Foggia si mobilita per chiedere la liberazione di Dina Alberizia, originaria del capoluogo dauno e componente del Coordinamento provinciale Capitanata per la pace, e di Domenico Centrone, attivista di Molfetta. I due fanno parte del Global Sumud Land Convoy, il convoglio umanitario diretto verso Gaza e fermato in Libia insieme ad altri otto volontari internazionali.
Per domani, giovedì 11 giugno, è stato organizzato un presidio alle ore 17.30 nei pressi della Prefettura di Foggia, sul marciapiede dell’Accademia di Belle Arti all’angolo con via Schiraldi.
Bloccati in Libia da oltre due settimane
Secondo quanto riferito dagli organizzatori della mobilitazione, i dieci volontari sono stati fermati nella Libia orientale il 24 maggio scorso mentre tentavano di negoziare il passaggio del convoglio umanitario destinato a raggiungere la Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione civile.
Nelle ultime ore sarebbe arrivata la notizia di un secondo prolungamento della loro detenzione da parte delle autorità libiche, una decisione definita “ingiustificata” dai promotori dell’iniziativa.
Dopo diciotto giorni di fermo, cresce la preoccupazione tra familiari, associazioni e movimenti impegnati nella solidarietà internazionale.
Il caso arriva alla Camera dei Deputati
La vicenda ha ormai assunto una dimensione nazionale. Nella serata di oggi, mercoledì 10 giugno, è prevista una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei Deputati per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul caso.
“Siamo qui per chiedere la liberazione immediata di Centrone e Alberizia e di tutti gli attivisti internazionali”, ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla.
La mozione approvata dalla Regione Puglia
Sul caso è intervenuto anche il Consiglio regionale della Puglia che, il 9 giugno scorso, ha approvato all’unanimità una mozione con cui esprime preoccupazione per la sorte dei due attivisti pugliesi e impegna il presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo italiano affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili a favorirne il rientro.
Un segnale istituzionale che si aggiunge alle richieste provenienti dai territori e dalle associazioni impegnate nella mobilitazione.
L’appello della famiglia
Al presidio di Foggia sarà presente anche Giuseppe Alberizia, fratello di Dina, che ha lanciato un appello alla partecipazione e all’unità.
“Dobbiamo essere uniti per riportarli a casa”, ha dichiarato, chiedendo un maggiore impegno delle istituzioni italiane sul piano diplomatico.
Gli organizzatori hanno inoltre formalizzato la richiesta di essere ricevuti dal Prefetto di Foggia durante la manifestazione per rappresentare direttamente le proprie preoccupazioni.
Un ponte di solidarietà tra Foggia e Molfetta
L’iniziativa di domani si inserisce nel percorso di mobilitazione già avviato nelle scorse settimane con presidi organizzati sia a Foggia che a Molfetta.
L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e riaffermare il principio secondo cui le missioni umanitarie non devono essere ostacolate.
Gli organizzatori rivolgono un invito alla cittadinanza, alle associazioni e agli organi di informazione affinché partecipino numerosi all’appuntamento per chiedere la liberazione degli attivisti e il loro rapido ritorno in Italia.












