• Contatti
martedì 7 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Bonifici, identità clonate e talpe: il sistema delle truffe tra Foggia e Napoli. Sono 49 gli indagati di “Fake Check”

Bonifici, identità clonate e talpe: il sistema delle truffe tra Foggia e Napoli. Sono 49 gli indagati di “Fake Check”

Il gip descrive un'associazione criminale stabile e ramificata, accusata di aver colpito cittadini e compagnie assicurative attraverso un sofisticato meccanismo di riciclaggio e documenti contraffatti

Di Francesco Pesante
7 Luglio 2026
in Apertura, Foggia
Alcune immagini pubblicate sull'ordinanza; in alto a sinistra, Antonio Consalvo

Alcune immagini pubblicate sull'ordinanza; in alto a sinistra, Antonio Consalvo

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Un’organizzazione strutturata, capace di muoversi tra Napoli e Foggia, con ruoli divisi, cellulari intestati a stranieri, documenti falsi, assegni clonati e conti correnti aperti in frode per incassare denaro sottratto a cittadini e compagnie assicurative. È il quadro che emerge dalle 466 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip del Tribunale di Foggia Loretta Plantone nell’ambito dell’inchiesta “Fake Check”, coordinata dalla Procura di Foggia e condotta dalla Polizia Postale.

Gli indagati complessivi sono 49. Per 20 di loro il gip ha applicato misure cautelari: 9 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 2 con obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo l’accusa, l’associazione avrebbe operato su due fronti principali: da un lato le truffe telefoniche ai privati cittadini, dall’altro le frodi ai danni delle compagnie assicurative, con la monetizzazione di assegni, vaglia, bonifici e ricariche ottenuti attraverso raggiri, documenti falsi e identità costruite ad arte.

La doppia base: Napoli per organizzare, Foggia per incassare

Nell’ordinanza il gip descrive l’esistenza di una associazione criminale “attiva sul territorio nazionale, duratura e prolifica”.

La base napoletana, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata utilizzata per organizzare le truffe, predisporre documenti d’identità falsi, recuperare titoli di credito e costruire la parte operativa dei raggiri. La base foggiana, invece, avrebbe avuto un ruolo decisivo nella fase successiva: aprire conti correnti, reclutare persone da utilizzare come intestatari, versare assegni e incassare il denaro.

Il gip parla di una “associazione per delinquere di non comune spessore criminale”, capace di avvalersi di strumenti sofisticati e di una rete ramificata sul territorio.

I nomi dei destinatari delle misure

La custodia cautelare in carcere è stata disposta per Ciro Agrillo, Giovanni Berrioli, Giovanni Cozzolino, Renato Di Meglio, Leonardo Bonapitacola, Michele Calabrice, Veronica Calabrice, Matteo Capozzi e Antonio Consalvo.

Gli arresti domiciliari sono stati applicati a Giuseppe De Leo, Francesco Paolo Di Sibbio, Roberto La Riccia, Renato Poppi, Abramo Procaccini, Antonio Rizzi, Francesco Sforza, Antonio Stanchi e Gabriele Tarullo.

L’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria riguarda invece Gianluca D’Arcangelo e Gina Rondinella.

Tra questi, secondo l’accusa, Ciro Agrillo per Napoli e Antonio Consalvo per Foggia avrebbero avuto un ruolo centrale. Il primo viene indicato come promotore e organizzatore della componente napoletana, il secondo come figura di riferimento del gruppo foggiano incaricato della monetizzazione del denaro.

Gli altri indagati

Oltre ai destinatari delle misure, nell’ordinanza compaiono anche i nomi di Enza Anzalone, Ambrogio Bruno, Anna Savina Bruno, Leonardo Bruno, Raffaele Calitri, Vittorio Cocozza, Francesco D’Agnone, Giuseppe D’Angelo, Luca D’Angelo, Giuseppe Delli Carri, Marco Diurno, Fiorentina Gargiulo, Clementino Bruno Gatta, Gianmarco Illuzzi, Pasquale Labianca, Silvio Giovanni La Lumera, Pierpaolo Paciletti, Luca Pompa, Giuseppe Procaccini, Pasquale Recchia, Samuele Riccio, Saverio Rondinella, Maria Rubano, Antony Pio Santacroce, Vincenzo Scodellaro, Vittorio Scopece, Francesco Sforza, Maria Lisa Sforza e Giuseppe Wierdis.

Per queste posizioni, allo stato degli atti riportati, non risultano applicate le misure cautelari eseguite nei confronti dei venti destinatari del provvedimento restrittivo.

Il trucco delle telefonate: “Il conto è sotto attacco”

Uno dei meccanismi descritti nell’inchiesta riguarda le truffe telefoniche ai privati. Secondo gli investigatori, le vittime venivano contattate da soggetti che si presentavano come operatori bancari, dipendenti delle Poste o appartenenti alle forze dell’ordine.

Il copione era sempre simile: il conto corrente sarebbe stato sotto attacco, i risparmi sarebbero stati in pericolo e bisognava intervenire subito. A quel punto la vittima veniva indotta a emettere assegni, effettuare bonifici o ricariche, oppure a inviare fotografie dei titoli tramite WhatsApp. Quegli assegni, secondo la procura, venivano poi clonati, falsificati o utilizzati per aprire ulteriori passaggi di monetizzazione.

In altri casi, invece, il gruppo avrebbe intercettato e sottratto assegni autentici emessi da compagnie assicurative in favore di persone danneggiate in incidenti stradali, sostituendosi ai reali beneficiari attraverso documenti falsi e conti correnti aperti con identità fittizie.

L’insider e le pratiche assicurative

Una parte rilevante dell’indagine riguarda il presunto accesso a informazioni riservate relative a pratiche assicurative.

Secondo l’accusa, il gruppo sarebbe riuscito ad acquisire dati utili sulle liquidazioni di sinistri stradali, individuando gli assegni emessi dalle compagnie e i relativi beneficiari. In questo contesto viene citato Gianluca D’Arcangelo, dipendente di Allianz, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nelle carte si fa riferimento a consultazioni interne, informazioni sulle pratiche e dati che sarebbero poi confluiti nella disponibilità dell’organizzazione, consentendo di predisporre falsi documenti e incassare somme destinate ad altri.

La fabbrica dei documenti falsi

L’ordinanza ricostruisce anche la presunta disponibilità di strumenti e file per realizzare documenti e assegni contraffatti.

Durante le perquisizioni, gli investigatori avrebbero rinvenuto hard disk, software, file grafici, immagini di assegni e documenti d’identità elettronici. In alcuni casi, secondo quanto riportato nelle carte, le identità utilizzate per aprire i conti correnti sarebbero state costruite apponendo fotografie degli indagati o dei soggetti reclutati su documenti intestati ad altre persone.

In un passaggio dell’ordinanza si fa riferimento anche a file denominati in modo esplicito come “Postale giallo”, “Postale rosa”, “fronte”, “retro”, “fluorescenza”, “filigrana”, riconducibili, secondo l’accusa, alla predisposizione grafica di assegni e titoli falsificati.

Le intercettazioni: “L’originale lo devi tenere”

Le intercettazioni riportate nell’ordinanza mostrano il linguaggio operativo del gruppo.

In una conversazione, Antonio Consalvo insiste sulla necessità di conservare il documento originale: “L’originale lo devi tenere, non lo devi dare a nessuno”. In un altro passaggio, parlando della gestione dei documenti e della banca, emerge la preoccupazione di non lasciare tracce: “Noi dobbiamo avere la persona dell’Unicredit, se abbiamo la persona dell’Unicredit lo blocchiamo”.

Altre conversazioni riguardano la divisione dei guadagni e il controllo delle percentuali. “Ci spetta il cinquanta”, si legge in uno dei dialoghi riportati dagli investigatori. In un’altra intercettazione, parlando dei soldi da consegnare, uno degli interlocutori dice: “Questa sono mille… quello che hanno segnato fuori…”. Frasi che per gli inquirenti documenterebbero la gestione concreta delle somme incassate e la ripartizione tra i partecipanti.

“Io faccio il lavoro che è il mio”

Particolarmente significativa, secondo la procura, è la posizione di Veronica Calabrice, alla quale gli investigatori attribuiscono un ruolo di primo piano nell’associazione.

Nelle conversazioni con Consalvo, la donna parla della gestione dei rapporti, dei compensi e dei soggetti da impiegare. In un passaggio intercettato afferma: “Io faccio il lavoro che è il mio”, frase che secondo gli investigatori confermerebbe la consapevolezza del ruolo svolto.

Sempre nelle intercettazioni, il gruppo discute delle quote da trattenere, delle persone da coinvolgere e dei compensi da riconoscere. “Tu li dai fuori a cinquecento e cinquecento”, è una delle frasi riportate negli atti, inserita nel contesto della divisione delle somme.

I reclutatori e i prestanome

L’indagine descrive un sistema basato anche sul reclutamento di soggetti da utilizzare per aprire conti correnti, presentarsi agli sportelli bancari o postali, incassare assegni e compiere successive operazioni di prelievo.

Tra le figure indicate dagli investigatori in questa fase compaiono, a vario titolo, Leonardo Bonapitacola, Giuseppe De Leo, Roberto La Riccia, Renato Poppi, Abramo Procaccini, Antonio Rizzi, Francesco Sforza, Antonio Stanchi, Gabriele Tarullo e altri soggetti coinvolti nelle singole operazioni.

In alcuni casi gli indagati avrebbero accompagnato materialmente i soggetti reclutati presso uffici postali o istituti bancari. In altri, avrebbero fornito fotografie, documenti falsi e istruzioni per aprire i rapporti finanziari o incassare il denaro.

Gli assegni Allianz e le somme contestate

Le contestazioni riguardano numerosi episodi di negoziazione di assegni, vaglia e titoli di credito. Tra quelli ricostruiti nell’ordinanza figurano assegni riconducibili alla compagnia Allianz, alcuni dei quali dell’importo di 92mila euro, 24mila euro, 35mila euro, 14.500 euro, 263mila euro e altre somme.

Secondo gli investigatori, i titoli sarebbero stati sottratti, falsificati o clonati, per poi essere versati su conti aperti con false identità e successivamente monetizzati tramite prelievi agli sportelli, bonifici, ricariche Postepay e trasferimenti verso altri rapporti.

La presunta catena del denaro

Il cuore del sistema, secondo l’ordinanza, era la trasformazione del titolo in denaro disponibile.

Una volta ottenuto l’assegno o il bonifico, il gruppo avrebbe predisposto documenti falsi, reclutato soggetti da utilizzare come intestatari, aperto conti correnti e proceduto alla monetizzazione. Le somme venivano poi prelevate o spostate su altri conti, con passaggi successivi finalizzati a nascondere l’origine illecita del denaro.

Per il gip, la struttura avrebbe dimostrato una notevole capacità organizzativa, sia nella fase preparatoria sia in quella esecutiva e successiva ai raggiri.

Il quadro accusatorio

L’accusa principale riguarda l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati: falso ideologico e materiale, truffa aggravata, ricettazione di titoli di credito, riciclaggio e monetizzazione di somme provenienti da truffe telefoniche.

Gli indagati, come previsto dalla legge, devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Le contestazioni sono allo stato fondate sui gravi indizi ritenuti sussistenti dal gip nella fase cautelare.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: AllianzAntonio Consalvoassegni falsicapitanataCiro Agrillocronaca giudiziariaFake CheckFoggiaGianluca D'ArcangeloGiovanni BerrioliGiovanni CozzolinoLoretta PlantoneMichele CalabriceNapoliPolizia PostaleProcura di FoggiaRenato Di MeglioriciclaggiotruffeVeronica Calabrice
Articolo precedente

Il SAP lancia l’allarme su Cerignola: “Servono più poliziotti e mezzi contro la criminalità”. Auguri al nuovo dirigente Irmici

Articolo successivo

Artisti di strada al Manfredonia Festival, il Comune replica alle polemiche: “Nessun lavoro gratuito, è un invito per buskers e performer”

Articoli correlati

Sicurezza in Capitanata, il mondo produttivo si compatta: “Basta emergenze, serve un tavolo permanente in Prefettura”

Pino Francavilla e i manoscritti

Mafia foggiana, nei manoscritti di “Pino capellone” la lista delle estorsioni e la struttura del clan

Controlli straordinari nel Foggiano, in un mese oltre 17mila persone identificate: 53 arresti, 51 denunce e quasi due chili di droga sequestrati

Mario Romito; sotto, Francesco Pio Gentile; a destra, Francesco Armiento

“Cioccolatino” portato in trappola e ucciso con un colpo alla testa: la fine crudele di Francesco Armiento

Psicologia, il Policlinico di Foggia punta sulla realtà virtuale: tra i primi ospedali pugliesi a introdurla nella riabilitazione cognitiva

Armiento e Renato Quitadamo

Il clan di Mario Romito dietro i tre omicidi di mafia: Armiento ucciso e fatto sparire per una storia di donne?

Ultime Notizie

Eventi

Premio Argos Hippium, Pio e Amedeo tornano a casa. A Siponto la 33a edizione celebra le eccellenze della Capitanata

L'edizione 2026 si aprirà con il Premio speciale alla memoria di Gianpier Clima, videomaker foggiano scomparso prematuramente

Sicurezza in Capitanata, il mondo produttivo si compatta: “Basta emergenze, serve un tavolo permanente in Prefettura”

Napi Cera

Governance Poll 2026, Cera attacca la maggioranza: “Un sondaggio non sostituisce il buon governo”

Cerignola, a Terra Aut nasce un campo di calcetto sul bene confiscato alla mafia: sport e inclusione per costruire il futuro

Manfredonia, la città delle antenne invisibili: la rete che divide tra tecnologia, regole e timori

Nicola Gatta e il golfo di Manfredonia

CIS Capitanata, sbloccati due interventi strategici per Manfredonia: via ai progetti sul Golfo e all’ex convento di San Francesco

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024