018. Donato Monopoli, secondo quanto ricostruito nel processo, era intervenuto per difendere un amico durante una lite nella discoteca “Le Stelle” di Foggia, rimanendo vittima di un violento pestaggio.

Le gravissime lesioni riportate lo costrinsero a un lungo ricovero in stato di coma. Il giovane morì nel 2019, dopo circa sette mesi di agonia.

 

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Tags: CassazioneCerignolaCorte d'Appello di BaricronacaDonato MonopoliFoggiafrancesco stalloneGiustiziaMichele Verderosaomicidio preterintenzionalepestaggio
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