La fine di un festival lascia spesso spazio alla stanchezza, ai bilanci e alle inevitabili riflessioni. Per Luciano Toriello, direttore artistico di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, l’edizione appena conclusa ha rappresentato qualcosa di più: la vittoria personale contro quella che lui stesso definisce la “sindrome dell’impostore”.
Con un post pubblicato sui social all’indomani della chiusura della manifestazione, il regista foggiano ha raccontato emozioni, fragilità e gratitudine dopo quattro giorni che hanno trasformato Foggia in una delle capitali italiane del cinema.
“Non mi sento più un impostore”
“Sindrome dell’impostore: la convinzione di non meritare i risultati raggiunti e che il successo sia solo un caso fortuito”, scrive Toriello.
Una sensazione che, ammette, lo accompagna da sempre e che spesso si intreccia con quella che definisce “sindrome dell’abbandono”, quel vuoto che segue la conclusione di un progetto costruito con mesi di lavoro.
“Questa volta no, alla fine di Mònde non mi sento un impostore e so che nessuno mi abbandonerà”, confessa il direttore artistico.
Parole che raccontano il lato più umano di un festival che quest’anno ha registrato una crescita significativa sia sotto il profilo della partecipazione sia sotto quello della risonanza nazionale e internazionale.
Un’edizione da record per Foggia
La nona edizione di Mònde, andata in scena dal 28 al 31 maggio, ha portato nel capoluogo dauno alcuni tra i più importanti protagonisti del cinema mondiale, trasformando la città in un laboratorio diffuso di cultura, cinema, musica e formazione. Oltre 60 gli eventi in programma tra incontri, proiezioni, masterclass e dialoghi con autori.
Tra gli ospiti più attesi figuravano il due volte premio Oscar Kevin Spacey, premiato con l’Honorary Mònde Award 2026, il regista dei Monty Python Terry Gilliam, protagonista di una retrospettiva e di una masterclass, e l’attore americano Matthew Modine, presente per tutta la durata del festival.
Accanto a loro numerosi protagonisti del cinema italiano, da Margherita Buy a Maurizio Nichetti, passando per Lino Musella, Rosa Diletta Rossi e Claudio Castrogiovanni.
“Mai detto grazie così tante volte”
Nel suo messaggio Toriello descrive l’atmosfera vissuta durante i quattro giorni del festival come un susseguirsi di emozioni difficili da racchiudere in una fotografia.
“Mai, proprio mai ho sentito me stesso pronunciare la parola grazie così tante volte. Mai, proprio mai l’ho ascoltata così tante volte da chi neanche conosco”, scrive.
Da qui la scelta di condividere soltanto fotografie di gruppo, simbolo di un’esperienza collettiva che il direttore artistico ha voluto dedicare a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Il ringraziamento allo staff
Un pensiero particolare è rivolto anche a chi ha lavorato dietro le quinte. “Già so, però, che non ci troverete Andrea Pontone e il suo staff: i fantasmi che hanno dato luce e voce a Mònde”, sottolinea Toriello, rendendo omaggio a coloro che hanno operato lontano dai riflettori.
Il post si chiude con un ringraziamento semplice ma significativo: “Grazie a tutte e a tutti, belli e… no, brutti non ce ne sono”.
Parole che sintetizzano il clima di entusiasmo e partecipazione che ha accompagnato un’edizione destinata a lasciare il segno nella storia del festival e nella vita culturale della città.












