In vista del Consiglio regionale monotematico dedicato alle Rsa e ai Centri diurni, in programma oggi a Bari, l’associazione di categoria Welfare A Levante ha inviato una lettera ai capigruppo della maggioranza chiedendo il sostegno a una serie di interventi ritenuti prioritari per riformare il sistema socio-sanitario pugliese. Nel documento, firmato dal presidente Antonio Perruggini, vengono avanzate otto proposte che, secondo l’associazione, consentirebbero di migliorare la qualità dei servizi, garantire una remunerazione adeguata alle strutture e, allo stesso tempo, contenere la spesa pubblica e il contenzioso.
Tariffe da aumentare del 30% e requisiti da aggiornare
Tra le richieste principali figura la revisione dei Regolamenti regionali n. 4 e n. 5 del 2019, ritenuti ormai superati perché approvati prima della pandemia, dell’aumento dei costi energetici, delle materie prime e del lavoro. Secondo Welfare A Levante, le attuali tariffe non sarebbero più adeguate a coprire i servizi erogati e andrebbero incrementate di almeno il 30%, accompagnando l’intervento con una revisione dei requisiti organizzativi e strutturali delle Rsa e dei Centri diurni.
L’associazione evidenzia inoltre la necessità di rimodulare il fabbisogno infermieristico, programmando il personale in base al numero complessivo dei posti letto della struttura e non per singoli nuclei assistenziali, ritenendo l’attuale sistema eccessivamente oneroso.
Digitalizzazione e nuove figure professionali
Tra le priorità indicate compare anche la completa digitalizzazione delle procedure relative ad autorizzazioni, accreditamenti e gestione dei requisiti organizzativi, attraverso una piattaforma dedicata che oggi, secondo l’associazione, manca completamente nel settore sanitario regionale.
Un altro punto riguarda l’introduzione operativa delle nuove figure dell’Assistente infermiere e dell’Operatore socio-sanitario specializzato (OSSS), previste dalla normativa nazionale. Welfare A Levante chiede alla Regione Puglia di attivare rapidamente i percorsi formativi necessari affinché queste professionalità possano supportare il lavoro degli infermieri e migliorare l’assistenza ai pazienti.
Più autonomia alle strutture e assistenza domiciliare
Nel documento si propone inoltre di consentire alle Rsa e ai Centri diurni una maggiore autonomia nella gestione di servizi quali telemedicina, esami di laboratorio, terapie farmacologiche personalizzate e fornitura di ausili e protesi non complesse, sostenendo che ciò consentirebbe un significativo risparmio di risorse pubbliche da reinvestire nel sistema.
L’associazione sollecita poi l’adozione del regolamento dedicato all’assistenza domiciliare mediante strutture già autorizzate e accreditate, definendolo un intervento atteso da anni e fondamentale anche per ridurre i ricoveri impropri e la pressione sui pronto soccorso.
Contratti, assenze degli ospiti e commissariamenti
Tra le ulteriori richieste figurano il riconoscimento di una quota della tariffa anche durante le assenze degli ospiti dei Centri diurni, la contrattualizzazione di tutti i posti letto già autorizzati e accreditati con un aggiornamento dei fabbisogni regionali e, infine, l’introduzione della possibilità di commissariare le strutture sanitarie e socio-sanitarie coinvolte in casi di malagestione, maltrattamenti o reiterata violazione dei requisiti organizzativi.
Quest’ultima proposta prende spunto anche da recenti vicende che hanno interessato strutture pugliesi e, secondo l’associazione, richiederebbe modifiche alla normativa regionale per consentire un intervento diretto da parte della Regione o delle Asl.
Il documento si conclude con l’auspicio che il Consiglio regionale accolga le proposte, considerate indispensabili per garantire servizi territoriali più efficienti e di maggiore qualità a favore dei cittadini pugliesi.









