La Puglia si conferma una delle regioni italiane più importanti per la produzione di patate, con oltre 656mila quintali raccolti e un valore economico che sfiora i 56 milioni di euro. Ma dietro i numeri positivi si nascondono le difficoltà di un comparto sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici, all’aumento dei costi di produzione e alla crescente concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia in occasione della Giornata internazionale delle patate, promossa dalla Fao il 30 maggio per valorizzare il ruolo strategico di uno degli alimenti più consumati al mondo. La ricorrenza sarà celebrata al Mercato di Campagna Amica di Bari, in via Bernardini.
Produzione in crescita in Puglia
Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat e Crea, la produzione regionale ha registrato un incremento del 10,6% rispetto all’anno precedente, confermando il peso del comparto nell’economia agricola pugliese.
La regione può contare su importanti aree vocate alla coltivazione delle patate, distribuite tra il Salento, la provincia di Lecce, il Foggiano e il Barese. Territori che custodiscono produzioni simbolo della biodiversità agricola pugliese, come la Patata di Galatina DOP, la Sieglinde del Salento, la Patata di Zapponeta e la Patata rossa leccese.
L’invasione delle importazioni
A preoccupare gli agricoltori è soprattutto l’aumento delle importazioni. Nel 2025 sono arrivate in Italia circa 1,1 milioni di tonnellate di patate fresche, con una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono oltre 430mila tonnellate di prodotti trasformati.
Le importazioni provengono principalmente da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio ed Egitto e, secondo Coldiretti, rischiano di comprimere la redditività delle aziende italiane e alterare gli equilibri del mercato.
L’allarme sui “tarocchi” esteri
Tra le principali criticità segnalate dall’organizzazione agricola c’è il rischio che prodotti di origine straniera vengano presentati ai consumatori come italiani.
Secondo Coldiretti, attraverso lavorazioni, trasformazioni o semplici riconfezionamenti consentiti dall’attuale normativa doganale sull’origine dei prodotti, alcune patate estere potrebbero finire sugli scaffali con caratteristiche tali da indurre in errore i consumatori, sottraendo valore alle produzioni nazionali.
Per questo l’associazione chiede un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera e una maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti.
La sfida dei cambiamenti climatici
A pesare sul settore sono anche gli eventi climatici estremi che stanno incidendo sempre più frequentemente sulle rese agricole. Siccità, temperature anomale e fenomeni meteorologici intensi rappresentano una minaccia crescente per una coltura strategica sia sotto il profilo economico sia sotto quello alimentare.
La patata resta infatti uno degli alimenti più diffusi e versatili al mondo, protagonista della dieta quotidiana di milioni di persone e simbolo di una tradizione gastronomica che continua a rappresentare un patrimonio importante anche per la Puglia.










