L‘Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti continua a non disporre di una sede pienamente fruibile nonostante un contratto d’uso formalmente in essere con il Comune di Foggia. A denunciare la situazione è il consigliere comunale Nunzio Angiola, che annuncia l’intenzione di investire della vicenda anche il Prefetto.
“La legalità non può essere celebrata soltanto nelle ricorrenze o nei convegni: si misura ogni giorno attraverso il rispetto degli impegni assunti dalle istituzioni”, afferma Angiola, definendo “profondamente mortificante” il fatto che un’associazione impegnata nella promozione della cultura della legalità e nella memoria delle vittime di mafia sia costretta, da oltre un anno e mezzo, a operare senza una sede idonea a causa dell’inagibilità dell’immobile assegnato dal Comune.
Il richiamo al Consiglio comunale
Il consigliere ricorda quanto accaduto durante la seduta del Consiglio comunale del 26 marzo scorso, in occasione dell’approvazione del Documento unico di programmazione (DUP).
Angiola spiega di aver presentato un emendamento con cui chiedeva di impegnare formalmente l’Amministrazione a garantire una sede adeguata all’associazione. L’emendamento, riferisce, venne dichiarato inammissibile il 12 marzo perché, secondo quanto comunicato dal dirigente Manzo, dopo interlocuzioni con l’assessore alla Legalità Pasquale De Santis, era già stata individuata una sistemazione “nello stesso stabile, in locali attigui”.
“Chiesi comunque che l’emendamento fosse sottoposto al voto del Consiglio comunale, ma venne respinto dall’intera maggioranza”, sottolinea.
“Il Comune è contrattualmente inadempiente”
Per Angiola, però, i fatti avrebbero smentito quelle rassicurazioni.
“A distanza di quasi quattro mesi non è stato adottato alcun provvedimento concreto. Il Comune è contrattualmente inadempiente e l’associazione continua a non disporre di una sede agibile”, sostiene il consigliere, secondo il quale gli impegni assunti pubblicamente dall’amministrazione sarebbero rimasti “completamente disattesi”.
Una situazione che, aggiunge, evidenzierebbe “il divario tra quanto dichiarato e la realtà amministrativa”.
La stele dedicata a Panunzio e l’appello al prefetto
Nel suo intervento Angiola richiama anche la vicenda della stele dedicata a Giovanni Panunzio, collocata sulla piastra del parcheggio Zuretti e ancora interessata, secondo il consigliere, da un contenzioso che ne impedisce una piena valorizzzazione.
“La somma di queste vicende restituisce un’immagine preoccupante del rapporto tra questa amministrazione e i simboli della legalità”, afferma.
Per questo motivo il consigliere annuncia che si rivolgerà al prefetto affinché venga verificato il mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti dell’Associazione Giovanni Panunzio, sia sotto il profilo contrattuale sia rispetto alle successive promesse dell’amministrazione.
“La legalità non si proclama. Si pratica. E il primo dovere delle istituzioni è quello di rispettare la parola data, perché se in politica la parola non ha valore, la politica stessa non ha valore”, conclude Angiola.












