L‘ASL Foggia cambia volto e si prepara ad affrontare le nuove sfide della sanità territoriale con un profondo riassetto organizzativo. È quanto emerge dalla Relazione sulla Performance 2025, documento che fotografa l’attività dell’Azienda sanitaria provinciale e recepisce il nuovo Atto aziendale approvato dalla Regione Puglia e adottato dalla Direzione generale alla fine del 2025.
La novità più significativa riguarda proprio la riorganizzazione complessiva della macchina sanitaria provinciale, accompagnata da un incremento del personale e da un modello che punta a rafforzare l’integrazione tra assistenza ospedaliera e servizi territoriali. Accanto ai risultati positivi, tuttavia, emergono anche alcune criticità sul fronte del monitoraggio delle performance, in particolare per quanto riguarda liste d’attesa e tempi di accesso nei Pronto soccorso.
Dodici dipartimenti per ridisegnare la sanità della Capitanata
Il cuore della riforma è rappresentato dal nuovo assetto organizzativo dell’ASL, costruito su dodici grandi dipartimenti che accorpano e coordinano le attività cliniche, ospedaliere, territoriali e amministrative. Il nuovo modello comprende i Dipartimenti di Area Chirurgica, Emergenza-Urgenza, Area Medica, Materno-Infantile, Diagnostica per immagini e Laboratorio, Funzioni Ospedaliere e Territorio, Medicina Fisica e Riabilitativa, Gestione del Farmaco, Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Prevenzione e Tecnostrutture di Staff. Al loro interno vengono riorganizzate decine di strutture complesse e semplici distribuite tra gli ospedali di San Severo, Cerignola e Manfredonia, oltre agli otto distretti socio-sanitari della provincia. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare il coordinamento tra ospedale e territorio, valorizzando l’autonomia dei singoli presidi ma favorendo una gestione sempre più integrata dei percorsi assistenziali.
Sempre più peso alla medicina territoriale
La relazione evidenzia come l’organizzazione aziendale sia stata costruita seguendo le indicazioni del Decreto ministeriale 77 sulla riforma dell’assistenza territoriale. Grande attenzione viene riservata allo sviluppo delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità, delle Centrali Operative Territoriali e dell’assistenza domiciliare, strumenti destinati a rappresentare il perno della sanità dei prossimi anni e a ridurre il ricorso improprio agli ospedali.
Più personale per sostenere la riforma
Tra gli elementi più significativi emerge anche il rafforzamento dell’organico. Nel corso del 2025 il personale dell’ASL è aumentato di 429 unità, con una crescita di circa il 12% rispetto all’anno precedente. L’incremento interessa soprattutto il personale sanitario, ma riguarda anche le professionalità amministrative e tecniche necessarie a sostenere la nuova organizzazione aziendale.
Performance sopra il 96%
Dal punto di vista gestionale, la Relazione restituisce un quadro decisamente positivo. L’Azienda attribuisce infatti alla propria organizzazione una performance complessiva del 96,88%, mentre numerose strutture aziendali raggiungono punteggi prossimi al 100%. Le Tecnostrutture di Staff, ad esempio, registrano una media del 99,23%, a testimonianza, secondo la valutazione interna, del raggiungimento della quasi totalità degli obiettivi programmati.
Le criticità: liste d’attesa e tempi di triage non valutabili
Accanto agli aspetti positivi, la relazione mette però in evidenza alcune criticità che meritano attenzione. L’indicatore relativo alla riduzione delle liste d’attesa non è stato infatti valutato. Il documento evidenzia che non era stato definito un elenco delle prestazioni e delle branche specialistiche da sottoporre a monitoraggio, rendendo impossibile una verifica oggettiva dei risultati raggiunti.
Situazione analoga per il tempo di triage nei Pronto soccorso. Anche questo indicatore non è stato misurato perché il sistema informativo in uso non registra l’orario di arrivo del paziente prima dell’accesso al triage, impedendo così il calcolo dei tempi effettivi di presa in carico.
Altre criticità organizzative
Tra gli obiettivi non pienamente raggiunti figurano anche il Piano triennale del fabbisogno di personale, il cui iter è stato rallentato dall’approvazione regionale arrivata nella parte finale del 2025, e la contrattazione integrativa, rimasta sospesa per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale da parte di alcune organizzazioni sindacali. Sul fronte economico-finanziario, invece, la relazione evidenzia risultati positivi anche nella tempestività dei pagamenti ai fornitori, con un indice pari a -28 giorni.
Una sanità che cambia
Nel complesso, la Relazione sulla Performance 2025 restituisce l’immagine di un’ASL impegnata in una delle più profonde riorganizzazioni degli ultimi anni. La nuova architettura aziendale punta a rafforzare la medicina territoriale, aumentare l’integrazione tra ospedali e servizi di prossimità e sostenere la crescita del personale. Resta però aperta la sfida della misurazione delle performance su alcuni indicatori particolarmente sensibili per i cittadini, come le liste d’attesa e i tempi di accesso ai Pronto soccorso, aspetti che lo stesso documento riconosce come ancora non pienamente monitorabili.













