Nel volto di Eselebor, fuggito dalla Nigeria dopo persecuzioni politiche, c’è il peso di una storia difficile ma anche la speranza di una nuova vita. Negli occhi del piccolo Tiote, appena quattro anni, arrivato dalla Costa d’Avorio, si riflettono invece i drammi della fuga e dei diritti negati. Poi ci sono gli sguardi di donne, uomini e bambini che raccontano dolore, dignità, paura e futuro. È questo il cuore della mostra fotografica “I volti dell’accoglienza”, inaugurata nel chiostro di Palazzo San Domenico a Manfredonia.
L’esposizione, curata dal fotografo Matteo della Torre, rientra nel calendario di iniziative organizzate in vista della “Giornata Mondiale del Rifugiato”, promossa da enti, associazioni e realtà del Terzo settore impegnate nei progetti Sai – Sistema di Accoglienza e Integrazione – e nelle attività di inclusione dei cittadini migranti.
I ritratti dei beneficiari dei progetti Sai
La mostra raccoglie intensi primi piani di beneficiari e beneficiarie inseriti nei progetti Sai pugliesi e degli operatori che quotidianamente lavorano accanto a loro per garantire assistenza, orientamento e supporto.
Gli scatti esposti a Manfredonia raccontano in particolare le storie degli accolti nei progetti Sai di San Ferdinando di Puglia, Candela, Stornarella e Manfredonia, gestiti dalla cooperativa Medtraining.
“Questa mostra l’ho concepita con una finalità antirazzista e antifascista, per cercare di decostruire la narrazione che soffia sul fuoco del pregiudizio e della paura dei migranti”, spiega Matteo della Torre. “Il volto del migrante può parlarci e condurci al di là delle nostre barriere mentali, dei pregiudizi e delle paure legate al fenomeno della migrazione”.
La Marca: “Dietro i numeri ci sono persone”
All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca e la vicesindaca con delega all’Istruzione Cecilia Simone.
Per il primo cittadino sipontino, la mostra rappresenta un invito a guardare oltre statistiche e slogan. “Dietro i numeri ci sono dei volti. C’è il volto di un uomo, di una donna, di bambini. E dietro quei volti ci sono tante storie che noi non conosciamo, ma che siamo chiamati ad accogliere”, ha dichiarato La Marca.
Il sindaco ha ricordato anche il percorso di accoglienza portato avanti dalla città negli ultimi vent’anni. Attualmente sono 55 i cittadini richiedenti asilo inseriti nel progetto Sai di Manfredonia, mentre molti di quelli accolti negli anni passati continuano a vivere e lavorare stabilmente sul territorio.
Gli attestati ai migranti e il valore dell’inclusione
Nel corso dell’incontro sono stati consegnati anche gli attestati ai migranti che hanno frequentato il percorso scolastico presso il Centro Provinciale Adulti 1 Foggia “David Sassoli”. Un’esperienza ritenuta fondamentale per favorire inclusione, alfabetizzazione e integrazione sociale.
La mostra resterà visitabile fino al 18 giugno nel chiostro di Palazzo San Domenico. L’ingresso è gratuito. Le visite saranno possibili dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 12.
Verso la Festa del Rifugiato
L’iniziativa anticipa la “Festa del Rifugiato”, in programma il 18 giugno a Manfredonia. Una giornata dedicata alle storie, alle testimonianze e ai percorsi di inclusione dei beneficiari ospitati nei diversi progetti Sai presenti sul territorio provinciale.
Dietro l’organizzazione degli eventi c’è una rete informale composta da associazioni, cooperative sociali, sindacati, enti e realtà impegnate quotidianamente nel campo dell’accoglienza e dell’immigrazione.











