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Home - Casa Arbore prende forma a Foggia: il museo tra radio d’epoca, ricordi, musica e un archivio unico

Casa Arbore prende forma a Foggia: il museo tra radio d’epoca, ricordi, musica e un archivio unico

Presentato il progetto degli spazi dedicati a Renzo Arbore. L'artista annuncia una biografia televisiva con i ricordi della sua Foggia, mentre il museo ospiterà le sue collezioni, migliaia di ore di repertorio Rai e ambienti pensati per la creatività dei giovani

Di Redazione
24 Luglio 2026
in Apertura, Foggia
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La storia artistica e personale di Renzo Arbore avrà presto una casa nella sua città. A Foggia è stato presentato il progetto di Casa Arbore, il museo dedicato al celebre artista foggiano che diventerà non solo uno spazio espositivo, ma anche un centro culturale aperto alla musica, all’arte e alla creatività.

«Avevo chiesto di non esagerare e invece c’è Arbore da tutte le parti». Con la consueta ironia, collegato da Roma perché impossibilitato a raggiungere Foggia per motivi di salute, Renzo Arbore ha salutato le istituzioni presenti – la sindaca Maria Aida Episcopo, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il presidente di Puglia Culture Paolo Ponzio – raccontando lo spirito della futura Casa Arbore, lo spazio museale ormai completato dal punto di vista architettonico e che sarà allestito entro l’autunno con le sue collezioni provenienti da tutto il mondo.

Nel corso della visita ufficiale agli spazi, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha definito il progetto “un bel regalo che ci fa il maestro Arbore”, sottolineando come la struttura sarà un luogo polifunzionale destinato a ospitare spettacoli, iniziative culturali e attività rivolte soprattutto ai giovani.

Le collezioni donate alla città

A illustrare il progetto sono stati gli architetti Alida Cappelletti e Giovanni Licheri, che hanno spiegato come il museo raccoglierà le collezioni che Arbore ha deciso di donare alla città.

Più che un museo tradizionale, sarà un luogo esperienziale pensato per raccontare le tante anime dell’artista foggiano: la radio, la televisione, il cinema, la musica, ma anche il collezionista instancabile e l’uomo curioso che per decenni ha raccolto oggetti insoliti, pezzi di modernariato e memorabilia. Quelle che Arbore ha sempre definito con autoironia le sue “cianfrusaglie” sono in realtà migliaia di oggetti, spesso rari e di grande valore storico e artistico.

Tra i pezzi più preziosi spicca una raccolta di radio americane d’epoca degli anni Trenta e Quaranta, considerata tra le più importanti d’Europa. Accanto a queste troveranno spazio una collezione di borsette americane in bachelite, gioielli in plastica dello stesso periodo, le celebri cravatte dell’artista, libri e curiosità provenienti dalla sua abitazione.

Il progetto di allestimento, illustrato dagli architetti e scenografi incaricati, ruota attorno all’idea di una casa viva, capace di far rivivere le passioni del suo proprietario. Ad accogliere i visitatori ci sarà una frase-manifesto: “Lasciate ogni tristezza voi che entrate”, dichiarazione d’intenti di uno spazio pensato per trasmettere leggerezza, creatività e buonumore.

Il percorso espositivo comprenderà inoltre una sala dedicata alle fotografie di Mariangela Melato, una web radio, uno studio per registrazioni televisive e musicali e un archivio con circa 4mila ore di montaggio delle trasmissioni che hanno segnato la carriera di Arbore.

Tra gli ambienti previsti anche una ricostruzione del salotto della casa romana del maestro, simbolo della sua proverbiale ospitalità, oltre a spazi creativi nei quali visitatori e giovani potranno leggere, disegnare, dipingere e partecipare a laboratori.

L’edificio si sviluppa su tre livelli: due saranno interamente dedicati al percorso espositivo, mentre il terzo ospiterà un bar e un’area di aggregazione destinata a piccole performance estive, concerti e iniziative culturali. L’allestimento si ispira al gusto Tropical Déco, uno stile particolarmente amato da Arbore, e accompagnerà il visitatore in un viaggio tra musica, televisione e cultura pop.

Arbore: “Sarà uno spazio che dovrà vivere”

Collegato in videoconferenza da Roma, Arbore ha spiegato di immaginare Casa Arbore come un luogo dinamico.

«È uno spazio culturale che deve vivere, deve ospitare ripetutamente dei buoni cittadini, ma anche tutti i turisti che vorranno vedere questo strano posto con tutte le mie collezioni e le testimonianze dei miei viaggi nel mondo», ha detto l’artista.

Nel museo sarà disponibile anche il repertorio radiotelevisivo che la Rai ha autorizzato a donare alla struttura, consentendo ai visitatori di rivedere programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana, da L’altra Domenica a Indietro tutta, fino ai concerti dell’Orchestra Italiana.

Non mancheranno i simboli dell’universo arboreiano: radio d’epoca, occhiali eccentrici, cravatte, collanine, braccialetti, orologi, borsette, oggetti di plastica, servizi sale e pepe, fino al celebre coccodrillo regalato da Marisa Laurito. Troveranno spazio le sculture luminose di Marco Lodola, il gilet di Fortunato Depero e numerosi riferimenti a Louis Armstrong, indicato da Arbore come il suo maestro musicale. Oggetti che, come è stato sottolineato durante la presentazione, «non sono kitsch, ma divertenti». 

Casa Arbore guarderà anche al futuro. Saranno infatti realizzate una sala di registrazione a disposizione dei giovani musicisti e una sala creativa dedicata ai nuovi linguaggi artistici. L’Antica Arboristeria diventerà invece una sala proiezioni da 52 posti, impreziosita da un fondale composto dalle celebri camicie di Arbore e dai pannelli grafici realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti, che hanno firmato anche gadget e installazioni ispirati alle frasi più celebri dello showman, tra cui “E se la vita è una jam session…”.

Ogni ambiente sarà un pezzo unico, realizzato grazie al finanziamento di Puglia Culture. «Restituiamo a tutta la cittadinanza questo luogo che oggi è ancora una promessa, perché sarà completato nelle prossime settimane», ha spiegato il presidente Paolo Ponzio. «Dovrà diventare un luogo di rinascita culturale, vissuto dalle associazioni, dal terzo settore, dai centri culturali. È questo il lavoro che ci piace fare maggiormente: non semplicemente mettere qualche mobile, ma creare uno spazio capace di generare relazioni, cultura e partecipazione».
L’obiettivo è fare di Casa Arbore non solo il museo dedicato a uno dei più grandi protagonisti dello spettacolo italiano, ma un presidio culturale permanente, in cui la memoria diventa occasione di creatività, formazione e socialità per l’intera città.

“Sto preparando una biografia televisiva”

Nel corso dell’incontro Arbore ha annunciato anche un nuovo progetto.

«Sto preparando, con due preziosi collaboratori, una biografia televisiva», ha rivelato, spiegando che racconterà anche il legame con Foggia, la storica Taverna del Gufo, gli americani presenti in città nel secondo dopoguerra e le origini delle sue passioni musicali.

«Foggia mi ha insegnato tutto – ha raccontato –. Solo dopo aver girato il mondo ti accorgi di essere nato in una città molto fortunata. Mi manca tantissimo lo struscio dalla stazione alla libreria Zobel e tutta quella varietà di persone che ho conosciuto».

L’artista ha inoltre ricordato con emozione i bombardamenti del 1943, ringraziando la sindaca Maria Aida Episcopo per la commemorazione organizzata nei giorni scorsi.

Il percorso partecipato

L’allestimento degli spazi proseguirà nelle prossime settimane. Da settembre prenderà il via un percorso partecipato con le associazioni culturali della città e l’amministrazione comunale per definire modalità di gestione e programmazione delle attività.

L’obiettivo è trasformare Casa Arbore in un luogo vivo, capace di custodire la memoria del maestro foggiano e, allo stesso tempo, diventare un punto di riferimento culturale per Foggia e per i visitatori provenienti da tutta Italia.

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Tags: Alida CappellettiAntonio DecaroCasa ArboreculturaFoggiaGiovanni Licherilibreria ZobelMaria Aida EpiscopoMariangela MelatomuseomusicaPugliaRaiRenzo ArboreTaverna del Gufo
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