“È inammissibile. Sono io che non sto bene, non lui”. È uno sfogo durissimo e carico di paura quello affidato alla redazione da Luciano Bisceglia, netturbino di Monte Sant’Angelo, ancora ricoverato all’ospedale di San Giovanni Rotondo dopo essere stato vittima di una sparatoria che, secondo quanto racconta, avrebbe potuto costargli la vita.
Bisceglia riferisce di aver subito proprio nelle ultime ore un nuovo intervento nel reparto di chirurgia maxillo facciale e punta il dito contro la decisione che avrebbe portato agli arresti domiciliari, nel suo stesso paese, Matteo Prencipe, 27 anni, accusato di avergli sparato al torace provocandogli danni permanenti alla salute.
“La mia vita è di nuovo in pericolo”
Nel messaggio inviato alla redazione, Bisceglia parla apertamente di paura per la propria incolumità e di una scelta che non riesce ad accettare.
“Adesso la mia vita è nuovamente in pericolo. Cosa volete che finisca quello che non ha finito?”, scrive il netturbino, che si dice sconvolto dalla possibilità che l’uomo possa trovarsi ai domiciliari nello stesso centro garganico.
Secondo il suo racconto, le conseguenze fisiche della sparatoria sarebbero ancora gravissime. “Mi ha sparato al torace quasi causando la mia morte e provocandomi danni irreparabili alla salute”, afferma.
L’attacco ai giudici: “Avete fatto una porcheria”
Parole pesantissime vengono rivolte anche nei confronti di chi ha disposto la misura cautelare meno afflittiva. Bisceglia annuncia di voler “interpellare la magistratura superiore” per chiedere chiarimenti sulla decisione.
“Com’è possibile che sia uscito dal carcere per un reato del genere? Questa è un’ingiustizia”, scrive ancora, chiedendo che Prencipe torni in carcere “a pagare per quello che ha fatto”.
Nel messaggio compare anche il timore che l’uomo possa comunicare con l’esterno nonostante i domiciliari. “Sicuramente già ha un cellulare per contattare chi vuole”, aggiunge.
Il ricovero e il nuovo intervento
Bisceglia racconta di essere ancora ricoverato a San Giovanni Rotondo e di aver affrontato un ulteriore intervento chirurgico proprio nelle ultime ore. Le sue condizioni, a quanto riferisce, restano delicate e segnate dalle conseguenze della sparatoria.
La vicenda continua a far discutere a Monte Sant’Angelo, dove la decisione sui domiciliari avrebbe riacceso tensioni e preoccupazioni attorno a un episodio che aveva profondamente colpito la comunità. Prencipe, Marco Basta, 20 anni e Domenico Basta, 23 anni vanno verso il processo per tentato omicidio come riportato da l’Immediato nelle scorse ore.
Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.










