L‘importante operazione della Direzione distrettuale antimafia di Bari che ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti alla mafia garganica rappresenta un duro colpo alle organizzazioni criminali, ma non può segnare un punto d’arrivo. È il messaggio lanciato da Avviso Pubblico Puglia, che invita le istituzioni a rafforzare la presenza dello Stato sul territorio e a sostenere le comunità locali nella lotta contro le mafie.
L’associazione ha espresso soddisfazione e gratitudine nei confronti della Dda di Bari, del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, del Comando provinciale di Foggia, dello Squadrone Eliportato “Puglia”, del Servizio centrale di protezione e di tutte le Forze dell’ordine impegnate nell’indagine che ha consentito di fare luce su tre omicidi avvenuti tra Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo tra il 2011 e il 2016.
“Lo Stato c’è, ma serve una presenza costante”
Per Pierpaolo d’Arienzo, coordinatore regionale di Avviso Pubblico Puglia e sindaco di Monte Sant’Angelo, il lavoro investigativo restituisce fiducia ai cittadini, ma deve essere accompagnato da un impegno permanente delle istituzioni.
“L’indagine di queste ore è una notizia importante per la Puglia, per la provincia di Foggia e per il Gargano. Ringraziamo la magistratura e le Forze dell’ordine per il lavoro investigativo complesso che stanno portando avanti, che restituisce fiducia e dimostra che lo Stato c’è, indaga, ricostruisce e colpisce”, afferma.
Secondo d’Arienzo, però, il recente omicidio di Antonello Scirpoli a Vieste dimostra che il fenomeno mafioso continua a rappresentare una minaccia concreta. “Non basta intervenire dopo. Serve una presenza costante, visibile e quotidiana. Il Gargano deve essere raccontato attraverso la sua bellezza e il suo turismo ma, soprattutto, deve essere difeso da chi prova a trasformarlo in terra di mafia”.
Da qui la richiesta di rafforzare i presidi dello Stato, aumentare i controlli, fornire maggiori strumenti agli enti locali e costruire una strategia istituzionale stabile a sostegno di amministratori, cittadini, imprese sane e comunità educanti.
“La risposta non può essere soltanto repressiva”
Avviso Pubblico sottolinea inoltre la necessità di consolidare il lavoro di rete tra Comuni, Prefettura, Forze dell’ordine, istituti scolastici, associazioni, parrocchie, operatori economici e realtà sociali.
Per l’associazione, infatti, il contrasto alla mafia garganica non può limitarsi alle operazioni giudiziarie, ma deve svilupparsi anche sul piano culturale, civile, amministrativo ed economico, creando condizioni favorevoli alla legalità e alla partecipazione dei cittadini.
“La Puglia è la regione con più intimidazioni agli amministratori”
A richiamare l’attenzione sul clima che vivono gli amministratori locali è Michele Bisceglia, coordinatore provinciale di Avviso Pubblico e sindaco di Mattinata.
“Da amministratori locali conosciamo bene il peso della paura che certe notizie producono nelle nostre comunità”, osserva, ricordando che, secondo l’ultimo rapporto Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, la Puglia è tornata a essere nel 2025 la regione italiana con il maggior numero di intimidazioni e minacce ai danni degli amministratori locali, con 51 episodi registrati, pari a un incremento del 24% rispetto al 2024.
Per Bisceglia, il rischio maggiore resta quello della rassegnazione. “Sappiamo però che il silenzio e la rassegnazione sono il terreno su cui le mafie provano a crescere. Per questo oggi diciamo con forza che noi continueremo a reagire e che il Gargano non arretra”.
“Servono Comuni forti e cittadini partecipi”
Nel documento, Avviso Pubblico esprime vicinanza alle comunità del Gargano e agli amministratori che operano quotidianamente in territori spesso esposti a pressioni e condizionamenti della criminalità organizzata.
Il messaggio finale è un invito a non considerare conclusa la battaglia contro le mafie dopo un’importante operazione giudiziaria. “La mafia si combatte con le indagini e con gli arresti, ma anche con Comuni forti, scuole aperte, servizi efficienti, lavoro pulito, partecipazione civica e fiducia nelle istituzioni. Dopo ogni operazione importante non dobbiamo sentirci arrivati: dobbiamo sentirci ancora più responsabili”, conclude d’Arienzo.











